Extrema Ratio #19: 11/05/22-17/05/22| Aristocrazia Webzine

Extrema Ratio #19: 11/05/22-17/05/22

Diciannovesima puntata della nostra rubrica a cadenza settimanale Extrema Ratio, dedicata alle nuove uscite (appena pubblicate o imminenti) del panorama black e death metal underground. Anche in questa occasione si spazia parecchio, dal war metal al progressive death, passando per il death metal di ispirazione più old school e sonorità maggiormente grezze. Ecco i nomi dei protagonisti di oggi: Eggs Of Gomorrh, Altars, Bríi, Chaotian, Sacrilegious Crown, Crisis Benoit, Vomitmantik, Haunter.

G.E.F.


1. Eggs Of Gomorrh – “Disciples Of Terror” (da Wombspreader, war metal)

Stanno per tagliare il traguardo del secondo album gli svizzeri Eggs Of Gomorrh, fautori di un war metal violento e oltranzista. La formula tipica degli stilemi di questo particolare sotto-sottogenere viene più o meno rispettata, con una batteria vicina a quella di band quali Revenge o Diocletian, sebbene non manchino riferimenti di matrice più strettamente death metal. Wombspreader sarà l’atteso secondo disco del combo elvetico, che cercherà ulteriori conferme discografiche per aumentare il proprio bacino di utenza, dopo aver intensificato le sue attività negli ultimi cinque anni. L’album uscirà il prossimo 10 giugno per Godz Ov War Productions.


2. Altars – “Perverse Entity” (da Ascetic Refletction, death metal)

Era un ritorno attesissimo quello degli australiani Altars, che per l’imminente album Ascetic Reflection si sono affidati all’etichetta italiana Everlasting Spew Records. Forti di una formazione rinnovata, che annovera tra le sue fila anche Brendan Sloan (Convulsing), gli Altars sembrano ribadire quanto mostrato nel debutto Paramnesia, districandosi tra riferimenti quali Morbid Angel e Ulcerate. La capacità migliore della band australiana sembra essere di sintetizzare la scuola di riff morbidangeliani fondendola con certe intuizioni dissonanti e una buona dose di oscurità. Ascetic Reflection sarà pubblicato in piena estate, il prossimo 8 luglio, e credo proprio che sia da considerare tra le uscite death metal più attese di questo periodo.


3. Bríi – “Corpos Transparentes” (da Corpos Transparentes, avantgarde black metal-ambient-techno)

Uscito a sorpresa con il suo terzo album pochi giorni fa, Bríi è uno dei vari progetti del talentuosissimo polistrumentista brasiliano Caio Lemos, già noto per Kaatayra e Vauruvã (entrambi da recuperare assolutamente). Di queste creature, Bríi è la meno convenzionale e la meno metal in senso stretto, sebbene il nuovissimo episodio Corpos Transparentes potrebbe essere sbrigativamente descritto come un misto di avantgarde black metal e… molto altro. Già, perché questo album monotraccia (36’36”!) utilizza alcuni elementi del black metal come base (la voce in scream e il blast beat), ma per il resto fuoriesce molto dai canoni del genere. Tra dolci synth ambient alla Brian Eno, sezioni trance e parti techno, Lemos imbastardisce ulteriormente il sound di Bríi aumentando la componente elettronica. Un disco da non perdere per i più mentalmente aperti. 


4. Chaotian – “Into Megathopeth” (da Effigies Of Obsolescence, death metal)

Ormai la citazione di Amleto «c’è del marcio in Danimarca» sta diventando scontata quando si parla di death metal danese, e purtuttavia resta una metafora azzeccatissima. In questo discorso rientrano ovviamente anche i Chaotian, alle prese con l’uscita imminente del loro debutto Effigies Of Obsolescence dopo una sequela di pubblicazioni minori. L’approccio della band di Copenaghen condivide con il resto della scena death metal locale l’interesse per l’old school, l’oscurità e il marciume, non diversamente da quanto fanno band quali Hyperdontia, Phrenelith e Undergang. Anche il singolo “Into Megathopeth” va esattamente in quella direzione. Per l’uscita integrale, invece, bisognerà attendere il 24 giugno, sotto l’egida di Me Saco Un Ojo Records e Dark Descent Records.


