Extrema Ratio #93: 12/10/23-18/10/23 | Aristocrazia Webzine

Extrema Ratio #93: 12/10/23-18/10/23

Si rinnova il consueto appuntamento del mercoledì con Extrema Ratio, la rubrica settimanale targata Aristocrazia dedicata alle nuove uscite (appena pubblicate o imminenti) del panorama black e death metal. Le band protagoniste del numero novantatré sono: Faidra, Ch’ahom, Psicosfera, Left Cross, Cirkeln, Askesis, Sea Mosquito, Cemetery Urn.

G.E.F.


1. Faidra – “Parousia Delayed” (da Militant : Penitent : Triumphant, atmospheric black metal)

Etichetta: Northern Silence Productions
Data di pubblicazione: 3 novembre 2023

Non si sa nulla dell’unico membro dietro la one man band Faidra, se non che proviene dalla Svezia. Il progetto scandinavo si è fatto un nome nel vasto panorama atmospheric black metal grazie al suo disco d’esordio Six Voices Inside, pubblicato nel 2020. Adesso è in arrivo anche il secondo album, Militant : Penitent : Triumphant.

Il singolo di quest’album, “Parousia Delayed”, è introdotto da soavi note acustiche, che lasciano che l’ascoltatore entri nell’atmosfera di Faidra. Successivamente, la musica si evolve in un black metal atmosferico e melodico caratterizzato da un andamento lento e una produzione piuttosto lo-fi. L’approccio della one man band svedese rivela un certo crescendo ma anche una circolarità del riff, fondendo al contempo progressività e atmosfere ipnotiche. Sembra di sentire come se lo svedese prendesse in prestito certi concetti di Burzum, facendoli propri e svecchiandoli, inquadrandoli in un sound più moderno, per quanto fedele ad alcuni canoni degli anni Novanta. Interessante.


2. Ch’ahom – “Chavín De Huántar” (da Knots Of Abhorrence, black-death metal)

Etichetta: Sentient Ruin Laboratories
Data di pubblicazione: 3 novembre 2023

Band molto particolare i tedeschi Ch’ahom, di cui peraltro avevo già parlato di recente. La band di Essen ha realizzato una serie di uscite minori caratterizzate da un war metal ispirato a tematiche preispaniche, salvo poi cambiare un po’ direzione nell’ultimo EP. Con queste premesse, i tedeschi sono in procinto di pubblicare il loro primo full length, Knots Of Abhorrence.

Dicevo che le cose sono cambiate ultimamente perché i Ch’ahom hanno inserito nel loro sound elementi progressive, quasi psych, influenzati da band come Timeghoul, Nocturnus, Blood Incantation. Eppure, gli elementi più smaccatamente war metal presenti nelle uscite precedenti non sono diminuiti: sussiste così una commistione di queste due anime, destinate a compenetrarsi a vicenda e a offrire un approccio più ricco. La stessa copertina suggerisce un’influenza più progressive rispetto al passato, ma l’occhio non deve ingannare: i fan del black-death più bestiale alla Beherit e Blasphemy troveranno comunque pane per i loro denti, solo con qualche tecnicismo in più.


3. Psicosfera – “Rising River Of Frustration” (da Summa Negativa, progressive black metal)

Etichetta: Lavadome Productions
Data di pubblicazione: 27 ottobre 2023

Largo a un’altra band piuttosto inusuale: gli argentini Psicosfera. Il gruppo sudamericano si era infatti fatto portatore precedentemente di un black metal a tinte progressive, sperimentali e atmosferiche, caratterizzato dall’essere totalmente strumentale. Un dettaglio, questo, cui si è deciso di rinunciare in questo nuovo album, Summa Negativa, che presenta una lineup fortemente rinnovata.

Oltre alla formazione, sono cambiate anche alcune linee stilistiche della band di Morón. La vena degli Psicosfera è sempre adiacente al black metal dissonante, ma con un approccio che comprende un maggiore uso delle consonanze, anche grazie ad assoli melodici ed emozionali. In tutto ciò, l’influenza dei seminali Deathspell Omega è sempre presente, pur con dei momenti che avvicinano la band argentina anche al death metal. L’aggiunta della voce, la vera novità della band, aggiunge degli strati interpretativi precedentemente assenti, anche grazie a una prova piuttosto interessante e particolare. Nel complesso mi sento di premiare questa piccola svolta degli Psicosfera, anche se pure il precedente Beta era già molto piacevole.


4. Left Cross – “The Blood Of Mars” (da Upon Desecrated Altars, death metal)

Etichetta: Profound Lore Records
Data di pubblicazione: 10 novembre 2023

Torno ora sul death metal con i Left Cross, formazione statunitense che vede al suo interno anche il batterista degli Antichrist Siege Machine e l’attuale vocalist degli Artificial Brain. Niente male per questi ragazzi, che a distanza di ben sei anni dal primo album si sono decisi a pubblicare il loro secondo full length, Upon Desecrated Altars.

Non è un caso che io abbia citato gli Antichrist Siege Machine, perché il death metal dei Left Cross è decisamente adiacente al cosiddetto war metal, filone di riferimento degli A.S.M.. In questo caso, però, c’è una maggiore attenzione alla qualità del riff che ci avvicina a quel death metal particolarmente furioso tipico di band come Angelcorpse e Concrete Winds, piuttosto che al war metal in senso stretto. “The Blood Of Mars”, singolo ascoltabile nel player qui sotto, ne è un ottimo esempio, mentre l’altro singolo “Unbinding The Covenant” è leggermente più oscuro e atmosferico, pur mantenendo inalterato l’approccio violento e furioso.


