Extrema Ratio #24: 15/06/22-21/06/22 | Aristocrazia Webzine

Extrema Ratio #24: 15/06/22-21/06/22

Ventiquattresima puntata della nostra rubrica a cadenza settimanale Extrema Ratio, dedicata alle nuove uscite (appena pubblicate o imminenti) del panorama black e death metal underground. Anche questa volta l’episodio prende in esame tante sonorità diverse, dal blackened death metal al death-doom vecchia scuola, passando per derive più atmosferiche e progressive. Ecco i nomi dei protagonisti di oggi: Denouncement Pyre, Krallice, Tomb Mold, Coscradh, Larvae, Desiccation, Verberis, Inexorum.

Sorprendentemente, però, l’episodio di questa settimana va oltre i canonici otto nomi. Meritano infatti una menzione anche tre uscite black metal della scorsa settimana, vale a dire il secondo album degli Umbra Conscientia (ascolta qui) e la demo d’esordio di Reflet Crépusculaire (ascolta qui), oltre al debut dei Dinbethes (ascolta qui). Non sono riuscito a dedicare loro una breve descrizione, ma quantomeno potete ascoltarli su Bandcamp. Purtroppo in alcuni periodi dell’anno ci sono talmente tante uscite che persino una rubrica così settoriale fa fatica a condensare il materiale più interessante in otto pick settimanali…

G.E.F.


1. Denouncement Pyre – “The Liberating Fires Of Moloch” (da Forever Burning, blackened death metal)

L’episodio odierno parte a razzo, col ritorno in pompa magna degli australiani Denouncement Pyre, al primo disco su Agonia Records. A sei anni di distanza dall’ottimo Black Sun Unbound, la band oceanica conferma tutto ciò che di buono (o malvagio, a seconda del gusto) si dice su di essa. Forever Burning infatti è un album molto completo e piacevolissimo, fondato su un blackened death metal aggressivo e violento ma che non rinuncia mai a una certa dose di melodia. Elementi thrash ed heavy metal (soprattutto negli assoli) fanno poi il resto, in un turbinio sonoro capace di richiamare alla mente ora i Deströyer 666, ora i Lvcifyre, ora i Watain. Sicuramente un lavoro di indubbio valore che potrebbe ridare lustro ai Denouncement Pyre e, magari, contribuire a un’ulteriore crescita della loro fanbase.


2. Krallice – “Psychagogue” (da Psychagogue, atmospheric-progressive black metal)

Parto da una premessa, che poi è anche un assunto: trovare una band della prolificità e della qualità dei Krallice è quasi impossibile. Psychagogue infatti è già il secondo disco pubblicato in questo 2022 dai newyorkesi (del primo ne parlò V. Rain qui). La formula dei Krallice non si discosta poi troppo dalla loro recente svolta, caratterizzata da un ingente utilizzo di sintetizzatori, che portano la band ad avere una forma ancora più atmosferica. Ciò non toglie che i Nostri non abbiano affatto rinunciato alle dinamiche progressive e ultratecniche che rappresentano il fondamento delle loro composizioni. Bella anche l’intuizione di utilizzare una doppia batteria, soluzione poco comune nel metal estremo. Personalmente, come prima impressione ho trovato Psychagogue leggermente inferiore a Crystalline Exhaustion, ma, come detto in apertura, i picchi di qualità dei Krallice sono qualcosa che raramente si trova in giro.


3. Tomb Mold – “Prestige Of Rebirth” (da Aperture Of Body, death metal)

Una decina di giorni fa, sono tornati a farsi sentire i Tomb Mold, una delle band death metal “moderne” più celebrate tra quelle che riprendono il filone old school. Il gruppo canadese ha pubblicato un breve EP di tre tracce, a quattro anni di distanza dal precedente album Planetary Clairvoyance. Introdotto da un prologo di synth dal forte sapore space ambient, questo Aperture Of Body conferma la solita impostazione del quartetto, che pesca a piene mani dal tipico sound alla Incantation, rallentamenti doom inclusi. Non mancano però saltuarie aperture e riferimenti alla scuola finlandese (Demilich, Adramelech), peraltro già parte integrante del songwriting dei Tomb Mold. Probabile che questo Aperture Of Body debba considerarsi come un (promettente) assaggio in vista di un futuro quarto full length.


