Popolo di Aristocrazia,

come avrete notato, ultimamente ci capita di trattare dischi del passato; il nostro lavoro archeologico ci consente di incontrare realtà — ingiustamente — dimenticate o mai giunte al successo. Questa settimana è il turno dei The Great Deceiver, formazione composta da personaggi più o meno noti del panorama estremo svedese (Tompa Lindberg, per dirne uno) che attingeva da Hardcore, Metal, Noise e Darkwave. In aggiunta, abbiamo l'occasione di approfondire l'underground Black Metal della nostra Penisola con un demo dei novaresi Huginn datato 1995 e ristampato nel 2015.

Tornando ai giorni nostri e soffermandoci nel reame del Metal più estremo, incontriamo il sound ritualistico e contemplativo degli Shaman Ritual, band finlandese al debutto di cui non abbiamo molte informazioni. I romani Totalitarian, invece, sfruttano solo l'immaginario Nero per arricchire il proprio Death Metal.

Nel frattempo, le atmosfere di stampo Post- si tingono di altri suoni katatonici: gli Alchimia spingono sul versante del Gothic delle origini (quello legato al Doom-Death), mentre i Distant Landscape suonano più melodici e vicini ai lavori più recenti della band svedese.

Chiudiamo con tre realtà molto diverse fra loro, ma ugualmente valide: gli Žrec propongono un Pagan-Folk Metal di matrice slava dalle venatura Prog, con tanto di testi in lingua ceca; i Cydemind hanno conquistato il nostro Kelvan con un Progressive Metal che diminuisce la presenza della chitarra elettrica in favore di quella del violino; infine, i sempre ottimi Bretus tornano alla ribalta con il loro Stoner-Doom lovecraftiano e cinematografico.

Anche per oggi dal vostro Vlakorados è tutto. Sayonara!

RECENSIONI:
Alchimia - Musa
Bretus - ...From The Twilight Zone
Cydemind - Erosion
Distant Landscape - Insights
Shaman Ritual - Sinister Totem
The Great Deceiver - Terra Incognito
Totalitarian - De Arte Tragoediae Divinae
Žrec - Klíc K Pokladum

DEMO:
Huginn - In The Land Of The Old Hills