5. Cirkeln – “Garden Of Thorns” (da The Primitive Covenant, epic black metal)

Etichetta: True Cult Records
Data di pubblicazione: 3 novembre 2023

Torna su queste pagine anche Cirkeln, un’altra one man band svedese già incontrata su Extrema Ratio al tempo del precedente album, A Song To Sorrow. Un anno dopo, è già giunta l’ora di un nuovo disco per il progetto nordeuropeo, intitolato The Primitive Covenant.

Il polistrumentista Våndarr cambia un po’ le carte in tavola qui rispetto all’album precedente, mostrandosi più interessato alla poetica del riff che all’epicità di quei synth alla Summoning che avevano caratterizzato A Song To Sorrow. Con questo disco, Cirkeln cerca strutture più melodiche e a tratti heavy metal, pur restando innegabilmente black metal alla base. Viene recuperata almeno in parte quella tradizione melodica del black metal svedese anni Novanta, ma con un twist epicheggiante e una batteria che predilige i mid-tempo ai blast beat. Un’evoluzione interessante questa del progetto scandinavo, che comunque non dovrebbe deludere chi aveva apprezzato il disco precedente, pur presentando delle differenze.


6. Askesis – “Dawn Of Current Inferno”, (da Beyond The Fate Of Death, blackened death metal)

Etichetta: Time To Kill Records
Data di pubblicazione: 20 ottobre 2023

Parlando ora della quota italiana dell’episodio odierno, gli Askesis sono una band di cui da tempo attendevo l’esordio su lunga distanza. Formatisi dieci anni fa, i veneziani promettevano già bene con l’EP del 2016, The Path To Absence. Starà al debut album in uscita, Beyond The Fate Of Death, confermare le buone impressioni.

Fondamentalmente, gli Askesis sono cambiati poco, pur evolvendosi nel songwriting e limando i dettagli. La base della band veneta resta un death metal “annerito” da elementi blackened, che rendono la musica più stratificata e ricca. A tratti negli Askesis ho sentito molto gli Immolation, soprattutto nel modo di introdurre le parti più melodiche e nei rallentamenti di alcuni punti salienti. Beyond The Fate Of Death non è un disco che dice troppe cose nuove, ma fa il suo in maniera egregia dosando brutalità e melodia, oltre a proporsi come una delle uscite potenzialmente più interessanti nel panorama death metal italiano di quest’anno.


7. Sea Mosquito – “Those Vanished Things” (da Igitur, experimental black metal)

Etichetta: Onism Productions
Data di pubblicazione: 3 novembre 2023

Anche i Sea Mosquito non sono nuovi su Aristocrazia, visto che a suo tempo Giup parlò molto bene del loro precedente EP Fire, Magic & Venom. Questa volta la band britannica è alle prese con un vero e proprio album, intitolato Igitur, che uscirà a inizio novembre.

Con i suoi cinque minuti di durata, “Those Vanished Things”, nonostante il titolo, è il singolo più concreto dei tre finora rivelati dalla band inglese. Brano senza dubbio particolare, visto che il suo principio è introdotto da un sample e ha una matrice industrial, comunque già presente nel sound dei Sea Mosquito anche nelle precedenti uscite. Quelle vibe alla Oranssi Pazuzu presenti su Fire, Magic & Venom non sono scomparse, ma sembrano più che altro trasformarsi in qualcosa di diverso, più caldo, grazie anche a dei beat elettronici che rendono la proposta dei londinesi più dettagliata e ancora più sperimentale. Quest’anima industrial è un po’ l’elemento portante dell’album, su cui sono adagiate atmosfere black metal che però hanno quasi più un ruolo di contorno. Non un ascolto semplicissimo, ma può dare belle soddisfazioni.


8. Cemetery Urn – “Damnation Is In The Blood” (da Suffer The Fallen, death metal)

Etichetta: Hell’s Headbangers Records
Data di pubblicazione: 27 ottobre 2023

La scorsa puntata si era chiusa con una band death metal australiana, i The Plague, e ora farò lo stesso. In arrivo c’è infatti un nuovo album dei Cemetery Urn, band di Melbourne piuttosto nota per la scena, anche per la presenza dietro il microfono di Damon Bloodstorm, vocalist dei Bestial Warlust. Suffer The Fallen è il quinto album dei Cemetery Urn, in uscita la prossima settimana.

L’approccio degli australiani è forse il più tradizionale dell’episodio di oggi. I Cemetery Urn suonano un death metal grezzo, sincero, diretto, oscuro, tremendamente old school, riprendendo quel filone stranoto che parte dagli Incantation e arriva a Disma e Funebrarum. Insomma, death metal sì atmosferico per così dire, ma dove s’intendono atmosfere nerissime e opprimenti, in cui non si disdegnano rallentamenti mefitici che sfiorano tempi death-doom. Non è un disco che inventa nulla di nuovo, ma i Cemetery Urn sanno sicuramente il fatto loro e ancora una volta sfornano un album in grado di rivaleggiare con nomi più noti per qualità della proposta.