4. Coscradh – “Cladh Hàlainn” (da Nahanagan Stadial, black-death-thrash metal)

Seguo i Coscradh praticamente dagli esordi, e la notizia che siano giunti finalmente al debutto su lunga distanza non può che farmi piacere. La band irlandese è una di quelle formazioni black-death metal che strizza fortemente l’occhio a certo war metal, grazie anche a una generosa dose di elementi thrash. Nahanagan Stadial, così si chiama il loro album di debutto, si presenta con un primo estratto molto convincente, che viaggia perennemente su ritmi sostenuti ma non rinuncia a costanti evoluzioni all’interno dei suoi sette minuti di durata. “Cladh Hàlainn”, inoltre, è una delle due tracce dell’album interamente cantata in gaelico irlandese, caratteristica che aggiunge ulteriore fascino ai Coscradh. Questo animo celtico permea l’intera band, anche grazie all’impattante copertina, ma non si scambi questa informazione come una premessa per l’inserimento di strumenti folk, perché qui non ce n’è (giustamente) nemmeno l’ombra. Se questo non dovesse bastare, garantisce per la band Invictus Productions, una vera istituzione dell’underground irlandese, che pubblicherà Nahanagan Stadial il prossimo 5 agosto.


5. Larvae – “Acid Horror Cult” (da Acid Horror Cult, death-doom metal)

Com’è noto, su Extrema Ratio cerco di dedicare, quando possibile, uno spazio settimanale anche a una band italiana. I Larvae tecnicamente sono di base a Bucarest, Romania, ma la leader del progetto è l’italiana Lucilia Sericata (a.k.a. Vitamaria), già vocalist degli ottimi Lurking Terror. I Larvae, che già da qualche anno hanno attirato l’attenzione di etichette underground specializzate, si caratterizzano per un death-doom metal particolarmente marcio e purulento, grazie a suoni grezzi e mostruosi. Pur pescando a piene mani dalla tradizione old school, la band italo-rumena mette in mostra una bella dose di personalità. Questo Acid Horror Cult è un EP decisamente breve (appena tredici minuti di durata), ma ha veramente tanto potenziale, che peraltro già si intravedeva nelle uscite precedenti. Li aspetto al varco per un futuro album, nel frattempo è un nome da tenere sicuramente d’occhio per i fan del genere.


6. Desiccation – “Unknown Monoliths” (da Cold Dead Earth, atmospheric black-doom metal)

Usciti di recente un po’ dal nulla, i californiani Desiccation hanno subito attirato la mia attenzione grazie a un’interpretazione molto personale del black metal. Forti di un songwriting circolare e doomeggiante, gli statunitensi recuperano l’aura progressiva delle prime band avantgarde black metal quali Fleurety o Ved Buens Ende, rideclinandole in chiave più lenta e atmosferica. Notevoli anche le voci pulite femminili, che addolciscono ulteriormente i brani ponendo l’accento sui passaggi più sognanti e melodici. Davvero un esordio molto interessante, che non dovrebbe passare sottotraccia per nessun motivo. A produrlo ci ha pensato Transylvanian Recordings, etichetta statunitense specializzata in cassette.


7. Verberis – “Sepulchre Of Shattered Saints” (da Adumbration Of The Veiled Logos, blackened death metal)

Scendendo ora verso sonorità e tematiche più fredde e occulte, mi ha sorpreso favorevolmente anche il nuovo album dei neozelandesi Verberis. Uscito venerdì sotto l’egida di Norma Evangelium Diaboli, Adumbration Of The Veiled Logos è un assalto blackened death metal senza sosta, che prende a piene mani dal filone dissonante degli ultimi quindici anni aggiungendo però ulteriori strati di imperscrutabile oscurità. Sezioni tritonali, growl, scream, basso che riempie le frequenze, drumming dritto e scorrevole: questi gli ingredienti della nuova prova dei Verberis, che mettono il loro nome sul panorama delle uscite dissonanti più interessanti del 2022. Sicuramente un bel ritorno a distanza di sei anni dal primo album Vexamen, intervallati dall’EP del 2018 Vorant Gnosis


8. Inexorum – “Equinox Vigil” (da Equinox Vigil, melodic black-death metal)

In chiusura d’episodio, spazio a un altro disco uscito venerdì scorso, per una puntata tutto sommato più di riepilogo che di anticipazioni (è stata evidentemente una settimana piena di dischi validi). Il duo statunitense degli Inexorum, giunti con Equinox Vigil al loro terzo album, si fa portatore di un black-death metal melodico e particolarmente solare, forte anche di un immaginario luminoso e ben lontano dai lugubri epigoni nordeuropei. Particolare attenzione la meritano gli assoli, la cui costruzione rimanda più al mondo dell’heavy classico o del power metal, più che dei generi estremi. A tratti l’album mi ha ricordato gli Obsequiae più recenti, quelli di The Palms Of Sorrowed Kings, ma ciò non significa che ne sia una mera imitazione, anzi. In ogni caso gli Inexorum sono patrocinati da Gilead Media, etichetta non nuova a sfornare dischi di ispirazione black metal ma che finiscono col deviare parecchio dal genere di base.