Extrema Ratio #115: 21/03/24-27/03/24 | Aristocrazia Webzine

Extrema Ratio #115: 21/03/24-27/03/24

Come ogni mercoledì, arriva un nuovo appuntamento con Extrema Ratio, la rubrica di Aristocrazia Webzine dedicata alle nuove uscite (appena pubblicate o imminenti) del panorama black e death metal. Protagoniste di oggi, episodio numero 115, le seguenti otto band: Coffins, Selbst, Construct Of Lethe, Dødsferd, Slug Gore, Therianthropophagus, Ildganger, Human Abyss.

G.E.F.


1. Coffins – “Spontaneous Rot” (da Sinister Oath, death-doom metal)

Etichetta: Relapse Records
Data di pubblicazione: 29 marzo 2024

Alfieri del death-doom giapponese, i Coffins si sono distinti negli oltre vent’anni di attività per solidità e coerenza. Autore già di cinque album, oltre a una sequela infinita di uscite minori, il quartetto di Tokyo pubblicherà nei prossimi giorni il sesto disco Sinister Oath.

I Coffins si sono imposti nel tempo anche grazie a una proposta semplice, ma che non passa mai di moda. I giapponesi sono infatti sempre alla ricerca di un certo groove che fa sì che i loro pezzi siano memorizzabili e funzionino. Accompagnati da una produzione marcia e melmosa, i brani alternano sezioni più squisitamente death metal a rallentamenti di matrice doom, creando così un’atmosfera oscura e depravata che ben si confà al loro approccio lirico ed estetico. Il nuovo Sinister Oath non fa eccezione: i tre brani sinora rivelati si muovono proprio in questa direzione, anche se ognuno è dotato della propria personalità. Il modo di suonare dei Coffins, pertanto, resta organico, riconoscibile e attaccato a una certa tradizione old school, e probabilmente è proprio questo il segreto della loro longevità.


2. Selbst – “Chant Of Self Confrontation” (da Despondency Chord Progressions, black metal)

Etichetta: Debemur Morti Productions
Data di pubblicazione: 19 aprile 2024

Arriva invece dal Venezuela, anche se poi si è spostato in Cile, il progetto black metal Selbst, che a partire dal suo album self-titled del 2017 ha riscosso sempre più interesse nella scena underground. Dopo il positivo Relatos De Angustia (2020), è arrivato finalmente anche il momento del terzo disco, Despondency Chord Progressions, che uscirà tra poco meno di un mese.

Non è facilissimo inquadrare la proposta di Selbst, perché è sempre dotata di una certa ricerca sonora, pur restando all’interno dei binari del black metal. Uno dei temi ricorrenti dei sudamericani è però il sapiente uso delle dissonanze mescolato a certe consonanze, che fa in modo che la band riesca ad avere al tempo stesso riff angolari ma anche melodici. Inoltre ciò conferisce alle produzioni di Selbst un carattere molto malinconico, già presente all’interno del primo album, anche se più sfumato nel secondo. Con Despondency Chord Progressions questa vena torna a essere vistosa, insieme a un certo interesse per influenze di derivazione polacca (ho sentito qualche richiamo a band come Mgła o Furia), che si manifesta già nei due singoli finora disponibili. Il mio parere non può dunque che essere positivo, ma la mia impressione è che Selbst in particolare sia un progetto che dia il meglio di sé sulla distanza, per cui ancora di più ha senso attendere l’uscita del disco intero per goderselo appieno.


3. Construct Of Lethe – “Denial In Abstraction” (da A Kindness Dealt In Venom, death metal)

Etichetta: Transcending Obscurity
Data di pubblicazione: 21 giugno 2024

Restando nel continente americano, anche gli statunitensi Construct Of Lethe sono in attesa di pubblicare il loro terzo album. Dopo aver collaborato per i primi due dischi con la nostrana Everlasting Spew, gli americani sono successivamente passati a Transcending Obscurity, sotto la cui bandiera uscirà a giugno il nuovo A Kindness Dealt In Venom.

