Extrema Ratio #110: 15/02/24-21/02/24 | Aristocrazia Webzine

Extrema Ratio #110: 15/02/24-21/02/24

Come ogni mercoledì, arriva un nuovo appuntamento con Extrema Ratio, la rubrica di Aristocrazia Webzine dedicata alle nuove uscite (appena pubblicate o imminenti) del panorama black e death metal. Protagoniste di oggi, episodio numero 110, le seguenti otto band: Diocletian, Borknagar, Antichrist Siege Machine, Above Aurora, Pyra, Amiensus, Fange, Vorga.

G.E.F.


1. Diocletian – “Nexian March” (da Inexorable Nexus, black-death metal)

Etichetta: Nuclear War Now! Productions
Data di pubblicazione: 15 luglio 2024

Una delle band più importanti della scena war metal degli ultimi vent’anni sono certamente i Diocletian, autori di album iconici di questo stile come Doom Cult e Gesundrian. Quest’estate, dopo cinque anni di attesa dal precedente, la band neozelandese pubblicherà il suo quinto album, Inexorable Nexus.

Il disco è anticipato dai due minuti e mezzo appena di “Nexian March”, unico singolo sin qui rivelato. Lo definirei un brano tipicamente in linea con l’estetica war metal, dove composizioni black-death metal viaggiano su ritmi grindcore, grazie a una batteria tonante e in evidenza. Come tratto distintivo, i Diocletian hanno mantenuto una certa intellegibilità nel suono, il che fa sì che i riff possano essere apprezzati in pieno senza per questo compromettere l’integrità del filone. Non credo che ci sia da aspettarsi nulla di nuovo da loro, ma in un certo senso va benissimo così.


2. Borknagar – “Summits” (da Fall, progressive black metal)

Etichetta: Century Media Records
Data di pubblicazione: 23 febbraio 2024

Storica band del panorama black metal norvegese, i Borknagar sono un nome che non dovrebbe avere bisogno di presentazioni. Quest’anno cade il trentesimo anniversario della loro formazione, e quale modo migliore di festeggiarlo che la pubblicazione di un nuovo album? Fall è il nome della loro ultima fatica che uscirà ufficialmente tra pochi giorni.

Con il passare degli anni, la componente progressive del sound dei Borknagar è diventata sempre più preponderante, cercando però di non sacrificare troppo le origini black metal. Queste sono particolarmente presenti in “Summits”, il brano che apre il disco, caratterizzato da uno scream glaciale e sezioni in cantato pulito. Sono presenti altri elementi caratteristici del black metal (come i furenti blast beat), ma ci si trova di fronte a un feeling possente e trionfale grazie all’ottimo utilizzo dei synth e a una produzione cristallina. Da non sottovalutare anche gli altri due singoli finora svelati, “Nordic Anthem” e “Moon”, dove le influenze folk e progressive sono più marcate e le voci pulite hanno maggiore spazio.


3. Antichrist Siege Machine – “Sisera” (da Vengeance Of Eternal Fire, black-death metal)

Etichetta: Profound Lore Records
Data di pubblicazione: 19 aprile 2024

Tornando a parlare di war metal, tra le leve più interessanti dell’ultimo decennio figurano certamente gli Antichrist Siege Machine. Il duo, che ha raccolto ottimi consensi di critica con i primi due album, nel mese di aprile celebrerà l’uscita del suo terzo full length, Vengeance Of Eternal Fire.

L’album è anticipato da “Sisera”, singolo che non raggiunge neanche i due minuti di durata. Per essere war metal, comunque, è un brano piuttosto particolare: dritto e senza compromessi, praticamente grindcore nel suo incedere violentissimo. Non mancano però brevi rallentamenti quasi doom, inaspettati per quello che era l’evolversi del pezzo. Inoltre, la natura degli Antichrist Siege Machine è sottolineata anche da una produzione austera e potente, ma anche oscura allo stesso tempo. Insomma, pur rientrando nello stesso filone l’impressione è che gli statunitensi si stiano leggermente allontanando dai padri di questo stile come Beherit e Blasphemy, assumendo una forma sempre più personale.


4. Above Aurora – “Spark” (da Myriad Woes, black-doom metal)

Etichetta: War Anthem Records
Data di pubblicazione: 29 marzo 2024

Provenienti dalla Polonia, gli Above Aurora sono uno dei tanti gruppi black metal di livello saltati fuori da questo Paese nell’ultimo decennio. La loro combinazione di black e doom gli ha già permesso di riscuotere discreti consensi, che hanno tutta l’intenzione di confermare con il loro terzo album, Myriad Woes, in uscita a fine marzo.

