#213 DI TUTTO E POST-TUTTO

Popolo di Aristocrazia,

il recente ritorno del nostro LordPist in Cina ha come ovvia conseguenza la possibilità di riportare un po' di oriente sulle pagine Aristocratiche, cosa che al sottoscritto non dispiace per niente. Questa settimana potrete leggere del concerto dei 打玩艺儿 (Dawanyier), il cui Post-Rock sporcato di generi quali Punk, Reggae, Funk, Blues e perfino accenni Metal risulta decisamente convincente e meritevole di essere approfondito, specialmente se amate il genere e vi interessa la scena cinese.

Tornando in Europa, Bosj ha fatto quattro chiacchiere con i nostri vicini di casa Nesseria, in occasione del nuovo lavoro "Cette Érosion De Nous-Mêmes", del quale troverete la recensione. Avrete modo di conoscere meglio la formazione francese e la sua musica, evolutasi da un Grind-HC a qualcosa di più vicino al mondo Post-.

Chiudiamo questa ampia parentesi con la recensione dei Synopsys, altra realtà legata a questo universo in continuo movimento che ha convinto Oneiros, grazie a un sound caratterizzato da forti ondate emotive e da un'alternanza tra momenti spinti e altri più atmosferici.

Il resto degli articoli vede una band di spicco della scena Black Metal, ovvero i Blut Aus Nord; il loro nuovo lavoro suona di difficile comprensione, nonostante la lunga analisi di Das Testament, nuovo acquisto della scuderia Aristocratica che ha deciso di iniziare alla grande la sua carriera nella nostra webzine.

Passiamo ora all'ibrido tra Black e Death Metal, che in questo aggiornamento conta ben tre presenze: i Sargatanas lo suonano monolitico, roccioso e nero come la pece; il ritorno dei Devilish Impressions ci mostra una band che ha abbandonato totalmente le tastiere, in favore di uno stile più asciutto; infine, i Divine Element si basano su un romanzo epico per proporre una variante battagliera e ancestrale del genere. A essi si aggiungono i Devil's Emissary, il cui Black Metal entra spesso in contatto con il Doom e il Death.

C'è spazio anche per l'avanguardia: da un lato, il mega-gruppo dei Selcouth propone un Jazz-Metal che, tuttavia, non suona pienamente riuscito; dall'altro, gli In Tormentata Quiete (band ormai nota nel panorama italiano) prosegue per la propria strada sfaccettata e dall'alto tasso di emotività. A proposito di emozioni forti, il debutto degli Hallatar è un lavoro di Doom-Death struggente a cura di Juha Raivio (Swallow The Sun); il musicista ha composto l'album dedicandolo alla compagna Aleah che, purtroppo, abbiamo avuto modo di conoscere solo dopo la sua morte, grazie ai Trees Of Eternity.

Chiudiamo con l'ennesimo salto nel passato offerto nuovamente dagli Acid Death e dal loro "Random's Manifest", datato 2001: una piccola gemma dell'underground che gli amanti del Death Metal progressivo sapranno indubbiamente apprezzare.

È tutto per questo aggiornamento incredibilmente ricco; il vostro Vlakorados vi saluta. Sayonara!

RECENSIONI:
Acid Death – Random's Manifest
Blut Aus Nord – Deus Salutis Meae
Devil's Emissary – Demiurge Asceticism
Devilish Impressions – The I
Divine Element – Thaurachs Of Borsu
Hallatar – No Stars Upon The Bridge
In Tormentata Quiete – Finestatico
Nesseria – Cette Érosion De Nous-Mêmes
Sargatanas – The Enlightenment
Selcouth – Heart Is The Star Of Chaos
Synopsys – Le Temps Du Rêve

INTERVISTA:
Nesseria

LIVE REPORT:
打玩艺儿 [Dawanyier] – Live (09/11/2017 @ Nuts Livehouse, Chongqing)

Facebook Comments