Extrema Ratio #107: 25/01/24-31/01/24 | Aristocrazia Webzine

Extrema Ratio #107: 25/01/24-31/01/24

Come ogni mercoledì, arriva un nuovo appuntamento con Extrema Ratio, la rubrica di Aristocrazia Webzine dedicata alle nuove uscite (appena pubblicate o imminenti) del panorama black e death metal. Protagoniste di oggi, episodio numero 107, le seguenti otto band: Aborted, Khold, Apparition, Funeral Winds, Dipygus, Voltumna, Kult Mogił, Anteinfierno.

G.E.F.


1. Aborted – “Death Cult” (da Vault Of Horrors, death metal-grindcore)

Etichetta: Nuclear Blast
Data di pubblicazione: 15 marzo 2024

Ad aprire l’episodio di oggi ci pensa una leggenda del brutal death metal e del death-grind. Sto parlando degli Aborted, band dalla carriera ormai quasi trentennale che è in procinto di pubblicare il suo dodicesimo album. Vault Of Horrors uscirà il prossimo 15 marzo.

La nuova fatica degli Aborted è anticipata dal singolo “Death Cult”, che vede anche la partecipazione di membri dei Despised Icon, band deathcore canadese anch’essa sotto Nuclear Blast. Chi conosce bene gli Aborted non sarà certamente sorpreso da questo singolo: come di consueto, il gruppo oscilla tra sonorità brutal death e death-grind con una scrittura tagliente e incisiva. Tra breakdown e blast beat, la band conserva al suo interno diverse anime del genere, facendolo collidere ed esplodere in un mix devastante di estremismi puramente death metal. Come al solito, inoltre, la produzione è particolarmente pulita e mette in evidenza la brutalità del comparto vocale, oltre alla nitidezza degli strumenti.


2. Khold – “Vanviddfaren” (da Du Dømmes Til Død, black metal)

Etichetta: Soulseller Records
Data di pubblicazione: 22 marzo 2024

Dopo la grande ondata norvegese di inizio-metà anni Novanta, il black metal a Oslo e dintorni ha continuato a diffondersi, sulle orme dei vari Mayhem, Immortal e compagnia. Diverse sono le band che hanno provato a raccogliere il testimone di quella tradizione, e tra i tanti vanno sicuramente citati i Khold, attivi ancora oggi e in prossimità di pubblicare il loro ottavo album, Du Dømmes Til Død.

Rispetto ai nomi summenzionati, tuttavia, il black metal dei Khold ha accenti decisamente diversi, con un approccio molto più groovy e mid-tempo. L’interpretazione del genere della band norvegese è quasi catchy, con lead melodici di chitarra a completare dei riff pesanti ma semplici e facilmente memorizzabili. Inoltre, si apprende che il disco è un concept incentrato sulle persone condannate a morte nel corso della storia della Norvegia. E, credetemi, le atmosfere create da Du Dømmes Til Død riescono a restituire davvero quel tipo di sensazione. Il primo singolo estratto, “Vanviddfaren”, è un buon esempio di tutto ciò.


3. Apparition – “Asphyxcreation” (da Disgraced Emanations From A Tranquil State, death metal)

Etichetta: Profound Lore Records
Data di pubblicazione: 22 marzo 2024

Tra le tante band chiamate Apparition (solo su Metal Archives se ne contano ben dieci!), i deathster di Los Angeles sono quelli che hanno maggiormente attirato la mia attenzione. Ciò è avvenuto sicuramente grazie alla loro collaborazione con Profound Lore Records, personalmente una delle mie etichette preferite. Dopo il buon riscontro del primo album Feel (2021), a marzo i californiani pubblicheranno il loro secondo full length, Disgraced Emanations From A Tranquil State.

L’attenzione di Profound Lore verso il death metal spesso si traduce in un interesse verso le sue declinazioni più cavernose e abissali. Anche gli Apparition, in effetti, vanno a innestarsi in questa tradizione, ponendosi sulla scia di band come gli Incantation o i più recenti Mortiferum. Pertanto, la strada è tracciata: tra suoni grezzi e tombali e riff spessi come pilastri di cemento armato, gli Apparition dimostrano assolutamente di poter dire la loro in tale approccio stilistico. In questo quadro poi non possono mancare alcuni rallentamenti mortiferi e atmosferici dal sapore death-doom, ispirati anch’essi da Incantation e band affini.


4. Funeral Winds – “Sovereign Of Shadows” (da 333, black metal)

Etichetta: Osmose Productions
Data di pubblicazione: 29 gennaio 2024

Nome storico del black metal olandese, i Funeral Winds sono ormai diventati da tempo una one man band sotto il controllo del mastermind Hellchrist Xul. Una militanza ultratrentennale quella del progetto originario di Rotterdam (oggi spostatosi in Cechia), giunto ormai all’ottavo album. L’ultima fatica dei Funeral Winds è uscita proprio in questi giorni, ed è intitolata 333.

L’idea di black metal dei Funeral Winds è rimasta classica e praticamente inalterata nel tempo. La produzione è grezza e fredda come da tradizione, la batteria viaggia tra blast beat e sezioni più groovy, i riff sono malvagi e vagamente melodici. Non si tratta certo di un album particolarmente originale o immancabile: 333 semplicemente scava nella tradizione old school e la ripropone come canone, sotto l’interpretazione di Hellchrist Xul. Non è un disco per amanti delle trovate sperimentali e innovative, mentre chi si sente orfano del black metal anni Novanta saprà certamente apprezzarlo.


