Gruppo: Internal Suffering
Titolo: Choronzonic Force Domination
Anno: 2004
Ristampa: 2018
Provenienza: Colombia
Etichetta: Satanath Records / Rotten Roll Rex
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TRACKLIST
  1. Choronzonic Force Domination (I Am The Power 333 Of The Tenth Aethyr!)
  2. Summon The Gods Of Chaos (Projected Into The Abyss)
  3. Across The Tenth Aethyr (Transcending Into The Outerworlds)
  4. Baphomet Invocation (Ancient Gods Return)
  5. Legion (We, As One... Dominate!)
  6. Dagon's Rising (Macrocosmic Guardian Of The Threshold)
  7. Dispersion & Darkness (In The Outermost Abyss It Dwells)
  8. Orbiting Chaosphere (Primal Chaos Manifestation)
  9. Enter The Gate Of Death (...Into The Darkly Shinning World)
  10. Enter The Gate Of Death [versione orginale del 1999]
  11. Choronzonic Force Domination [rough mix]
  12. Summon the Gods Of Chaos [rough mix]
  13. Thelemic Conqueror [dal promo 2005]
DURATA: 48:21
 

Gli Internal Suffering si sono ritagliati un posto che conta all'interno del vivace panorama underground death metal. I colombiani, in giro dal 1996, sono riusciti nell'impresa grazie a tanto olio di gomito, un'attività live pressoché costante e una produzione composta da dischi tutto sommato sempre piacevoli. Nel 2018 l'iperproduttiva Satanath Records, in combutta con la Rotten Roll Rex, ha così deciso di rimettere in circolazione due delle loro uscite, "Chaotic Matrix" e "Choronzonic Force Domination", originariamente rilasciate dalla olandese Displeased Records rispettivamente nel 2002 e nel 2004.

Nello specifico mi accingo a parlare del terzo album, quel "Choronzonic Force Domination" che continua a piacermi e ad allietarmi anche a distanza di quasi tre lustri dalla nascita, pur non essendo chissà quale capolavoro. Ebbi modo di incrociarlo al tempo nel periodo forse più adatto, in quei mesi infatti mi martellavo ripetutamente a suon di Deeds Of Flesh, Disgorge e Immolation, band dalla proposta affine, trovando così l'approccio al genere di questi ragazzi a dir poco devastante. Adoravo la furia con cui si scagliavano contro l'ascoltatore in maniera tecnica e feroce, con sfuriate in blast beat, così come apprezzavo gli inabissamenti verso scenari dall'atmosfera oscura e perversa.

Probabilmente era ciò che allora cercavo e desideravo, per cui ascoltai a non finire il disco. Specialmente tracce come "Summon The Gods Of Chaos (Projected Into The Abyss)", "Legion (We, As One... Dominate!)" ed "Enter The Gate Of Death (...Into The Darkly Shinning World)" entrarono prepotentemente nelle playlist giornaliere, divenendo le mie personali hit. In seguito praticamente dilaniai il cd, facendolo girare ossessivamente nel lettore, poi appurai che l'effetto monolite era causato da basi ritmiche talvolta troppo concentrate ad abbattere i muri, tanto da dimenticarsi di far riprendere il fiato. Dopodiché notai che il cantato gutturale, profondo e malsano di Fabio Marin avrebbe potuto offrire qualche alternativa alla sua consueta volontà di scavare con intensità il terreno. Constatati tutti questi difetti, capii che me ne fottevo altamente, proseguendo a farmi sfondare il cranio e tutt'oggi quelle tre tracce continuano a essere le mie preferite.

"Choronzonic Force Domination" è un attacco frontale che a distanza di tempo non ha perso un grammo del suo vigore, devo però anche ammettere che non ne consiglierei l'acquisto a chi è a digiuno di Internal Suffering, poiché ritengo il debutto "Supreme Knowledge Domain" (1999), "Chaotic Matrix" e "Awakening Of The Rebel" (2006) superiori e migliori rappresentanti delle qualità ben al di sopra della sufficienza del gruppo sudamericano.

L'operazione di recupero messa in atto permette comunque un focus su un'opera divertente, un capitolo minore che punta al cuore degli adoratori del randelliamo a più non posso in cerca di una cattivissima ma gradita compagnia.