Informazioni
Gruppo: Replica
Titolo: The Bright Side Of Death
Anno: 2013
Provenienza: Austria
Etichetta: Noisehead Records
Contatti: facebook.com/soundofreplica
Autore: Mourning

Tracklist
1. Fate Of Gods
2. Living In Bondage
3. Nothing As Emptiness
4. Death By Command
5. True Terror
6. One Mile Down
7. Throatcut With A Butter Knife
8. Reason To Resist
9. The Curse Of Evil
10. The Funeral

DURATA: 36:34

Il nome Replica non mi diceva davvero nulla, almeno sino a quando non ho avuto modo di ascoltare "The Bright Side Of Death", il terzo capitolo discografico di questa realtà austriaca. Dalla biografia vengo a conoscenza del fatto che il quintetto in passato suonava un thrash ruvido e d'assalto, ma col tempo ha virato in zona metalcore, gli album pubblicati rifletterebbero quindi un'evoluzione avvenuta all'interno di un territorio musicale ormai saturo. Questa terza prova perciò dovrebbe garantire loro, grazie alla maturità acquisita e a una più che discreta composizione, una qualità tale da mantenerli al di fuori delle sabbie mobili della sufficienza risicata, valutazione che con assidua frequenza si abbatte come una mannaia sulle uscite del genere.

Il disco riflette la vitalità di un panorama che si è adagiato da tempo e che continua a produrre musica alle volte trita e ritrita, la fortuna di questi musicisti sta nell'evitare gli "escamotage" pop e le inflessioni al limite con la colonna sonora da cartone animato che hanno reso questo mondo più simile a un circo che a una scena musicale. L'assenza di coretti stupidi e soluzioni spudoratamente melodiche permette di ascoltare con piacere i richiami (seppur lontani) al sound Slayer in "Fate Of Gods" e gli apprezzamenti (non così celati) rivolti ai Destruction del periodo "Eternal Devastation", con gli echi di "Curse The Gods" che si ripercuotono gradevolmente in più tracce, fra le quali spicca "Reason To Resist", mentre soluzioni care alla Svezia di In Flames e Dark Tranquillity prendono consistenza in "Death By Command".

È palese che i vari cliché dello stile vengano proposti e rispettati, proprio le melodie infatti risultano essere una presenza costante, ma non gambizzante e l'aspetto vocale a cura del cantante Alexander Krumenacker è ciò a cui siamo ormai abituati da tempo, con l'alternarsi di growl profondi e duri per impatto con lo scream acido.

"The Bright Side Of Death" è un buon disco, svolge il suo compito senza stentare, tuttavia nel suo rappresentare la forma più convincente fornita da questo panorama non è comunque capace di liberarsi dagli schemi incatenanti che lo recintano e quindi, pur superando pienamente la sufficienza, lo consiglio esclusivamente a coloro che con dedizione perseverano nell'ascolto di tale tipologia di album. I restanti potranno trovare soddisfazione in altro luogo.