Extrema Ratio #35: 31/08/22-06/09/22 | Aristocrazia Webzine

Extrema Ratio #35: 31/08/22-06/09/22

Trentacinquesimo episodio della nostra rubrica a cadenza settimanale Extrema Ratio, dedicata alle nuove uscite (appena pubblicate o imminenti) del panorama black e death metal underground. L’appuntamento di oggi propone un discreto ventaglio di sonorità, dal death-doom al black metal più progressivo e atmosferico, passando per proposte più grezze e old school. Questi i nomi dei protagonisti: Faceless Burial, Gudsforladt, Hussar, Vauruvã, In Grief, Circle Of Ouroborus, Vacuous, Voak.

G.E.F.


1. Faceless Burial – “A Mire Of Penitence” (da At The Foothills Of Deliration, death metal)

Etichetta: Dark Descent Records / Me Saco Un Ojo Records
Data di pubblicazione: 7 ottobre 2022

Esordisco in questo nuovo appuntamento di Extrema Ratio con un po’ di sano, vecchio, sempre gradito death metal. Aprono le danze i Faceless Burial, band australiana attiva dalla metà dello scorso decennio, che si sta facendo largo nel panorama underground. At The Foothills Of Deliration sarà il terzo album del gruppo, che vanta, tra l’altro, la partecipazione del batterista degli Internal Rot (ottima band grindcore australiana).

Che dire della musica dei Faceless Burial? “A Mire Of Penitence” è l’unico singolo rivelato finora, che porta in dote un death metal lento, a tratti dissonante e sicuramente molto oscuro. La proposta della band oceanica si districa tra tutta una serie di influenze classiche, “aggiornando” di fatto un certo sound alla Incantation e rendendolo più riff-oriented rispetto agli epigoni più cavernosi di questo filone. Il brano, che dura sei minuti e mezzo, mostra dunque una personalità non indifferente per il genere e promette benissimo in vista dell’uscita completa.


2. Gudsforladt – “Ride Forever In The Shadow Of The Mountain” (da Friendship, Love And War, black metal)

Etichetta: Not Kvlt Records / Night Of The Palemoon
Data di pubblicazione: 9 settembre 2022

Ho il privilegio di conoscere Gudsforladt sin dalla sua prima release: un EP omonimo molto grezzo uscito sotto la kvltissima Defiled Light. Da allora ne è passata di acqua sotto i ponti, e la one man band del misterioso DM ha fatto grossi passi avanti. Anzi, vado oltre e mi azzardo a dire che il nuovo album Friendship, Love And War rappresenterà il vero punto di svolta di Gudsforladt.

Parliamoci chiaro: il disco è ovviamente ispirato a un certo trend di black metal grezzo e romantico che sta prendendo piede, grazie soprattutto al successo (pur sempre underground) di Këkht Aräkh. Infatti anche titolo ed estetica del nuovo Gudsforladt ricordano molto la one man band ucraina. Nel progetto americano, però, non c’è solo fumo, ma anche tanto arrosto: i riff sono molto ben congegnati, nonché affiancati da un’atmosfera tagliente, melodica ed epicheggiante che ricorda un’altra band recente di successo come gli Stormkeep. La produzione è relativamente grezza, ma anche molto comprensibile, rendendo il prodotto piuttosto fruibile per i canoni del black metal. Davvero bello, sono sicuro che Friendship, Love And War finirà in diverse liste di fine anno.


3. Hussar – “All-Consuming Hunger” (da All-Consuming Hunger, death metal)

Etichetta: I, Voidhanger Records
Data di pubblicazione: 30 settembre 2022

Il recente annuncio della nuova batch di uscite in casa I, Voidhanger Records porta con sé diversi nomi e album intriganti. Tra questi c’è il nuovo lavoro dei canadesi Hussar, giunti al primo full length vero e proprio dopo una breve serie di release minori.

Il terzetto si presenta come fautore di un death metal con spunti doom e progressive, con una certa vena oscura sottolineata da una produzione piuttosto grezza. Ad anticipare l’uscita di All-Consuming Hunger è la title track: quasi nove minuti di follia death metal, dove i musicisti di Toronto mostrano talento, perizia e un tocco di originalità. Tra break improvvisi, riff ipnotici e vocioni cavernosi, gli Hussar sono un’alternativa interessante tra tradizione e novità, quasi un Giano Bifronte che guarda sia al passato che al futuro.


4. Vauruvã – “Um Sopro Aluvião” (da Por Nós Da Ventania, progressive black metal)

Etichetta: Autoprodotto
Data di pubblicazione: 1 settembre 2022

Dei progetti del polistrumentista brasiliano Caio Lemos ho già scritto in passato. Tra Bríi e Kaatayra, va riconosciuto come Lemos sia tra gli interpreti più interessanti di tutto il Sudamerica nell’ambito del black metal atmosferico e sperimentale. Un po’ meno conosciuto è l’altro suo progetto, Vauruvã, dove suona tutti gli strumenti ma cede il posto dietro al microfono a Bruno Augusto Ribeiro.