5. Dipygus – “Monrovia, LR 1990” (da Dipygus, death metal)

Etichetta: Memento Mori / Crypt Of The Wizard / Headsplit Records
Data di pubblicazione: 22 gennaio 2024

Band piuttosto prolifica, i Dipygus hanno viaggiato alla media di una uscita all’anno, considerando le uscite minori, dopo i primi anni di gestazione. La band death metal statunitense si è saputa distinguere per il marciume della sua proposta e l’interessante colpo d’occhio estetico. La scorsa settimana è uscito Dipygus, terzo full length degli americani.

La proposta dei Dipygus non è nulla che non si sia già sentito. Il loro death metal grezzo e old school, dai forti accenti groovy, è uno dei tanti che pesca da quell’immaginario zombie-horror già portato al successo da tante band a partire dagli anni Novanta in poi. I brani di Dipygus comunque si dimostrano ben scritti e godibili, anche grazie a una produzione oscura e mai artefatta, che riesce a conferire all’album una piacevolissima sensazione di autenticità. Insomma, i fan del death metal alla Mortician e affini troveranno pane per i loro denti. Ah, piccola chicca: alla voce c’è una donna (Clarisa), aspetto ormai non così inusuale nel death metal, ma sono sicuro che in pochi se ne accorgerebbero se non lo sapessero già.


6. Voltumna – “Vanth” (da For Death Is Science, black-death metal)

Etichetta: Autoprodotto
Data di pubblicazione: 19 gennaio 2024

Venendo ora alla band italiana di questa settimana, i Voltumna si sono sempre contraddistinti per la particolarità dei loro temi, essendo strettamente legati alla mitologia etrusca, come peraltro si evince dal loro nome. Ma sono anche una band ormai esperta, che ha suonato in giro in molti Paesi, dalla Russia al Sudafrica, e che ora si sta riassestando. Da poco è uscita la loro ultima fatica, un EP intitolato For Death Is Fate.

Purtroppo questo EP è meno strettamente dedicato all’universo etrusco (eccezion fatta per “Vanth”, brano che prende il nome da una divinità etrusca del mondo degli inferi), assumendo invece tratti più relativi alla mitologia in generale (“Sette Contro Tebe” è sull’omonima tragedia di Eschilo). Fatta questa precisazione, in realtà For Death Is Fate testimonia una certa maturità artistica da parte dei Voltumna, capaci di modellare ulteriormente il loro black-death metal conferendogli un aspetto atmosferico e diretto al tempo stesso, con buone trame nelle sezioni lead di chitarra. Una cosa che non mi piaceva molto in passato erano invece alcune soluzioni dal sapore -core, che però ora sono state completamente smussate in favore di strutture più estreme, con una scrittura più accattivante. Nel complesso, quindi, ho trovato la band viterbese in ottima forma, e For Death Is Fate potrebbe essere la base per un album di alto livello.


7. Kult Mogił – “Crepusculum” (da Fenêtres De L’Enfer, black-death-doom metal)

Etichetta: Autoprodotto
Data di pubblicazione: 26 gennaio 2024

Altra uscita freschissima di pubblicazione è l’ultimo EP dei polacchi Kult Mogił, band secondo me molto interessante (Anxiety Never Descending è un disco eccellente per i miei gusti) che però al momento è rimasta perlopiù un culto per pochi. Il suo nuovo lavoro si intitola Fenêtres De L’Enfer ed è uscito per il momento autoprodotto e solo in formato digitale.

Con i Kult Mogił si resta in un ambito di ispirazione squisitamente black-death metal, ma implementato da forti rallentamenti doom che hanno la funzione di enfatizzare una certa atmosfera lugubre, rendendo l’esperienza d’ascolto stratificata e completa. Un sound opprimente, dissonanze, elementi doom, un basso pulsante e una natura intransigente: la realtà dei Kult Mogił restituisce una band matura e sicura di sé, che in questo EP realizza un’interessante opera decadente ed estrema al tempo stesso. Fenêtres De L’Enfer mi conferma sempre più i polacchi come una band decisamente sottovalutata, che meriterebbe molta più esposizione di quella attuale.


8. Anteinfierno – “Dehumanize Desecration” (da La Katástrofe Anteinfierno, black-death metal)

Etichetta: Pest Productions
Data di pubblicazione: 15 gennaio 2024

Non ricordo di aver mai sentito parlare di band war metal provenienti dalla Cina. A colmare questa mancanza intendono pensarci gli Anteinfierno, una misteriosa formazione che ha debuttato proprio in questi giorni col suo primo EP, un assalto sonoro di una quindicina di minuti intitolato La Katástrofe Anteinfierno.

Come per ogni pubblicazione war metal che si rispetti a farla da padrone è una violenza insensata, e il black-death dei cinesi raggiunge ritmiche quasi grindcore. In generale l’EP non presenta grossi elementi di originalità, ma tributa e glorifica una corrente stilistica ormai sempre più consolidata nella scena. Rispetto ai dischi war metal storici, comunque, gli Anteinfierno prediligono una produzione più pulita, grazie alla quale le trame chitarristiche possono essere apprezzate con maggiore facilità. Buona anche la reinterpretazione degli storici Black Witchery, di cui la band cinese ha deciso di coverizzare “Into Damnation Eternal”.