Gruppo: Shattered Sigh
Titolo: Distances
Anno: 2017
Provenienza: Spagna
Etichetta: Endless Winter
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TRACKLIST
  1. Under Your Slavery
  2. Timeless
  3. 12:14
  4. Shattered Sigh
  5. Alone
  6. Thou Say Goodbye
DURATA: 36:34
 

Da buon genere medio-borghese, è abbastanza raro che il metal riservi delle sorprese, ragion per cui è ancora più bello quando si presentano in punta di piedi, come fanno gli Shattered Sigh. Al debutto nonostante sia già in attività da ben otto anni, la band arriva da Barcellona e insospettabilmente ruota attorno alla figura della tastierista Lourdes Machado, unico membro fondatore rimasto dopo una nutrita serie di avvicendamenti e cambi di ruolo (che devono avere avuto un peso importante nel ritardo con cui sono stati conclusi i lavori per questo album).

Trovato il supporto della piccola e specializzatissima Endless Winter, il quintetto ha dato alle stampe "Distances", che rientra perfettamente nella tradizione dell'etichetta russa: doom metal, death metal, tristezza a palate. E gli Shattered Sigh sono bravissimi a dare forma a questa tristezza, a canalizzare la propria sofferenza e metterla in musica. Benché non sia specificato chi abbia composto cosa, mi piace pensare che sia stato il tocco femminile a dare una personalità particolare alle sei canzoni, da un lato profonde e sofferenti come da tradizione funeral, dall'altro sorprendentemente leggere e facili da assimilare. I primi nomi a saltare in mente sono quello degli Shape Of Despair per la quantità enorme di tastiere e quello degli Swallow The Sun per la morbidezza dei suoni e la durata tutto sommato contenuta dei pezzi (non si va mai oltre i sette minuti), nonostante la mole di cose che succede al loro interno.

Non creano niente di eccessivamente cattivo, gli Shattered Sigh, preferiscono che a trasmettere il loro dolore siano delle chitarre più morbide, dei riff corposi, ma non abissali, e di nuovo una marea di tastiere. Un altro punto interessante è la presenza di un turnista dietro al microfono, indicato semplicemente come Emilio, che si fa notare per un growl cupissimo, profondissimo e sofferentissimo che fa da perfetto contraltare alle melodie che invadono ogni anfratto di "Distances". Se proprio invece vogliamo trovare un pelo nel gustosissimo uovo preparato dai Catalani, è nei testi: che l'Europa mediterranea ancora non sia troppo a suo agio con l'inglese è storia vecchia, e i versi urlati dal tristissimo Emilio sono un po' troppo semplicistici per fare davvero colpo. D'accordo che il doom più funereo non necessiti di trattati sulla filologia romanza, ma nel 2018 si può dire qualcosa di più di «Everyone is behind / Behind a curtain / Of falsehood and deceit», perché si rischia di far appassire con alcune banalità un album che invece è tutto fuorché banale.

C'è da augurarsi vivamente che gli Shattered Sigh riescano ad andare avanti con una formazione stabile e a dare presto vita al seguito di "Distances". Tutti gli amanti del doom più finnofilo, estremo e melodico, ne saranno soddisfattissimi.