Extrema Ratio #99: 29/11/23-06/12/23 | Aristocrazia Webzine

Extrema Ratio #99: 29/11/23-06/12/23

Torna, come ogni mercoledì, l’appuntamento settimanale con Extrema Ratio, la rubrica targata Aristocrazia dedicata alle nuove uscite (appena pubblicate o imminenti) del panorama black e death metal. Oggi è la volta dell’episodio numero novantanove, con le seguenti band protagoniste: Departure Chandelier, Master, Vemod, Cryptworm, Helfró, Horrifier, Nocturnal Degrade, Asketia.

G.E.F.


1. Departure Chandelier – “Accipitridae” (da Satan Soldier Of Fortune, black metal)

Etichetta: Nuclear War Now! Productions
Data di pubblicazione: 23 febbraio 2024

Cinque anni fa, il primo album dei Departure Chandelier Antichrist Rise To Power fu una vera e propria rivoluzione, con il loro Napoleonic War Black Metal che conquistò i cuori e le orecchie di molti appassionati. Dopo un altro breve EP pubblicato l’anno seguente, finalmente la band è in procinto di pubblicare il suo secondo album, Satan Soldier Of Fortune.

Non cambia il soggetto della band, che è sempre Napoleone. Dai due singoli rivelati, non sembra cambiare eccessivamente neanche la proposta dei Departure Chandelier, che anche in questo caso si rifà al black metal francese anni Novanta, anche di band oggi quasi totalmente dimenticate (in particolare i Machiavel, assolutamente consigliati). Devo però essere sincero: rispetto al bellissimo Antichrist Rise To Power, i due singoli estratti mi sembrano leggermente meno epici, pur se comunque godibili (soprattutto “Accipitridae”, per me il migliore dei due brani). Per un giudizio più completo però mi riservo di ascoltare l’album intero, dal quale mi aspetto riff black metal gelidi e minimali, sintetizzatori vintage dal sapore dungeon synth e passaggi in mid-tempo.


2. Master – “Walk In The Footsteps Of Doom” (da Saints Dispelled, death-thrash metal)

Etichetta: Hammerheart Records
Data di pubblicazione: 19 gennaio 2024

Non devo essere certo io a introdurre i Master, storica band death-thrash metal statunitense nata dalla mente del fondatore Paul Speckmann, tra le prime band annoverabili come death metal. La carriera degli statunitensi — nel frattempo spostatisi in Repubblica Ceca — parte nel lontano 1983, e a gennaio toccherà, con l’imminente Saints Dispelled, il traguardo dei quattordici album, contando anche l’Unreleased Album previsto per il 1985 e pubblicato soltanto nel 2013.

“Walk In The Footsteps Of Doom” è il titolo del brano svelato in anteprima dalla band, che tiene fede alle sue radici old school. Il songwriting della creatura di Speckmann non si discosta dal passato, con il suo thrash metal sporcato di death che continua a essere marchio di fabbrica indiscusso della band. Per i Master potrebbe essere considerato un disco di maniera, che ripercorre e ripropone lo stile che ha reso leggendario il gruppo. Chi volesse cercare cose più originali può serenamente passare oltre: chi invece è fan, non potrà far altro che apprezzare la coerenza stilistica dei Master.


3. Vemod – “Der Guder D​ø​r” (da The Deepening, atmospheric black metal)

Etichetta: Prophecy Productions
Data di pubblicazione: 19 gennaio 2024

Il 2024 marcherà, tra le altre cose, il ritorno sulle scene dei norvegesi Vemod, band di Trondheim che nel 2012 debuttò con il suo primo album Venter På Stormene, un grande esempio di black metal glaciale e atmosferico. The Deepening arriva a quasi dodici anni di distanza dal suo debutto, e uscirà il prossimo 19 gennaio.

Anche The Deepening si dimostra un album black metal gelido, melodico e atmosferico, impreziosito da tanti piccoli dettagli. I norvegesi fondono il loro black metal low-fi con atmosfere eteree, come per esempio i bellissimi e sognanti cori puliti nella parte finale di “Der Guder D​ø​r”. I Vemod non sono una band facile: i brani sono lunghi e richiedono un certo impegno all’ascoltatore, ma le progressioni pennellate dai musicisti norvegesi offrono una visione d’insieme chiara e soprattutto una grande padronanza del songwriting. Chi dovesse essere orfano di Bergtatt degli Ulver (nda: e chi non lo è?), in The Deepening può trovare atmosfere in grado di sopperire a questa mancanza, sebbene i Vemod dimostrino di avere notevole personalità. In conclusione, metto le mani avanti e sono pronto a scommettere che per diverse persone questo sarà tra i dischi black metal del 2024.


4. Cryptworm – “Organ Snatcher” (da Oozing Radioactive Vomition, death metal)

Etichetta: Me Saco Un Ojo Records
Data di pubblicazione: 15 dicembre 2023

Avevo già parlato dei Cryptworm oltre un anno e mezzo fa, in occasione del primo album Spewing Mephitic Putridity. Oggi, la band britannica — anche se il membro principale Tibor Hanyi è ungherese — è già in prossimità di pubblicare il suo secondo full length Oozing Radioactive Vomition, in uscita tra pochi giorni.

