Weekly Magazine III Era

Popolo di Aristocrazia,

la scorsa settimana Oneiros ci ha parlato dell'ottima esibizione delle Corde Oblique al Caos Teatro di Villaricca; al termine del concerto, il nostro Aristocratico ha avuto inoltre l'opportunità di scambiare qualche parola con la mente del gruppo. Se quindi non ne avete ancora abbastanza di questa interessante realtà italiana, l'intervista che vi presentiamo in questo aggiornamento e che approfondisce ulteriormente la nostra conoscenza del progetto dovrebbe soddisfare la vostra (e nostra) fame di informazioni. Per ora, almeno...

Il lotto di tredici recensioni settimanali abbraccia come al solito vari generi, con il Death Metal che se ne prende una bella fetta: la cara, vecchia scuola degli anni d'oro del genere è rappresentata da Day Of Doom e Bestial Deform, mentre il sound più melodico viene riproposto dai Burn Down Eden; infine, il primo demo dei Cambion farà felice chi è alla ricerca della ferocia intransigente. Sul fronte Nero troviamo solo il «fast & furious black metal» dei Bestialized; in ambito Doom invece abbiamo due realtà che ibridano lo stile: i Mourning Dawn lo rendono Dark con punte Black, mentre gli Sky Shadow Obelisk buttano nella mischia anche Grunge, Stoner, Ambient e quant'altro. Se siete alla ricerca di scapocciamento puro, il ritorno-esordio dei F.O.A.D. potrebbe fare per voi, oppure potreste ripiegare sul demo dei Blake's Vengeance, tra Heavy, Speed e Thrash.

Il mondo Post- ci regala due realtà peculiari: i Soundscapism Inc. presentano un sound dolciastro, quieto e malinconico, mentre i Buensuceso sfoderano un variegato mix di Rock e Metal a tema platonico. Passiamo poi all'Alternative Metal elettronico senza confini di genere dei già noti Dan Deagh Wealcan, per chiudere infine con il Drone-Ambient apocalittico dei Sepvlcrvm.

Anche per oggi dalla vostra webzine preferita è tutto. Sayonara!

RECENSIONI:
Bestial Deform - ...Ad Leones
Bestialized - Termestella Cvltvs
Buensuceso - Analogy
Burn Down Eden - Ruins Of Oblivion
Dan Deagh Wealcan - Fragmented Life
Day Of Doom - The Second Coming
F.O.A.D. - Birth Of Extinction
Mourning Dawn - Waste
Sepvlcrvm - Vox In Rama
Sky Shadow Obelisk - The Gift Of Light
Soundscapism Inc. - Desolate Angels

DEMO:
Blake's Vengeance - 7747-7744
Cambion - Unfold Chaos Supreme

INTERVISTA:
Corde Oblique

 



 
Gruppo: Bestial Deform
Titolo: ...Ad Leones
Anno: 2016
Provenienza: Russia
Etichetta: Satanath Records / More Hate Productions / Hybrid Music
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TRACKLIST
  1. Intro / Ad Patres
  2. In Maxillis Bestia
  3. Chariots
  4. Symbol Of Salvation
  5. Spirit. Rage. Flash
  6. Together We'll Destroy The World
  7. Severed To Pieces
  8. Hoc Est
  9. I Am Alone. I Exist. I Am God
  10. Christianos Ad Leones
DURATA: 39:27
 

Gli anni passano, ma i Bestial Deform non cambiano per nulla. Dalla nascita del gruppo e dalla pubblicazione del debutto "Together We'll Destroy The World" (1994) sono trascorse oltre due decadi ed è rimasto il solo cantante-chitarrista Kirill Ulanenkov della formazione originale. Ora è accompagnato da figure comunque note ad Aristocrazia quali Dmitry Galkin (basso e seconda voce) e Anton Fedeha (batteria), entrambi membri dei Septory, e da Alexey Veselov (chitarra), mente degli Ethir Anduin. La voglia di suonare death metal come la vecchia scuola ha insegnato non è tuttavia venuta a mancare.

Il precedente ep "Severed To Pieces" ha rappresentato solo l'antipasto, la portata principale è giunta con l'uscita del quinto album "...Ad Leones", che racchiude sia pezzi di quell'opera ("Symbol Of Salvation" e "Severed To Pieces") sia del singolo antecedente del 2007 "Aut Caesar, Aut Nihil" ("Together We'll Destroy The World", titolo probabilmente ripreso dal loro primo lavoro, e "I Am Alone, I Exist. I Am God").

Che la formazione puntasse su una proposta sfrontata, anticristiana e fossilizzata sul modo di interpretare il death metal degli anni che contano lo si sapeva bene. Pur partendo da una premessa scontata anche in questa circostanza, non mancano comunque le tracce di buon valore: "Spirit. Rage. Flash", "I Am Alone. I Exist. I Am God" e "Christianos Ad Leones".

