Gruppo: Unreqvited
Titolo: Stars Wept To The Sea
Anno: 2018
Provenienza: Canada
Etichetta: Avantgarde Music
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TRACKLIST
  1. Sora
  2. Anhedonia
  3. Stardust
  4. Kurai
  5. Empyrean
  6. White Lotus
  7. Namida
  8. Soulscape
DURATA: 52:57
 

"Stars Wept To The Sea" è il titolo dell'ultima fatica targata Unreqvited, un progetto che ha raccolto non pochi consensi già al suo esordio. Se "Disqviet" ci aveva fatto conoscere la band nel 2016 e lo split "Imperfect" (pubblicato assieme a Violet Cold, Sadness, A Light In The Dark e Show Me A Dinosaur) ne aveva confermato le grandi potenzialità, l'ultima gemma dei Nostri ne sancisce il pieno sviluppo.

Siamo di fronte a un disco oscuro e tormentato, atmosfericamente brutale, che ti prende a schiaffi l'anima a forza di ceffoni goticheggianti fin dai primissimi momenti di "Sora" e che — lo ammetto — mi ha fatto tornare in mente i Nightwish più sognanti dei tempi della Bella e la Bestia. Le sviolinate lasciano, poi, posto a quanto di più black troverete nel lavoro degli Unreqvited: nulla di simile a ciò che definiremmo propriamente «black metal», ovviamente. Le coordinate sulle quali viaggiamo sono quelle del post-, un regno i cui confini spaziano in lungo e in largo senza trovare veramente delle limitazioni.

La violenta furia di "Anhedonia", che carica e scarica cumuli di sofferenza sull'ascoltatore, è un ottimo quanto immediato esempio del lato estremo di "Stars Wept To The Sea". La mancanza di testi (se si esclude, anche in questo caso, il breve componimento inserito sul retro della cover del digipak) è quasi sintomatica di una ineffabilità caratteristica del sentimento che la musica vuole tradurre.

Il dolore, senza parole, si tramuta in urla che prepotentemente si vanno ad adagiare su tappeti sonori ben più dolci, anche nei momenti più spinti ed estremi. La vena più dark, di contro, trova il suo picco in "Stardust", quando il brano rallenta e confluisce dolcemente in un piano e voce che potrebbe essere stato tranquillamente prodotto da Luigi Rubino degli Ashram assieme all'infinitamente compianta Aleah, voce dei Trees Of Eternity.

Avantgarde Music ci ha preso ancora una volta, producendo "Stars Wept To The Sea": questo secondo album della one man-band di 鬼 si è rivelato essere un lavoro fantastico sotto diversi punti di vista, con una grafica maestosa tanto quanto la produzione pulita, ma calda e viva. L'amalgama di black metal depresso e di post-, dai connotati notevolmente dark, è monolitico: di fattura così pregiata da essere completamente privo di crepe.

Non mi sembra ci sia bisogno di aggiungere altro: se siete amanti del genere, probabilmente avrete già avuto modo di apprezzare (e sicuramente di far vostro) questo gioiello; per voi altri che siete alla scoperta di questo mondo fantastico, mettetevi comodi e prestate ascolto: buon appetito!