Extrema Ratio #75: 08/06/23-14/06/23 | Aristocrazia Webzine

Extrema Ratio #75: 08/06/23-14/06/23

Torna il consueto appuntamento del mercoledì con Extrema Ratio, la rubrica settimanale targata Aristocrazia dedicata alle nuove uscite (appena pubblicate o imminenti) del panorama black e death metal underground. Episodio numero settantacinque, con le seguenti band protagoniste: An Autumn For Crippled Children, Cadaver, Agriculture, Crypta, Deitus, Rannoch, Malauriu, Disimperium.

G.E.F.


1. An Autumn For Crippled Children – “Where Pain Begins” (da Closure, post-black metal)

Etichetta: Prosthetic Records
Data di pubblicazione: 4 agosto 2023

A partire dai loro esordi, i neerlandesi An Autumn For Crippled Children sono stati un punto di riferimento della scena post-black metal. Grazie anche a una certa prolificità (nove dischi tra il 2010 e il 2021), la band ha raggiunto uno status man mano più importante. Ad agosto uscirà appunto il loro decimo album, intitolato Closure.

Il primo brano estratto dal nuovo lavoro si chiama “Where Pain Begins” e prosegue il discorso già lanciato nei dischi precedenti degli An Autumn For Crippled Children. Anche se gli elementi black metal sono presenti — più che altro a livello vocale —, la band dei Paesi Bassi continua a prendere ispirazioni da altri generi, sempre appartenenti all’area “post-“. Ed è così che si mescolano reminiscenze post-punk, blackgaze e post-rock, con un guitarwork molto espressivo e una produzione low-fi a fare da sfondo. Il brano comunque funziona e sottolinea la coerenza stilistica della band, sempre molto abile nel catturare le emozioni dell’ascoltatore.


2. Cadaver – “The Age Of The Offended” (da The Age Of The Offended, death metal)

Etichetta: Nuclear Blast
Data di pubblicazione: 21 luglio 2023

Forse il nome più storico e importante del death metal norvegese vecchia scuola, i Cadaver hanno lasciato il segno nell’immaginario collettivo soprattutto grazie ai loro primissimi dischi, Hallucinating Anxiety e …In Pains. Dopo alcune pause in vari momenti, i norvegesi sono ancora in circolazione e tra poco più di un mese uscirà il loro sesto album, The Age Of The Offended.

Rispetto agli esordi, i Cadaver sono cambiati abbastanza, pur restando ancorati a un approccio old school al genere. Gli scandinavi pongono infatti una certa attenzione sul groove, come si delinea nella title-track dell’album, giocando con reminiscenze black metal ravvisabili anche nell’interpretazione vocale. “The Age Of The Offended” è un brano che si rivela così relativamente easy listening e orecchiabile per il genere, con strutture definite e un ottimo lavoro chitarristico, sottolineato da una produzione pulita e moderna quanto serve. Davvero niente male i Cadaver, devo dire che a dispetto della lunga carriera personalmente li trovo piuttosto in forma.


3. Agriculture – “The Glory Of The Ocean” (da Agriculture, post-black metal)

Etichetta: The Flenser
Data di pubblicazione: 21 luglio 2023

L’anno scorso mi ero imbattuto nel primo EP di questi Agriculture, una band post-black metal statunitense dall’estetica vagamente rurale e dalla musica piuttosto interessante, abbastanza vicina ai primi Deafheaven. Non mi aspettavo di vederli già alla ribalta quest’anno con il loro primo album omonimo, in uscita su The Flenser, etichetta estremamente duttile che copre un range di release dal black metal all’indie rock.

Se con i citati An Autumn For Crippled Children si era su un’interpretazione del post-black metal più debitrice del post-punk e dello shoegaze, gli Agriculture sembrano invece incentrare i loro sforzi su una deriva del sottogenere vicina alle strutture post-rock. Questi lunghi crescendo atmosferici, infatti, esplodono in furenti blast beat dagli accordi maggiori, una formula che ha avuto il suo apice in Sunbather, che qualcuno definì come un esempio di black metal felice. Ecco, “The Glory Of The Ocean” mi suscita sensazioni simili, sebbene ci siano delle differenze stilistiche non di poco conto con i Deafheaven e porzioni di brano più vicini a certo depressive black metal. Comunque, chi è fan del post-black metal dovrebbe sicuramente appuntarsi il loro nome.


4. Crypta – “Lord Of Ruins” (da Shades Of Sorrow, death metal)

Etichetta: Napalm Records
Data di pubblicazione: 4 agosto 2023

Il fenomeno delle band metal tutte al femminile ha ormai attecchito e vanta alcuni nomi ormai molto noti. Tra questi, meritano una menzione le deathster brasiliane Crypta, fondate nel 2019 da Fernanda Lira e Luana Dametto dopo la loro uscita dalle Nervosa. Shades Of Sorrow è il secondo album delle Crypta, successore di Echoes Of The Soul, pubblicato un paio di anni fa.

