Gruppo: Sixcircles
Titolo: New Belief
Anno: 2018
Provenienza: Italia
Etichetta: Phonosphera Records
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TRACKLIST
  1. New Belief Begins
  2. Blue Is The Colour
  3. Come, Reap
  4. Time Of Erosion
  5. The Prison
  6. Sins You Hide
  7. Late To Awake
  8. Take Me To Your Deserts
  9. Lavender Wells
DURATA: 34:43
 

Da nord a sud, dal Veneto alla Sicilia: i nostrani Sixcircles nascono dal connubio artistico di due volti tutt'altro che sconosciuti, quello della cantante Sara (già negli acclamatissimi e a noi ben noti Messa e nei Restos Humanos), che si è occupata anche della foto in copertina, e del polistrumentista Giorgio (che suona negli eccellenti Elevators To The Grateful Sky, per citare un gruppo), che qui si cimenta anche nelle parti vocali. Due elementi soltanto che, a conti fatti, si traducono e trasfigurano in un lavoro che pare composto e suonato — in giusto un paio di mesi, tra l'altro — da cinque persone e che si presenta al pubblico col nome di "New Belief".

Poco più di mezz'ora di atmosfere dal gusto settantiano e psichedelico, pregne di effetti e dotate di uno squisito gusto rétro che va a mescolarsi qua e là con elementi etnici, quasi tribali. Le due voci molto spesso duettano, all'unisono e non; in alcune occasioni, invece, si dà più spazio all'elemento solista, come ad esempio in "Come, Reap" (Sara) e nella traccia conclusiva "Lavender Wells" (Giorgio), la cui chitarra piacerebbe proprio un sacco a Derek Trucks, ne sono sicura. Suoni ovattati, elettrici, blues, folk, intensi, sognanti, dal sapore più dark o con quel tocco di stoner-desert che non si impone con prepotenza ma non si può non percepire: l'influenza degli Stati Uniti è forte.

L'ottima "New Belief Begins" apre le danze, dandoci un assaggio piuttosto consistente dell'atmosfera generale del disco, e da qui è un susseguirsi di sorprese, influenze che si accavallano, voci a volte più intense, altre più delicate e sensuali, come nell'ipnotica "Time Of Erosion", un tripudio di elementi acustici che si intrecciano e ti fanno immaginare un lungo viaggio in macchina, al tramonto, su una strada deserta. In California, magari.

Con "The Prison" il tono generale si indurisce, le voci iniziano a distorcersi, l'amosfera si scurisce (QOTSA, anyone?), ma basta aspettare "Sins You Hide" per imbattersi in splendide dinamiche vocali nella strofa e una pulizia generale del suono che, per la prima volta, ci presenta le voci di Giorgio e Sara quasi al naturale, il tutto contornato da un sapore quasi, ma proprio quasi, latino. Menzione speciale per "Late To Awake", che con le sue sonorità folk finisce dritta dritta tra le mie preferite.

Ogni brano è storia a sé, tuttavia in ciascuno c'è qualcosa di familiare, qualcosa che rimanda a tutti gli altri, in un viaggio che sperimenta diversi tipi di suoni tutti uniti dalla psichedelia e da quella passione per una decade che ci siamo lasciati alle spalle solo in termini meramente temporali. "New Belief" è un'ennesima ottima prova per due musicisti che si sono fatti ― e stanno continuando a farsi ― valere in patria e non solo: non mi resta che ringraziarli per averci fatto dono di un disco che con ogni probabilità finirà tra i miei personalissimi più ascoltati dell'anno.