Gruppo: Maniaxe
Titolo: Canticles Of Corruption
Anno: 2018
Provenienza: Australia
Etichetta: Hellfire Records
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TRACKLIST
  1. Intro
  2. Maggots Of God
  3. Heavy Metal Onslaught
  4. Black Death Saviour
  5. Apocalyptic Vision
  6. Six Shots Of Vengeance
  7. Impaler
  8. God Save The Antichrist
  9. Hypnosis
  10. Hail Goatlord
DURATA: 36:43
 

Dopo aver ascoltato con attenzione "Canticles Of Corruption", debutto degli australiani Maniaxe, sono arrivato a una conclusione netta: questo disco suona esattamente come deve suonare.

I Maniaxe sono una di quelle formazioni che si ostinano a produrre thrash metal ottantiano, di quello che per intenderci sfocia nell'estremo, e che fa di questa dedizione un suo punto di forza. Dalla produzione alla scelta dei suoni, al continuo urlare il titolo dei brani nel ritornello, qui tutto si rifà a quell'epoca, tanto che non è improbabile sorprendersi a dubitare delle note promozionali che ci parlano di una data di uscita targata 2018.

Dovete immaginarvi un album fragoroso, blasfemo, un continuo sparare riff su riff sull'ascoltatore come se non ci si potesse fermare, se non giusto per lasciare spazio alle fasi soliste, dal gusto piuttosto melodico vista la proposta (in particolare l'assolo di "Heavy Metal Onslaught"). La sezione ritmica è da leccarsi le dita: viene dedicato molto spazio al basso, sia nel mixing sia per quanto riguarda alcune vetrine all'interno delle composizioni ("Apocalyptic Vision"), e mi limito a dirvi che il batterista non si fa chiamare Skull Crusher senza averne il merito; facile pensare che si sia conquistato questo nome a forza di tempestare i brani con le sue rullate ("Impaler", ad esempio).

Non nego che in più di un'occasione durante l'ascolto si possa trovare qualche passaggio che in fin dei conti risulta piuttosto generico, e che la predilezione della band verso brani tirati possa portare un minimo di stanca quando ci si avvicina alla fine. Vi consiglio di non soccombere alla tentazione (che a mio parere non dovreste sentire) di non finire il disco, dato che uno dei brani più forti della scaletta è proprio il conclusivo "Hail Goatlord", il più oscuro e dotato di un rallentamento sonico che avvicina ai lidi del death e del black metal della prima ondata.

Destruction, Kreator, Possessed, Slayer, Mefisto e Slaughter sono tutte influenze rintracciabili nel suono dei Maniaxe, ma gli australiani sembrano porsi come una sintesi di questo stile. Sarebbe un peccato se tanta spietatezza andasse sprecata. "Canticles Of Corruption" è un disco che, al contempo, diverte e conquista da subito con la sua spontaneità e l'impegno riversato nel comporlo mi pare evidente. Se apprezzate le band elencate, dovreste senza dubbio provarlo.