I cinque minuti del primo singolo estratto, “Lord Of Ruins”, non lasciano emergere una realtà particolarmente innovativa. Va riconosciuto, tuttavia, un innegabile talento da parte della vocalist Fernanda Lira, a suo agio con le varie tonalità harsh, e anche un songwriting quantomeno interessante, innegabilmente death metal alla base ma sporcato di thrash e black qua e là. Un ruolo di prim’ordine lo gioca anche il basso, molto presente nel mix — a tratti forse persino troppo. Brave le Crypta, che hanno già dimostrato di avere contenuti interessanti nell’album precedente, e in questo disco in arrivo promettono di poter fare anche meglio.


5. Deitus – “A Scar For Serenity” (da Irreversible, black metal)

Etichetta: Candlelight Records
Data di pubblicazione: 14 luglio 2023

Terzo album in arrivo per gli inglesi Deitus, cui ho cominciato a dare attenzione ai tempi del loro secondo disco Via Dolorosa, uscito per la nostrana I, Voidhanger Records. A cinque anni di distanza arriva questo Irreversible, che vedrà la luce tra un mese esatto, il prossimo 14 luglio.

La ricetta del terzetto britannico prevede un black metal ricco di blast beat e dai sottotemi occulti, vagamente melodico. La proposta dei Deitus ricalca un po’ quella di un certo black metal polacco, tipo Mgla e Blaze Of Perdition per intenderci, con bellissimi lead melodici di chitarra e sezioni in mid-tempo. Anche qua, come in altri progetti già nominati in questo episodio, è difficile gridare all’innovazione e alla novità: i Deitus, però, hanno la giusta personalità per imporsi e i loro brani funzionano bene, grazie a un’ottima capacità di scrittura e di far fruttare la forma canzone, anche in una chiave black metal.


6. Rannoch – “Daguerreotype” (da Conflagrations, progressive death metal)

Etichetta: Willowtip Records
Data di pubblicazione: 21 luglio 2023

Ancora Inghilterra, questa volta su sonorità death metal, con i Rannoch. Si tratta del terzo album anche per questo trio che, con l’imminente Conflagrations, ha trovato la collaborazione di Willowtip Records, tra le etichette death metal più interessanti in circolazione.

I britannici suonano un prog-death di stampo fortemente tecnico, con una produzione limpidissima e una voce molto potente. In particolare, la proposta dei Rannoch risulta godibile perché riesce a mescolare vari aspetti del metal estremo: i tecnicismi, la brutalità, ma anche il lato più emozionale. Lo dimostra il singolo “Daguerreotype”, dove tutte queste caratteristiche emergono in successione. Ho apprezzato molto anche l’utilizzo delle backing vocals, particolarmente indicato nel sottolineare certi momenti, come ad esempio nel chorus del brano.


7. Malauriu – “Ares Irae” (da Malauriu / Lykten, black metal)

Etichetta: Nero Corvino
Data di pubblicazione: 16 giugno 2023

Prima release del 2023 per i siciliani Malauriu, progetto black metal molto prolifico guidato dall’unico componente fisso Schizoid. Proprio di recente è cambiata la lineup della band, con il suo membro fondatore affiancato alla voce da Roberto Mura, intervistato da Aristocrazia ormai quasi dieci anni fa e che qualcuno ricorderà per essere stato proprietario di Third-I-Rex e voce, tra gli altri, di Urna e Arcana Coelestia.

Si tratta di uno split con la one man band — anch’essa siciliana — Lykten. Qui però parlo solo dei Malauriu, anche perché per ora non sono stati diffusi singoli di Lykten. Nei neanche due minuti e mezzo di “Ares Irae”, Malauriu dipinge un’atmosfera spettrale, dotandosi di un’intro definibile praticamente come guitar ambient che serve a introdurre il resto dello split. Non è molto quello che il brano propone a disposizione per farsi un’idea dell’opera, ma l’artwork di Warhead Art e certi titoli (quel “Goat Metal” e la cover di “Mongoloid” dei Devo attirano molto) sono piuttosto stuzzicanti.


8. Disimperium – “Blade Obfuscation” (da Grand Insurgence Upon Despotic Altars, blackened death metal)

Etichetta: Sentient Ruin Laboratories
Data di pubblicazione: 21 luglio 2023

Chiusura con gli statunitensi Disimperium, che debuttano su lunga distanza il prossimo mese dopo un breve ma buon EP pubblicato un paio d’anni fa. Grand Insurgence Upon Despotic Altars vedrà la luce tra poco più di un mese, il prossimo 21 luglio.

La proposta degli americani prevede un blackened death metal scurissimo e ribassato, un annientamento sonoro che non lascia tregua e punta alla distruzione di tutto — ascoltatore compreso. Un approccio, quello della band di Portland, estremamente vicino a quello degli Impetuous Ritual, autori tra l’altro di un ottimo disco uscito da poco, di cui ho parlato di recente (vedi Extrema Ratio #62). Rispetto agli australiani, tuttavia, i Disimperium si differenziano per un’idea di fondo leggermente più improntata al cosiddetto war metal, grazie ad alcune sezioni ancora più furenti e tendenti al grindcore, non lontane da certi Revenge o Tetragrammacide. Comunque ecco, chi volesse cercare nuovi nomi particolarmente vicino a quel black-death abissale tipico di certe band australiane, con i Disimperium va a colpo sicuro.