Certamente le tematiche sono trite e ritrite, ad esempio "Christianos Ad Leones" non può non rimandare immediatamente alla behemothiana "Christians To The Lions". Allo stesso modo la sadica carneficina sonora dei Bestial Deform pare essere perlopiù improntata su una serie di soluzioni e sviluppi ritmici — sia di chitarra che di batteria — che tendono talvolta a palesarne l'omogeneità e in alcuni frangenti anche la prevedibilità, ma quando si ascolta un disco simile poco importa, olio di gomito e legnate a profusione fanno bene alla salute. Del resto la band era una seconda linea già in tempi passati e lo è tuttora, sempre in grado però di mantenere con dignità il proprio ossequioso modo di vivere il death metal piacevole e di impatto .

Come le grandi squadre non possono raggiungere traguardi di rilievo affidandosi esclusivamente al talento dei campioni, così anche il panorama musicale viene alimentato e mantenuto in vita pure da compagini di abili mestieranti, capaci di soddisfare le esigenze degli ascoltatori. I Bestial Deform si confermano solidi rappresentanti di tale categoria.



 
Gruppo: Day Of Doom
Titolo: The Second Coming
Anno: 2016
Provenienza: U.S.A.
Etichetta: Lavadome Productions
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TRACKLIST
  1. Pale Delineations
  2. The Unblinking Eye
  3. Tempest Of Revenge
  4. Nightmare Child
  5. Womb Of Hell
  6. Hatred Is
  7. Kill All The Humans
  8. Perpetual Sorrow
  9. Lust For Blood
  10. Release The Inner Demon
  11. These Creatures
  12. The Exalted Ones
  13. Inhumans
  14. Slaves To Insanity
DURATA: 51:21
 

I Day Of Doom sono al secondo passaggio su Aristocrazia, il primo avvenne un paio di anni fa con Bosj, ritrovatosi a recensire il terzo album della band statunitense, "The Gates Of Hell" (2014), non rimanendone particolarmente colpito. Stavolta è invece il turno del sottoscritto: fra le mani mi è infatti giunto, sempre attraverso l'attivissimo Jan di Lavadome Productions, l'uscita intitolata "The Second Coming". Per quanto si possa pensare a una pubblicazione nuova di pacca, nei fatti non lo è, si tratta invece di una ri-edizione dei due lavori di inizio carriera, "Night Horror" (2006) e "Slaves Of Insanity" (2010), racchiusi in un'unica scaletta della durata di oltre cinquanta minuti e forniti di una rinnovata — se così si può definire — produzione a cura di Rich Hervey.

La proposta di Hervey (batteria, voce e tastiere), Doug Randazzo (chitarra, basso e voce) e Sam Lara (basso e voce) non riserva sorprese nel suono e nell'impostazione. Essa vive, si nutre e respira il death metal della fine degli anni Ottanta e dell'inizio dei Novanta, sfruttandone sia il lato perverso e malevolo che quello brutale ed efferato. Vi sarà pertanto semplice individuare le formazioni e gli ascolti influenti in ambito compositivo: Morbid Angel, Immolation, Deicide, Gorguts, Suffocation e via discorrendo.

Detto ciò, tengo però a precisare che il lavoro compiuto dal trio è tutt'altro che disprezzabile. I brani sono quanto di più classico possa esserci, anche per ciò che riguarda l'operato dietro al banco di missaggio, ben lontano dagli standard di pulizia e perfezione odierni, elemento che potrebbe essere un punto a favore per alcuni. Al tempo stesso, pur rimanendo estremamente ancorato a quella forma integralista di devozione all'old school, ci permette comunque di trascorrere dei buoni momenti. Pezzi come "Tempest Of Revenge" e "Kill All The Humans" (nei quali prende parte in veste di solista Mr. Doug Cerrito, ex Suffocation e Hate Eternal, al tempo anche co-produttore di "Night Horror") o "Lust For Blood", "Inhumans" e "Slaves To Insanity" saranno pure l'ABC del death metal e nulla più, un qualcosa a cui forse ci siamo sin troppo abituati, arrivando a sottovalutarne il valore, tuttavia oggi più che mai apprezzo esecuzioni così spudoratamente incentrate sul non inventare letteralmente nulla, concentrandosi al contrario su ciò che conta davvero, vale a dire il Death Metal. A questo processo contribuisce forse anche la noia derivata dalla svolta brutale e tecnica che ha preso sin troppo piede nel corso dell'ultima decade.

Per chiudere, si potrebbe asserire che i Day Of Doom siano un gruppo per soli fanatici e penso proprio che potreste tranquillamente vederla così. Sarei altrettanto certo che a loro andrebbe benissimo.



