Fredag den 13:e - Dystopisk Utsikt
 
Gruppo: Fredag den 13:e
Titolo:  Dystopisk Utsikt
Anno: 2018
Provenienza:  Svezia
Etichetta: Epidemic Records / Halvfabrikat Records / Alerta Antifascista / Every Day Hate / Deviance Records
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TRACKLIST
  1. Plågad Av Ljuset
  2. 1984
  3. Sälj Mig Lycka
  4. Fängslad Mentalt
  5. Dödad Av Tid
  6. Av Skuld Och Skam
  7. Arbete Ger Frihet
  8. Allting Är Lidande
  9. Orsak Föder Orsak
  10. Är Du Hora Eller Gud
  11. Din Sista Dag
DURATA: 34:07
 

Se vivete da qualche parte in Europa — ma probabilmente anche se vi trovate in un altro continente — saprete che il 9 settembre si sono tenute le elezioni in Svezia e che, come al solito, c'è un partito nazionalista in crescita di consensi, mentre i cosiddetti moderati sembrano accusare i colpi di questa loro immagine nello specchio. Eppure anche in Svezia c'è un grosso blocco sociale che punta, invece, a spaccare questa apparente dicotomia tra i due volti del Capitale, sbugiardando conservatori, nazionalisti, gerarchie religiose, truffatori e quant'altro.

Attivi da oltre un decennio, i Fredag den 13:e sono ormai uno dei nomi di punta della vivace scena hardcore-crust di Göteborg. "Dystopisk Utsikt" («Visione Distopica») è il loro quarto disco, uscito mantenendo il sodalizio con l'etichetta francese Deviance e raccogliendo in questa occasione il supporto collettivo di una manciata di altri partner (tra cui l'italiana Epidemic Records).

La copertina mette tutto in chiaro da subito: il mondo rappresentato da questa gigantesca chiesa è portatore di morte ed è l'opposto di quello che il quintetto vorrebbe vedere realizzarsi. Non mi produrrò qui in un'improbabile analisi di tutti i testi, dato che lo svedese non è propriamente la mia prima lingua, ma mi limiterò a sottolineare alcuni punti principali. Con "Plågad Av Ljuset" («Afflitto Dalla Luce»), infatti, la luce dell'ordine religioso diventa un male; ce n'è ovviamente anche per la cultura consumista in "Sälj Mig Lycka" («Vendimi La Felicità»), ogni brano è un attacco incendiario alle tante facce dello sfruttamento da parte del potere. Circa 34 minuti di rabbia sociale di cui, in effetti, potreste avere bisogno anche voi.

La musica è... beh, hardcore-crust di giustissima scuola svedese (gente che ha sicuramente ascoltato tanto i Wolfbrigade, per fare un nome veloce), quindi non aspettatevi delicati arpeggi o atmosfere eleganti. Direi che il mio pezzo preferito del lotto è "Arbete Ger Frihet" (credo che in questo caso la traduzione non servirà), con la sua andatura vorticosa e le urla strazianti di qualcuno che conosce l'orrore e non vuole che si ripeta.

Proprio in queste settimane, i Fredag den 13:e stanno portando la loro visione distopica in giro per l'Europa, comparendo, per esempio, al Paranoya Festival di Dresda (insieme a nomi come i Warfuck). Mentre scrivo, non si conosce ancora il futuro politico della Svezia, quello che è certo è che i Fredag den 13:e resteranno fedelmente e saldamente dalla stessa parte.