La proposta dei Construct Of Lethe prevede, di base, un ritorno a sonorità death metal anni Novanta intrise di tecnica e brutalità, sulla scia di Immolation e Hate Eternal. Nella loro musica, tuttavia, non mancano elementi atonali e dissonanti alla maniera di certi Gorguts, che completano e integrano le influenze più tradizionali. Un certo merito lo assume anche la produzione, che concede un ruolo di spessore al basso, il quale possiede un suono molto personale e riempie bene le frequenze. Tra atmosfera e brutalità, tra oscurità e tradizione, i due singoli dell’imminente Construct Of Lethe sono due ottime anteprime che lasciano presagire un album di livello per la band statunitense.


4. Dødsferd – “Restoration Of Justice” (da Wrath, black metal)

Etichetta: Hypnotic Dirge Records
Data di pubblicazione: 10 maggio 2024

Attivo da circa vent’anni nella scena greca, il progetto black metal Dødsferd si è sempre dimostrato piuttosto prolifico anche grazie all’iniziativa del suo membro principale, il cantante-chitarrista Wrath. E proprio Wrath è il titolo del dodicesimo album della sua creatura, in uscita a maggio.

Dødsferd suona quel black metal senza tempo e impossibile da dimenticare, quello relativo alla cosiddetta second wave, infarcito di riff vagamente melodici e malinconici. Forte è quindi l’influenza scandinava nelle strutture della band greca, che ripropone  topoi ben noti a tutti gli amanti del genere. Andando a vedere più nel dettaglio, Dødsferd possiede anche una capacità compositiva non comune, dal momento che le strutture dei brani sono più elaborate rispetto agli epigoni norvegesi di trent’anni fa, pur rispettandone i canoni stilistici. Ed è così che nella stessa traccia possono convivere diverse tecniche di batteria anche a distanza di pochi secondi, che conferiscono perciò maggior dinamismo alle composizioni. Dødsferd parla quindi decisamente ai fan del black metal anni Novanta, ma non per questo è da ritenerla una creatura banale o scontata, anzi.


5. Slug Gore – “Demented Crickets” (da They Slime! They Ooze! They Kill!, death metal-grindcore)

Etichetta: Time To Kill Records
Data di pubblicazione: 19 aprile 2024

Giovani ma già capaci di far discutere (ne parlerò tra poco), gli italianissimi Slug Gore hanno da subito avuto un grande seguito di pubblico. Ciò è in parte dovuto al fatto che due dei suoi membri (Poldo e Danny per l’esattezza) sono famosi creator su YouTube, e quindi già con tanti fan grazie al loro successo su questa piattaforma. Questo gli è valso l’attenzione di Time To Kill Records, che sta per pubblicare il loro primo album They Slime! They Ooze! They Kill!.

Perché allora questa doverosa premessa? Perché, nonostante i tanti fan, hanno altrettanti detrattori proprio a causa di questa veloce scalata, originata dallo status precedente all’avvio della band. Secondo me, però, è giusto scrollarsi di dosso le polemiche e approcciarsi senza pregiudizi alla musica, perché è ciò che alla fine conta. Ed è con questo spirito che commento il minuto e mezzo di “Demented Crickets”, l’unico singolo sin qui estratto dal primo imminente album degli Slug Gore.

Il brano è pressappoco sulla stessa linea del primo EP degli italiani, Extraterrestrial Gastropod Mollusc: si tratta quindi di un death-grind di matrice hardcore, con rallentamenti tipici dello slamming brutal death; non a caso tra i tag di Bandcamp si legge anche slamgrind, che può essere un modo interessante per categorizzare gli Slug Gore. La band è inoltre caratterizzata da un’estetica singolare e scanzonata: tra brani su grilli dementi e lumaconi giganti (senza menzionare che, nei loro live, alle spalle della band si susseguono spezzoni tratti dal videogioco Metal Slug), gli italiani hanno un approccio che può ricordare quello dei Sanguisugabogg o degli Slugdge, questi ultimi più per l’aspetto tematico. Forti di un songwriting semplice ma anche efficace, gli Slug Gore non inventano nulla di particolarmente nuovo, tuttavia sanno sicuramente essere piacevoli e divertenti — ancor di più in sede live.


