#243 ALL MY FAITH… DARK

Popolo di Aristocrazia,

il metallo e gli estremismi non sono il nostro solo e unico pane quotidiano. Come ormai avrete imparato, tra le nostre fila non si inneggia solo a Belzebù e alla Morte ma si apprezza anche la raffinatezza di altri generi meno distorti.

Qualche giorno fa mi è capitato di imbattermi in una realtà di questo tipo, gli All My Faith Lost…, e ciò non ha fatto altro che risvegliare in me un desiderio latente di goticità e classicismi neofolkeggianti. Di colpo mi sono ritrovato catapultato con i pensieri in un passato che, consapevolmente, non ho mai vissuto, a concerti di cui non posso aver memoria e quella piacevole dolce-amara sensazione di nostalgia mi tiene compagnia anche ora, mentre scrivo questo editoriale, sulle note del disco eponimo degli Ashram.

Sfortunatamente ho poi scoperto che gli All My Faith Lost… sono in una fase di stasi che si protrae da tempo e questa presa di coscienza mi ha molto intristito. Ciò nonostante, come testimoniano gli articoli del vostro oneironauta — così come e soprattutto quelli di LordPist prima di me — siamo stati testimoni di molti avvenimenti eterei e ve ne abbiamo dette di tutti i colori al riguardo, a conferma del fatto che le realtà che abitano questa nicchia non sono tutte in letargo. La Campania, che ha dato i natali a entrambi gli autori, è la terra natia di due realtà che nell'ambito possono essere considerati monumenti nazionali, ovvero i già citati Ashram e i Corde Oblique; e non vanno, poi, assolutamente dimenticati i modenesi Ataraxia, eminentissimi maestri di questa struggente malinconia dark, per così dire, raffinata. I soli tre nomi citati, in questo senso, non saranno certamente quelli delle band più attive del mondo (o del momento) ma la linfa vitale scorre ancora prepotentemente nelle vene di tali progetti!

Se siete propensi all'ascolto di questo tipo di sonorità e non conoscete queste band, non temete, avete modo di recuperare senza dover tassativamente scavare nel passato. Gli Ashram hanno pubblicato giusto lo scorso anno il loro terzo album, "Human And Divine", che rappresenta una sintesi ma anche una evoluzione dei vent'anni di carriera del trio, mentre i Corde Oblique hanno rilasciato pochissimo tempo fa un live in studio intitolato "Back Through The Liquid Mirror", la cui scaletta testimonia e, anche in questo caso, riassume tutta la vita del progetto del maestro Riccardo Prencipe. Proprio questi ultimi, poi, suoneranno in formazione completa a Napoli il 5 luglio, di nuovo, a riprova di come la volontà d'arte che li muove sia ancora presente.

Metallari adoratori del demonio, mettete in pausa i vostri ascolti feroci e sfrenati in questi giorni troppo soleggiati e affidate le vostre anime agli oscuri rituali di questi maestri del colore: loro sì che sapranno rendere i cieli argentei e luminosi proprio come piacciono a noi!


RECENSIONI:
Akephalos – Headless Demon Angel [2017: death metal]
Confusion Master – Awaken [2018: doom metal, stoner]
Consorzio Acqua Potabile E Alvaro "Jumbo" Fella – Coraggio E Mistero [2016: progressive rock]
Convocation – Scars Across [2018: death metal, doom metal]
Kroda – Selbstwelt [2018: black metal, folk metal]
Neige Et Noirceur – Vent Fantôme  [2018: ambient, drone]
Ofdrykkja – Irrfärd [2017: black metal]
Premarone – Das Volk Der Freiheit [2018: doom metal, drone, noise]
Руины Вечности – Шёпот Забытых Холмов [2017: death metal, doom metal]

ARTICOLO:
Forty Shades – I Mascherati Astrali [power metal, progressive metal]

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