 
Gruppo: Cambion
Titolo: Unfold Chaos Supreme
Anno: 2015
Provenienza: U.S.A. / Germania
Etichetta: Lavadome Productions
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TRACKLIST
  1. Bend The Knee (To Molech)
  2. Harlots Of Hell
  3. Unfold Chaos Supreme
  4. Perfected Aggressor
  5. Kometen Von Czaxukluth
DURATA: 15:19
 

I Cambion sono una creatura bestiale, che ha sino a ora prodotto il solo demo "Unfold Chaos Supreme". Si tratta di una fottuta bordata di quindici minuti, in cui si viene annichiliti da cinque composizioni esplosive, all'interno delle quali è possibile udire un graditissimo e devastante incrocio fra Morbid Angel, Angelcorpse, Krisiun, Abhorrence e Defleshed.

Rasoiate come se piovessero, assoli che si rincorrono, batteria che martella e spinge, mettendo sotto qualsiasi cosa le si pari contro, e un growl-scream corrosivo in grado di far deflagrare la violenza tout court che gronda da ogni singolo passaggio: questi sono i tratti che contraddistinguono un demo capace di sfoderare una ferocia intransigente, a mo' di unico comandamento da seguire con ostentata e sincera devozione.

Ritengo inutile soffermarmi sulla descrizione dei singoli brani: se avete ascoltato fino all'ossessione le band chiamate in causa, non avete che da pigiare «play» e lasciare che l'inondazione sonora prenda il largo: sarà come dare sfogo al più naturale degli istinti. L'unico suggerimento che mi sento di darvi è di godervi "Unfold Chaos Supreme" come se non ci fosse un domani.

Non rimane che segnare il nome Cambion, attendere che l'album di debutto venga consegnato e sperare di essere investiti da un altro massacro di questa portata. A dir poco promettenti!



 
Gruppo: Soundscapism Inc.
Titolo: Desolate Angels
Anno: 2017
Provenienza: Portogallo
Etichetta: Ethereal Sound Works
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TRACKLIST
  1. Evening Lights
  2. Supernovas At Fever Pitch
  3. The Mourning After Pt. II
  4. Zwischenspiel I
  5. Desolate Angels
  6. Man In The Glass
  7. Zwischenspiel II
  8. February North
  9. Quintessence
  10. Low-Fi Man, Hi-Tech World
  11. Zwischenspiel III
  12. Desolate Angels (Reprise)
  13. Sleep Arrives Under Your Wings
DURATA: 58:34
 

Bruno Almeida possiede intenzioni chiare, avendo intrapreso un percorso che avanza passo dopo passo. Il secondo atto rilasciato sotto il nome di Soundscapism Inc. ce ne fornisce un'evidente dimostrazione, tanto che "Desolate Angels" è ciò che ci si attendeva come prosieguo di quanto realizzato con il debutto eponimo.

Il materiale messoci a disposizione nelle tredici tracce racchiuse in scaletta è di natura prettamente atmosferica e strumentale, teso quindi a favorire l'immaginazione e ad accompagnare l'ascoltatore in un viaggio da sogno malinconico, alle volte dolciastro altre volte meno. Il corredo grafico completa e aumenta perfettamente l'impatto emotivo dal quale si viene letteralmente avviluppati.

Da un lato pare palese che le influenze di base del suono siano rimaste percettibilissime e si sia volutamente deciso di ridurre la presenza vocale (affidata all'ugola di Flàvio Silva, già incrociato nel recente passato, e ad Almeida stesso), per puntare con maggior decisione sulle emozioni trasmesse dalle note, relegandola a un ruolo talvolta quasi marginale, tuttavia intrigante nei momenti parlati di "Quintessence" e "February North" quanto in quelli cantati di "Evening Lights" e "Sleep Arrives Under Your Wings", forse un po' meno nella versione filtrata di "Supernovas At Fever Pitch". Dall'altro invece porre al centro dell'attenzione le caratteristiche cinematico-ambientali, infoltendo il tessuto di intermezzi acquietanti (i tre brani esclusivamente strumentali a titolo "Zwischenspiel"), non ha fatto altro che facilitare la realizzazione del'obbiettivo dell'artista, vale a dire la creazione di un vero e proprio dipinto musicale; lasciando il compito di smuovere ritmicamente la situazione a episodi come "Supernovas At Fever Pitch" e in minima parte alla tensione minimalista di "Man In The Glass".

In definitiva: se il lato più etereo e intimo dei Pink Floyd è il vostro pane quotidiano, se appena alzati scegliete come colonna sonora della giornata Steven Wilson, se i Katatonia allietano il tempo uggioso e i vostri Anathema preferiti sono quelli dai suoni più carezzevoli e delicati, non potrete che assorbire con estrema naturalezza quanto offerto da "Desolate Angels", un album la cui quiete non preannuncia l'arrivo di una tempesta, bensì è ideale per mettersi in pace col mondo e dimenticare ciò che ci gira attorno.