Già il primo disco di Vauruvã mi era piaciuto parecchio, ma questo Por Nós Da Ventania alza la posta, con un approccio ancora più poliedrico e sfaccettato. In quest’album convivono infatti black metal atmosferico, progressive rock, spunti folk brasiliani e rimandi a un certo post-hardcore. Per quanto la descrizione possa sembrare un po’ un fritto misto, in realtà la commistione di tutti questi elementi funziona molto bene. Un ottimo esempio lo porta proprio “Um Sopro Aluvião”, il brano che presento qui nel player sottostante, ma in generale tutto il disco risulta essere di alto livello.


5. In Grief – “Beyond The Dark Veil” (da An Eternity Of Misery, death-doom metal)

Etichetta: Iron Bonehead Records
Data di pubblicazione: 2 settembre 2022

Anche nella puntata di oggi Extrema Ratio ritaglia uno spazio dedicato a una band italiana. Curiosamente, come negli ultimi due precedenti casi, anche con gli In Grief siamo nel reame del death-doom metal, sebbene qui l’approccio sia ancora diverso rispetto agli (EchO) e ad Ars Onirica.

Il death-doom degli In Grief è infatti particolarmente sofferto, con un growl maestoso e un’idea di genere che più si avvicina a quella dei big del genere degli anni Novanta (primi Paradise Lost e My Dying Bride). Già dalle prime note di “Beyond The Dark Veil” si palesano le atmosfere old school dei maestri, che vengono seguite ed espanse dalla band italiana. Non mancano comunque trovate che impreziosiscono ulteriormente il valore dell’album, dagli intermezzi strumentali fino agli assoli di chitarra, molto melodici ed emotivi (nel senso migliore del termine).  


6. Circle Of Ouroborus – “Kuu Siunasi Minut” (da Autuala, experimental black metal)

Etichetta: His Wounds
Data di pubblicazione: 2 settembre 2022

Nelle nicchie più underground del panorama black metal, un nome molto rispettato è quello dei finlandesi Circle Of Ouroborus. Band estremamente prolifica, il duo finnico è già al secondo album quest’anno dopo l’uscita di Aavikon Varjo, avvenuta solo nel maggio scorso.

Con il nuovo disco Autuala, i Circle Of Ouroborus espandono ancora le loro influenze post-punk, già caratteristiche della band. Partendo da una base black metal atmosferica, con una buona dose di synth sgangherati, i finlandesi aggiungono una base portante fortemente reminiscente del post-punk e della new wave anni Ottanta. Il risultato finale è un album in cui tutte queste influenze si compenetrano, riuscendo a offrire un’esperienza che è al contempo diretta ma anche molto sperimentale. Particolarmente consigliata la traccia “Kuu Siunasi Minut”, dove le influenze post-punk sono evidenti. I Circle Of Ouroborus restano un ottimo nome da recuperare per chi non conosce la band e rappresentano alla perfezione quello che definisco “black metal with a difference”, a partire dalle loro coloratissime copertine.


7. Vacuous – “Body Of Punishment” (da Dreams Of Dysphoria, death-doom metal)

Etichetta: Me Saco Un Ojo Records / Dark Descent Records / F H E D
Data di pubblicazione: 14 ottobre 2022

Con i Vacuous si ritorna su territori più battuti e decisamente meno sperimentali. Non che sia un male, anzi: talvolta la capacità di eseguire e riproporre un qualcosa di già sentito non è da meno di chi tenta a tutti i costi di proporre delle “novità”, spesso non riuscendo nel suo intento. Digressioni personali a parte, la band inglese si prepara a debuttare col suo primo album, Dreams Of Dysphoria.

Il primo e unico estratto sinora pubblicato, “Body Of Punishment”, mette in mostra una band saldamente ancorata ai dettami del death-doom metal. Tra riff e tempi death metal “spinti” e improvvise decelerazioni, la band si fa portavoce di più anime, che collidono e si frantumano fino a crearne una nuova in modo del tutto uniforme. Sembra promettente anche il comparto lirico dei Vacuous, visto che certi titoli (“Body Of Punishment”, Dreams Of Dysphoria, “Paranoia Rites”) lasciano intendere una forte componente introspettiva e colma di dolore interiore. Da approfondire, anche per quest’ultimo aspetto.


8. Voak – “Atemz​ü​ge Der W​ö​lfe” (da Verdr​ä​ngung, black metal-crust)

Etichetta: I, Voidhanger Records
Data di pubblicazione: 30 settembre 2022

Chiudo la puntata di oggi con un’altra novità targata I, Voidhanger Records, questa volta proveniente dalla Germania e afferente a un black metal di stampo crust-punk e progressivo. Voak è un duo rabbioso e arrabbiato, che non si nasconde dietro un dito e proclama fieramente la propria fede politica antifascista.

“Atemz​ü​ge Der W​ö​lfe”, il primo estratto di Verdr​ä​ngung, è una dichiarazione d’intenti che ci introduce al mondo musicale dei Voak. Partendo da una base atmospheric black metal, i due musicisti tedeschi costruiscono suggestioni di ispirazione quasi progressive, ulteriormente impreziosite da una fortissima componente crust. Coerentemente col proprio credo, il singolo trasmette energia e ribellione, quasi a voler sottolineare anche musicalmente la presa di distanza da certo black metal di fede politica opposta. Curiosità: all’album ha partecipato (al mixing e al mastering) anche Ayloss degli Spectral Lore, uno dei punti di riferimento della scena black metal antifascista.