Gruppo: Akvan
Titolo: Forgotten Glory
Anno: 2018
Provenienza: Iran
Etichetta: Shaytan Productions
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TRACKLIST
  1. The Path To Chaos
  2. King Ov Kings
  3. Realm Ov Fire
  4. Tabaristan
  5. Blood Ov Zal
  6. Interlude
  7. Fire And Steel
  8. Legacy
  9. IR 655
  10. Silence Ov Butterflies
DURATA: 58:36
 

Shaytan Productions ci ha abituato a un certo tipo di uscite: di ultranicchia, ultralo-fi, ma soprattutto mediorientali. "Forgotten Glory" non fa eccezione, e ci permette di fare la conoscenza di Akvan, progetto gestito dal solo polistrumentista Vizaresa, da Tehran.

La capitale dell'Iran non è certo uno dei primi punti del mappamondo a venire in mente quando si parla di black metal, ed è ovviamente ciò il motivo di maggiore interesse verso l'ennesima fotocopia dei Marduk. Il contenuto non è molto diverso da quello proposto dal 98% delle formazioni black metal che registrano in cantina, salvo un elemento fondamentale: l'aggiunta di elementi folk. Che, nel caso di una band iraniana, significa soprattutto un sacco di oud. Il risultato è assolutamente particolare e affascinante, e permette a "Forgotten Glory" di passare da album appena discreto a un vero e proprio unicum, perché del black metal così non l'hai mai sentito.

È certamente inevitabile d'altra parte che il paragone vada poi a finire sui Melechesh, che tutto questo l'hanno inventato, ma qui non siamo a Gerusalemme, siamo a Tehran, o quantomeno, tutte le informazioni ufficiali riportano la residenza di Akvan in Iran, anche se da un'intervista del 2015 Vizaresa diceva di essere nato negli States da genitori iraniani e di essersi recentemente trasferito a Dubai. E a Tehran il black metal, con tutte le implicazioni religiose che si porta appresso, non deve essere particolarmente apprezzato. A Dubai probabilmente neanche, ma di certo la soglia di tolleranza sarebbe ben più alta.

Vizaresa sembra quindi in aperta dissidenza con la sharia e con Dio, tuttavia non le manda a dire neanche all'altra parte, visto che il nono brano si intitola "IR 655", certamente un rimando alla strage del volo Iran Air 655 operata da una nave militare a stelle e strisce. Tutto questo, di nuovo, mescolando in modo naturalissimo il black metal e l'oud, registrando suoni freddissimi ed essenziali (non c'è nessuna produzione indicata nel libretto, e se non fosse per il fatto che si tratta di una one man band non mi stupirei se l'intero disco fosse stato registrato in presa diretta) e infondendo alla musica un'anima moderna e sovversiva insieme a una risalente e fedele alla tradizione. Non solo: vale anche la pena sottolineare come "Forgotten Glory" sia un buon disco anche dal punto di vista prettamente musicale, con riff efficaci e di buon gusto e addirittura cose che a tratti ricordano degli assoli ("Tabaristan", che prende il titolo dall'antico nome di una provincia dell'Iran settentrionale) e cavalcate thrash ("Fire And Steel").

Dopo la conferma dei Lelahell e addirittura un best of degli Al-Namrood, la cultura araba si fa ancora più presente in questo mondo troppo a lungo riservato all'occidente. Per provare qualcosa di davvero nuovo, in questi tempi difficili, devi cominciare a guardare a latitudini diverse. Tra le sabbie qualcosa sta prendendo rapidamente forma.