#244 VINNIE & DIMEBAG

Ormai lo saprete tutti, nella notte fra il 22 e il 23 giugno Vinnie Paul, storico batterista co-fondatore dei Pantera, ci ha lasciato ad appena 54 anni. Oltre quattordici anni dopo quel tragico 8 dicembre 2004, quando un folle colpì a morte il fratello Dimebag, l'asse portante della storica formazione texana non calcherà più alcun palco, né con i Damageplan né con gli Hellyeah. La scena metal resta così orfana di due leggende che hanno influenzato migliaia di band e riunito folle oceaniche.

Al di là del mio personale e stretto rapporto coi Pantera, formazione che mi ha introdotto nel mondo dei suoni duri a sedici anni, o dei grandi dischi che hanno scritto ("Cowboys From Hell" e "Vulgar Display Of Power" i miei preferiti), ritengo che la parabola di Dimebag e Vinnie meriti un momento di riflessione perché estremamente umana e quindi vicina a ciascuno di noi. Successi e fallimenti, tentativi di trovare la propria strada, rapporti personali interrotti, eccessi, fratellanza, lutti e la necessità di andare avanti hanno caratterizzato la carriera del quartetto del Texas e le successive emanazioni.

I fratelli Abbott passarono attraverso una lunga e non entusiasmante gavetta a base di hair metal, fatta di ben ventitré rifiuti da parte di etichette fino al 1989, quando solo un colpo di fortuna sfacciato deviò Mark Ross di Atco Records dal concerto dei Tangier a quello dei Pantera presso… una festa di compleanno! Quegli inizi furono così traumatici da venire completamente rimossi, in un caso da manuale freudiano perfetto: addirittura la discografia del sito ufficiale ignora ancora oggi completamente l'era glam! Dovettero poi gestire il genio e la sregolatezza di un cantante proveniente da New Orleans (Phil Anselmo) che permise un primo salto di qualità col proprio stile irriverente e istrionico. Vissero passo passo a fianco della morte (oltre che del sesso, della droga/alcol e del rock'n'roll), come quella volta che Phil nel '96 andò in overdose e fu salvato miracolosamente; e chissà se allora qualcuno avrebbe scommesso un centesimo che il cantante sarebbe sopravvissuto a Dime e Vinnie… Nel tempo sono stati infine accusati di aver dato i natali all'ostracizzato — nel 99% dei casi a ragion veduta — metalcore. Insomma una vita piena, di gioie e dolori, casualità, ascese e cadute.

Addio Cowboys from Hell, goliardici spacconi texani, cazzuti metallari del sud, vi saremo per sempre immensamente grati della musica che ci avete lasciato.


RECENSIONI:
Autarcie – Sequania [2018: black metal]
Coldawn – …In The Dawn [2018: black metal, post-metal, shoegaze]
Damnation Gallery – Black Stains [2018: dark metal, heavy metal]
Hogs – Fingerprints [2018: blues, funk, rock]
Labyrinthus Noctis – Opting For The Quasi​-​Steady State Cosmology [2018: doom metal, gothic metal, progressive metal]
Messa – Feast For Water [2018: doom metal, jazz]
Mr. Bison – Holy Oak [2018: psychedelic rock, stoner]
Sinnerangel – Sinister Decálogo [2017: black metal, death metal, power metal]

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