Gruppo: Ostura
Titolo: The Room
Anno: 2018
Provenienza: Libano
Etichetta: Universal Music Group
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TRACKLIST
  1. The Room
  2. Escape
  3. Beyond (The New World)
  4. Let There Be
  5. Erosion
  6. Only One
  7. Mourning Light
  8. Deathless
  9. Darker Shade Of Black
  10. The Surge
  11. Duality
  12. Exit The Room
DURATA: 74:26
 

Che dal Medio Oriente arrivi tanto Prog interessante ormai lo sappiamo tutti: nel novero delle menti creative però si sono aggiunti da qualche anno anche Elia Monsef e Danny Bou-Maroun. Padri fondatori del progetto Ostura, questi due simpatici figli delle composizioni articolate hanno creato dal 2013 al 2016 il disco che abbiamo a nostra disposizione: "The Room".

Un album oscuro, che affronta la storia di una ragazza che si chiude in se stessa e si ritrova a farsi viaggi mentali e domande sulla paura, la vita, le ambizioni e ogni tipo di quesito esistenziale che si possa immaginare. Questi dialoghi avvengono attraverso un continuo alternarsi di personalità, un po' come già successo con i dischi del nostro caro Arjen Lucassen (qui presente come chitarra in "Darker Shade Of Black"): Michael Mills nei panni di Utopia, Elia Monsef nei panni di Erosion e la splendida Youmna Jreissati nei panni della ragazza protagonista.

L'alternanza di queste tre voci crea da subito una piacevole sensazione cullante: Mills e Monsef alternano falsetti a una voce più rauca e corposa ("Erosion"), mentre Youmna taglia del tutto i toni, coccolando l'ascoltatore con una timbrica vellutata. Il mix ricorda molto quello degli Epica, gruppo dal quale gli Ostura hanno importato anche la vena particolarmente orchestrale e cinematografica (come qualcuno direbbe), con grandi alternanze di violini e strumenti ritmici ("Deathless") che cadenzano e innalzano quasi tutti i brani. L'innesto vocale risulta quindi delizioso, in questa mescolanza classica che non perde occasione per inserire sonorità mediorientali in pieno stile Orphaned Land; sempre in giuste quantità e mai abusandone.

La prova del gruppo è sopraffina, quasi senza sbavature: l'unico neo che mi sento di sottolineare è lo spazio lasciato a Youmna. Relegata alle ballate ("Mourning Light") e a pochi altri inframezzi estremamente melodici (che fanno rizzare i peli nella meravigliosa "Duality"), sembra quasi protetta e limitata, come se le fosse impedito di lasciarsi andare nelle notevoli e più che diverse situazioni sonore che il disco offre; in fondo molti dei momenti coperti da Utopia (la voce maschile più alta tra le due) avrebbero potuto guadagnare di più con un secondo coro femminile. Per il resto comunque c'è poco che si possa dire a questo splendido disco, che copre interamente la durata massima del supporto ottico.

Speriamo solo di non dover aspettare altri quattro anni per il prossimo album, visto che la scrittura di "The Room" è avvenuta traccia dopo traccia secondo l'ordine della scaletta. Risultato più che pregevole, ma ci piacerebbe sentire qualcosa di nuovo presto. Complimenti!