5. Sacrilegious Crown – “Vestigio II – Hypogeodesic Procession” (da Forbidden Vestiges Of Veneration, raw black-doom metal)

L’interpretazione del cosiddetto raw vampyric black metal che viene fatta dalla one man band italiana Sacrilegious Crown è perlomeno peculiare. Mentre infatti di solito questo filone ricerca l’abbondanza di riff dritti e semplici e di blast beat, la musica di Sacrilegious Crown è più circolare e lenta, tanto da avvicinarsi a tratti a una sorta di doom metal decrepito e ultra low-fi. Ciò richiama alla mente certe cose dei Mütiilation, ma anche di Xasthur e Judas Iscariot. Per ora l’unico brano diffuso è “Vestigio II – Hypogeodesic Procession”, che conferma le caratteristiche elencate poc’anzi. Di certo non è un ascolto adatto per chi cerca sonorità e produzioni moderne, ma Forbidden Vetiges Of Veneration rappresenta un’interpretazione molto interessante del filone raw black metal. L’uscita dell’EP è fissata per il prossimo 3 giugno, su cassetta limitata per conto di Xenoglossy Productions.


6. Crisis Benoit – “El Culto De La Muerte” (da El Culto De La Muerte, death-grind)

Già attivi da qualche anno, gli italiani Crisis Benoit stanno per tagliare il traguardo dell’album di esordio dopo diverse uscite minori. Come si evince dal nome (un tributo al leggendario wrestler canadese Chris Benoit), la band trae ispirazione da nomi e personaggi del mondo del pro wrestling. Se questo non basta a suscitare interesse, beh la musica non è meno notevole. La title track parte con un mood death metal lento, un po’ alla Autopsy per fare un paragone, per poi evolversi nei due minuti finali in una scarica di riff e ritmiche sostenute che recupera l’approccio più marcatamente grindcore delle uscite precedenti. El Culto De La Muerte uscirà per Slaughterhouse Records il prossimo 10 giugno, ed è assolutamente imperdibile per chi — oltre a death metal e grindcore — è cresciuto a pane e wrestling.


7. Vomitmantik – “Invokation Of The Graveless Ones” (da Devotio Ad Bestias, war metal)

Dopo aver parlato di war metal in apertura con gli Eggs Of Gomorrh, un’altra buona dose di metallo bestiale la regalano gli emiliano-romagnoli Vomitmantik. Nel loro album di esordio pubblicato pochi giorni fa, la band italiana insiste con forza su un caotico maelstrom guerresco e blasfemo, reso bene dalla copertina dell’immenso Paolo Girardi. Abbastanza vicini a un’interpretazione del genere simile a quella dei finlandesi Archgoat (ma con meno rallentamenti mortiferi), i Vomitmantik regalano mezz’ora di morte, caos e distruzione, senza andare troppo per il sottile. Uscito l’11 maggio scorso per la modenese Nuclear Abominations Records, Devotio Ad Bestias è un ottimo esempio di war metal (o bestial black-death, se preferite) made in Italy.


8. Haunter – “Overgrown With The Moss” (da Discarnate Ails, progressive blackened death metal)

Avrei voluto parlare ben prima del nuovo disco degli Haunter, essendo una band che adoro, ma Profound Lore Records non ha reso disponibili per l’ascolto su Bandcamp i singoli prima della data ufficiale di uscita. Pubblicato dieci giorni fa, Discarnate Ails è un disco molto bello, che mostra la maturità della band texana capitanata da Bradley Tiffin. In particolare, l’album consta di appena tre tracce da poco più di trenta minuti in totale, per un prodotto sì impegnativo ma anche estremamente soddisfacente, con la sua forma progressive e con taglienti riff di puro death metal dissonante. Il tutto è reso annerito da un songwriting che strizza l’occhio a un certo tipo di black metal. Già Sacramental Death Qualia fu un disco di grande livello, ma l’impressione è che con Discarnate Ails gli Haunter si siano addirittura superati: provare per credere!