6. Therianthropophagus – “Omnipresent Omniscient” (da Damnatio Ad Bestias, black-death metal)

Etichetta: Serpents Head Reprisal
Data di pubblicazione: 23 marzo 2024

C’è una nuova band dai connotati… bestiali in arrivo dal Canada. La patria di Blasphemy, Revenge, Conqueror e via discorrendo ha ora sfornato questi nuovissimi Therianthropophagus, la cui tape è uscita pochi giorni fa su Serpents Head Reprisal, l’etichetta di Tim Grieco degli Antediluvian. Il quale, a giudicare da come suonano i Therianthropophagus, penso sia anche coinvolto in prima persona nel progetto.

Comunque sia, l’EP d’esordio si intitola Damnatio Ad Bestias e, non troppo sorprendentemente, ricorda abbastanza da vicino i già citati Antediluvian, ma con un piglio più vicino al cosiddetto war metal. I tempi serrati e le ritmiche violente tipiche di questa corrente stilistica sono infatti completate da suoni oscuri e ovattati che, uniti a una certa atmosfera di fondo, fanno sì che la prova dei Therianthropophagus acquisisca un piglio quasi sperimentale. Non manca, oltretutto, una certa vena dark ambient, piuttosto presente anche grazie all’intro e a un intermezzo che servono a variare la formula, spezzando la sequenza di brani puramente black-death. Nel complesso, un’interpretazione abbastanza interessante e personale del cosiddetto war metal: a proposito, oltre che su tape, più avanti l’EP uscirà anche su vinile per conto di Nuclear War Now! Productions.


7. Ildganger – “Dans Om Tomhedens Mund” (da For Hver Tanke Mister Sjælen Atter Farve, black metal)

Etichetta: Death Prayer Records
Data di pubblicazione: 5 aprile 2024

Secondo album in arrivo per Ildganger, misteriosa entità black metal danese che solo lo scorso anno aveva debuttato con un full length intitolato Wanderer Of Fiery Planes. Il nuovo disco si chiama invece For Hver Tanke Mister Sjælen Atter Farve e vedrà la luce tra poco, il prossimo 5 aprile.

L’album, cantato interamente in danese, è anticipato dal singolo “Dans Om Tomhedens Mund”, che mostra come Ildganger tenti un’operazione interessante di sincretismo tra diversi tipi di black metal. Se infatti è innegabile l’impostazione grezza e low-fi, questa rozzezza è mitigata da un alone atmosferico di fondo, che rende la traccia a tratti addirittura sognante. Lontano dai gruppi raw black metal più rumorosi e intransigenti (tipo Black Cilice e la scena portoghese, per intenderci), Ildganger conserva però l’atteggiamento low-fi tipico del filone, che ben si mescola a soluzioni meno ostiche. Anche la scrittura, comunque, risulta efficace e per niente banale, dimostrando che il progetto danese ha in canna delle soluzioni molto godibili e funzionali. Da tenere d’occhio.


8. Human Abyss – “Death Obsessed” (da Death Obsessed, melodic black-death metal)

Etichetta: Autoprodotto
Data di pubblicazione: 21 marzo 2024

Chiudo questo episodio con un disco autoprodotto, realizzato dai tedeschi Human Abyss e uscito poco meno di una settimana fa. Il quintetto berlinese, dopo un EP pubblicato nel 2020, aveva già fatto uscire un primo album chiamato Anatomy Of Anxiety un paio di anni fa. Il nuovo disco invece si intitola Death Obsessed.

Tra scheletri e copertine in bianco e nero (esterica tipica di ogni uscita del gruppo), gli Human Abyss sono interessati soprattutto alla ricerca della melodia in campo black-death metal. Ciò significa che anche Death Obsessed è un album piuttosto vario e orecchiabile, nel quale la band punta sulla riconoscibilità dei riff — ma anche sulla loro potenza — e la loro successione, permettendo all’ascoltatore di memorizzarli meglio. Gli Human Abyss, inoltre, possiedono la capacità di alternare soluzioni puramente death metal a riff black metal molto melodici che li rende al contempo anche abbastanza imprevedibili, eppure tutto suona comunque ben legato e mai forzato. Per essere una band autoprodotta, insomma, il frutto di Death Obsessed è più che soddisfacente.