Suoni ultra cavernosi, basso super crunchy, atmosfere oscurissime e tanto mid-tempo. Sono queste, in breve, alcune delle caratteristiche principali dei Cryptworm, che con Oozing Radioactive Vomition confermano le loro cattivissime intenzioni. Brutti e sporchi, gli anglo-ungheresi resuscitano tra paludi melmose e zombie vomitanti per offrire la loro personale rilettura del death metal old school, includendo mefitici rallentamenti e accelerazioni improvvise.


5. Helfró – “Fláráð Fræði” (da Tálgröf, black-death metal)

Etichetta: Season Of Mist
Data di pubblicazione: 1° dicembre 2023

Anche se l’epoca d’oro del black metal islandese può dirsi sostanzialmente passata, questo piccolo Paese del Nord Atlantico continua a sfornare band molto interessanti. Tra queste c’è da annoverare il progetto Helfró, nato dalla mente di Ragnar Sverrisson, batterista degli Ophidian I e di altre band.

Il black metal degli Helfró risente sicuramente, a livello di influenze, delle esperienze death metal di Sverrisson, che dà vita a una prova piuttosto variegata, sia dietro le pelli sia in sede di songwriting. Gli islandesi, in realtà, si distaccano abbastanza da quella che è la loro scena nazionale, optando per un approccio tendenzialmente molto più diretto e più vicino a certi Dark Funeral o ai Mayhem. Tutti i brani, infatti, presentano un minutaggio abbastanza contenuto, in cui gli islandesi compendiano un saggio di brutalità e melodie sinistre, sempre ben incastonate nel contesto.


6. Horrifier – “Sadistic Impalement”, (da Horrid Resurrection, death metal)

Etichetta: Personal Records
Data di pubblicazione: 15 dicembre 2023

Resto in Nord Europa per tornare in Norvegia. Gli Horrifier sono infatti una band recentissima, che dopo neanche due anni dalla loro formazione pubblicherà il suo primo album, Horrid Resurrection.

Il death metal dei norvegesi è particolarmente scuro, con rimandi vicini a certo black metal pur mantenendo accordature death. Come si intuisce dal nome della band, l’ispirazione dei norvegesi è chiaramente il mondo horror, e questa tematica è ben esemplificata dalle atmosfere oscure del sound prodotto dagli Horrifier, che è sufficientemente cavernoso ma non esageratamente grezzo. Buono anche l’utilizzo del basso, per il quale sono stati scelti suoni molto pieni e carichi, allo scopo di conferire maggior spessore alla presenza dello strumento. Ecco, non aspettiamoci il solito disco con sonorità da Impetigo e Mortician, quanto invece una rilettura sempre in chiave horror death metal ma con riferimenti musicali differenti — ma non per questo meno orrorifici.


7. Nocturnal Degrade – “Time To Leave” (da Cursed Echoes From The Past, depressive black metal)

Etichetta: War Against Yourself Records
Data di pubblicazione: 30 novembre 2023

Venendo ora alla band italiana di questo numero, ho selezionato il nuovo album di Nocturnal Degrade, uscito una settimana fa. Questa è la one man band di Manuel Mazzenga, a.k.a. Cold, piuttosto attivo anche nella scena war metal grazie ai suoi Blood Artillery e Intolerant.

Nocturnal Degrade è invece un progetto depressive black metal, con cui Cold ha tagliato in questi giorni il traguardo del quinto album. Il sound che ammanta tutta l’opera è ovattato, ha un sapore di stampo molto atmosferico e malinconico, che conferisce un mood fortemente depressive al disco. Ho apprezzato anche la scelta di allargare la “stanza” della batteria, che le dà un feeling di lontananza e di eco che ho trovato particolarmente azzeccato. Rispetto ad altri album DSBM, Cursed Echoes From The Past è un disco molto synth-driven, dove la batteria non accelera mai e il comparto riff è ultra minimale, allo scopo di dare maggiore spazio all’aspetto atmosferico dell’opera. Molto interessante. 


8. Asketia – “Reforged” (da What Here Remains, death metal)

Etichetta: Autoprodotto
Data di pubblicazione: 4 dicembre 2023

Dal momento che oggi è il giorno dell’indipendenza in Finlandia, mi sembrava il caso di dare un piccolo spazio anche a una band finlandese. Proprio in questi giorni è uscito il primo album degli Asketia, band death metal di Rovaniemi attiva già da un decennio: i lapponi tagliano così il traguardo dell’esordio su lunga distanza dopo alcune uscite minori, suddivise tra demo ed EP.

Quello degli Asketia è un disco death metal molto classico, semplice ma anche ben scritto. What Here Remains mette sicuramente in luce la capacità dei Nostri di scrivere riff, che è l’aspetto più centrale della loro musica: una scelta forse in controtendenza, visto che oggigiorno molte band death metal prediligono invece l’atmosfera, ma che secondo me si lega benissimo all’approccio sinceramente old school degli Asketia. Ho trovato piuttosto singolare la voce, più vicina a un cantato black metal, che a tratti mi è parsa leggermente invasiva ma che è un aspetto che comunque rende la band di Rovaniemi piuttosto riconoscibile tra tante.