Jitter Room
Titolo: Jitter Room
Regista: Lisa Chabbert
Musiche: Ruby My Dear
Anno: 2014
Produzione: Ciné 2000, Ad Noiseam 
Provenienza: Francia 
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DURATA: 11:51
 

Musica e cinema: due universi che spesso uniscono le forze e danno vita a opere in cui l'uno dona la propria energia all'altro e al contempo ne riceve da esso. "Jitter Room" è il nome dell'ennesimo figlio nato da questi due mondi, per l'occasione impersonificati dalla regista e fotografa Lisa Chabbert e dal musicista Julien Chastagnol, in arte Ruby My Dear, recentemente protagonista di una collaborazione con Igorrr; il lavoro è un cortometraggio la cui durata supera di poco i dieci minuti ed è stato finanziato direttamente dai fan tramite crowdfunding.

La storia che questo breve film vuole raccontarci è quella di un gruppo di bambini liberi e allo stesso tempo abbandonati dagli adulti, soli in un mondo che a quell'età risulta ancora in gran parte avvolto nell'ignoto; nello specifico, il tema trattato è il difficile incontro con la morte (e la conseguente presa di coscienza della sua esistenza) in un periodo così delicato della vita. Il contrasto tra l'innocenza dell'infanzia e la crudeltà del destino, rappresentato visivamente dalla scelta simbolica di usare il bianco e nero, si manifesta in un rituale a metà strada tra il giocoso e il macabro, una sorta di processione funebre in cui i giovani protagonisti trasportano il cadavere verso il luogo della sepoltura, trovando comunque qualche spazio per dedicarsi ad attività più consone a loro.  Lo scenario in cui si svolge questo viaggio è desolante, ci si ritrova in un mondo senza colori (letteralmente e non) fatto di paesaggi autunnali e malinconici: nubi che lasciano trapelare ben pochi raggi di luce, foreste fatte interamente di alberi spogli, sconfinate pianure dove solo i ciuffi d'erba mossi dal vento riescono a dare un lieve cenno di vita. Anche i personaggi sembrano soffrire di questa atmosfera negativa: i loro occhi emanano spesso stanchezza, tristezza e paura, senza comunque perdere quella spontanea curiosità verso ciò che li circonda tipica della loro età; è solo nei momenti di svago che i loro sguardi riescono a recuperare vitalità, arrivando a mostrare qualche sorriso divertito.

La musica che accompagna la trama è un brano di Ruby My Dear intitolato proprio "Jitter Room", tratto dall'album "Form" del 2013. Negli ultimi anni, questo artista francese si è distinto per il suo stile particolare, che questa traccia rappresenta alla perfezione: Breakcore complessa contornata da parecchi elementi Glitch, ma con un tocco elegante e delicato che lo differenzia dai suoi colleghi. Le diverse sensazioni che si susseguono, con tempi né troppo lunghi né troppo corti e con cambi a volte improvvisi, rendono il pezzo adatto al ruolo di narratore di una storia che vive proprio di emozioni contrastanti; se parlo di "narratore" è proprio perché non si tratta di un semplice sottofondo, è anzi molto più vicino a un racconto senza parole.

L'operato di Lisa Chabbert funge da collante tra i suoni e le immagini, seguendo i ritmi dei primi e assecondando le esigenze delle seconde. Si nota una perfetta sintonia con Julien in particolare nel finale, dove le ritmiche intricate della batteria trovano supporto in scelte tecniche quali frame ripetuti o al contrario cancellati, flash improvvisi e brevi rallentamenti; in altri casi riesce invece a trasporre visivamente il nervosismo generato dal settore auditivo, come nella scena notturna o in quella della sepoltura. Tuttavia, nei momenti in cui la musica le lascia campo libero, la regista prende il comando e sfrutta inquadrature che a volte riescono a raccontare piccole storie all'interno di quella principale, nonostante la scarsa durata di esse e dell'intero film; ne è un esempio la parte della bambina incatenata all'albero.

"Jitter Room" non è un video musicale, né un film con una colonna sonora; la descrizione più adatta che si possa attribuire a questo lavoro è quella fornita dai due creatori, ossia "A Breakcore Movie" ("Un Film Breakcore"). Audio e video lavorano in perfetta simbiosi, adattandosi l'uno all'altro e creando un'opera in cui nessuna delle due parti potrebbe esistere senza l'altra; anche il brano, che nella sua versione originale durava meno di sei minuti, è stato manipolato per permettere una narrazione completa. Dieci minuti non credo siano un grande furto di tempo, tanto più che "Jitter Room" è disponibile in streaming su YouTube: la visione è fortemente consigliata, potrebbe anche aprirvi le porte verso un genere musicale che proprio negli ultimi anni sta dimostrando di avere ancora molto da offrire.