Il disco è anticipato da “Spark”, singolo che racchiude un po’ tutta la filosofia sonora della band. Nell’incedere dei mid-tempo si sente una certa parentela coi più famosi Mgła, ma gli Above Aurora viaggiano su ritmi più lenti, effettivamente più black-doom. Inoltre, l’uso di accordi dissonanti — presenti ma non eccessivamente accentuati — contribuisce a offrire alle composizioni dei polacchi un aspetto ipnotico e atmosferico. La produzione è piuttosto sporca, donando così ai riff un retrogusto oscuro che risulta gradevole e azzeccato rispetto al contesto. Straconsigliati a chi già apprezza il black metal polacco.


5. Pyra – “Palingenesis” (da Those Who Dwell In Fire, black-death metal)

Etichetta: Immortal Frost Productions
Data di pubblicazione: 23 febbraio 2024

La band italiana presente nell’episodio di oggi sono i Pyra, di cui peraltro abbiamo anche parlato di recente sul sito. Dopo il buon EP di circa due anni fa, il trio torna all’attacco col suo album di debutto, intitolato Those Who Dwell In The Fire. Il disco uscirà tra pochi giorni per Immortal Frost Productions.

Con una copertina a dir poco infernale che a tratti ricorda una miniatura di Doré (e invece è opera dell’ottimo Manuel Scapinello, mastermind degli Unviâr e chitarrista dei Solfar), i Pyra preannunciano le loro nefaste intenzioni già dall’artwork. Il black-death metal degli italiani offre infatti atmosfere sulfuree, riff gelidi e growl cavernosi, una ricetta che alla lontana mi ha ricordato alcune soluzioni degli Psychotomy (l’altra band di Lory e Irene dei Pyra), sebbene questi siano più legati a un death metal di stampo oscuro e dissonante. All’interno di Those Who Dwell The Fire invece c’è spazio principalmente per fuoco, zolfo e atmosfere infernali. E scusate se è poco.


6. Amiensus – “Vermillion Fog Of War” (da Reclamation: Part 1, progressive black-death metal)

Etichetta: M-Theory Audio
Data di pubblicazione: 26 aprile 2024

Gli Amiensus sono una band statunitense con una discreta esperienza alle spalle, essendo attivi dal 2010 e con tre album e diverse uscite minori a referto. A fine aprile arriverà anche il loro quarto full length, intitolato Reclamation: Part 1.

Dopo aver iniziato sulla scia di un black metal melodico e atmosferico influenzato dagli Agalloch, gli Amiensus si sono man mano personalizzati. A oggi la band americana ha mantenuto un certo approccio melodico, aumentando però notevolmente la componente progressive attraverso un sogwriting sempre più ricco di sfumature. Inoltre, il sound si è arricchito di venature melodic death che contribuiscono a rendere i brani ancora più vari, unitamente alle sezioni in clean ravvisabili ad esempio in “Vermillion Fog Of War”. In tutto questo, però, gli Amiensus sono rimasti fondamentalmente una band estrema alla base, senza cadere nella tentazione di un sound eccessivamente moderno e laccato.


7. Fange – “Césarienne Au Noir” (da Perdition, industrial sludge-death metal)

Etichetta: Throatruiner Records
Data di pubblicazione: 23 febbraio 2024

Sono piuttosto costanti e prolifici i francesi Fange, autori di ben sette album dal 2016 a oggi: quasi uno all’anno di media. Il settimo, che si chiama Perdition, vedrà la luce proprio tra pochi giorni.

Dei Fange avevo parlato già un anno fa, quando i francesi stavano per pubblicare il loro precedente album Privation. Il nuovo Perdition sembra percorrere la stessa via, poggiando le basi su uno sludge metal dalle forti incursioni elettroniche e in particolare industrial. La componente estrema dei Fange, di stampo perlopiù death metal, è ravvisabile soprattutto nell’uso della voce e delle accordature, oltre che di certe schitarrate dal sentore death-doom. L’impressione è che i francesi stiano progredendo nel loro sound, diventando una band sempre più sperimentale e unica, con una propria visione artistica assolutamente originale e personale.


8. Vorga – “Magical Thinking” (da Beyond The Palest Star, black metal)

Etichetta: Transcending Obscurity
Data di pubblicazione: 29 marzo 2024

Chiudo la carrellata odierna con il nuovo album dei tedeschi Vorga. Beyond The Palest Star è il secondo disco della band di Karlsruhe, che arriva due anni dopo il positivo Striving Toward Oblivion.

La proposta musicale dei Vorga è da riconoscersi in un black metal moderno, freddo e ben prodotto, in cui convergono melodie e dissonanze che producono un’atmosfera straniante. L’estetica del progetto trascina l’ascoltatore in un setting spaziale, ma più vicino agli Imperialist che ai Darkspace per intenderci. Insomma: con i Vorga sembra di ascoltare puro black metal atmosferico proveniente direttamente da qualche lontanissimo sistema solare, con un sound ricco e stratificato oltre che dotato di soluzioni melodiche e soliste piuttosto interessanti.