Gruppo: Hænesy
Titolo: Katruzsa
Anno: 2018
Provenienza: Ungheria
Etichetta: Black Mourning Productions
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TRACKLIST
  1. Katruzsa I
  2. Katruzsa II
  3. Katruzsa III
  4. Katruzsa IV
  5. Katruzsa V
  6. Katruzsa VI
DURATA: 50:00
 

Album di debutto per gli Hænesy, band nata per volontà del polistrumentista H. che, dopo l'EP "Mortals" autoprodotto e rilasciato nel 2017, esordisce con il primo album completo, proponendoci cinquanta minuti di black metal atmosferico di pregevole fattura. In questa sede l'artista ungherese è accompagnato da altri due membri, entrambi impegnati alle voci, ritagliando per sé composizione ed esecuzione della musica.

Se il nome del gruppo è esclusivamente frutto della fantasia del fondatore, il termine «Katruzsa» fa invece riferimento a una località ai piedi del monte Matra, il più alto in Ungheria, della quale è originaria la famiglia. L'utilizzo di questo appellativo, per il titolo dell'album e i singoli episodi che lo compongono, non è quindi casuale e si ricollega alla volontà di Hernik di rimanere legato alle tradizioni della propria terra e allo spirito originario di quel luogo incontaminato. Non stupisce quindi che il tema portante dei testi, scritti in lingua natia, sia la natura nelle sue diverse forme e manifestazioni. Se la comprensione dei testi è minata dalla lingua utilizzata, la musica è più che sufficiente per lasciare intendere i sentimenti che hanno spinto a realizzare questo "Katruzsa".

La componente atmosferica è ben presente nella proposta dei Nostri, ma non fine a se stessa; contribuisce infatti in modo significativo a rendere l'intera prova estremamente evocativa. I quasi tredici minuti della traccia posta in apertura sono, in questo senso, un ottimo esempio dell'equilibrio raggiunto tra l'aggressività del black metal di scandinava memoria e il lato più riflessivo e malinconico degli ungheresi. La struttura articolata dei singoli episodi contribuisce poi a rendere il disco scorrevole e mai scontato, ponendo l'attenzione ora sulla violenza, ora sulle melodie, eteree ma sempre decadenti e sofferte. I riff al fulmicotone della chitarra distorta sono seguiti da arpeggi sognanti, durante i quali fanno la propria comparsa anche le tastiere che contribuiscono a donare maggiore spessore a queste sezioni. La quarta traccia, "Katruzsa IV" appunto, rappresenta però, a mio avviso, la vera perla dell'intero lavoro. Un'epica cavalcata che fonda le proprie radici in una classica sparata in blast beat che si evolve in accordi di chitarra acustica e sezioni più ritmate e rituali, mantenendo comunque un velo di maestosità e desolazione difficilmente tramutabile in forma scritta.

"Katruzsa" è un'opera complessa che merita di essere vissuta e assimilata in prima persona, perché riesca a trasmettere in pieno il proprio messaggio. La produzione che, per il genere, risulta decisamente pulita ma non sintetica e l'evocativa copertina a opera del cantante Gabor Angeli contribuiscono a chiudere e arricchire il pacchetto confezionato dai tre ungheresi. Pur presentando alti e bassi da imputare forse alla poca esperienza, l'esordio degli Hænesy insomma lascia ben sperare per il futuro di una band che, se saprà mantenere la via, potrà darci certamente ulteriori soddisfazioni.