Extrema Ratio #125: 30/05/24-05/06/24 | Aristocrazia Webzine

Extrema Ratio #125: 30/05/24-05/06/24

Si rinnova come ogni mercoledì l’appuntamento settimanale con Extrema Ratio, la rubrica di Aristocrazia Webzine dedicata alle nuove uscite (appena pubblicate o imminenti) del panorama black e death metal. Protagoniste di oggi, episodio numero 125, le seguenti otto band: Fellwarden, Hyperdontia, Sarke, Umbra Vitae, Krater, Black Hole Deity, Tlön, Guderrha.


1. Fellwarden – “Renewed Hope” (da Legend: Forged In Defiance, atmospheric black metal)

Etichetta: Eisenwald
Data di pubblicazione: 14 giugno 2024

Attiva da circa un decennio, la one man band inglese Fellwarden apre l’episodio di oggi. Il progetto è nato dalla mente di Frank Allain, noto per essere co-fondatore e chitarrista-cantante dei Fen. Legend: Forged In Defiance è il titolo del terzo album di Fellwarden, che vedrà la luce il 14 giugno.

Legend: Forged In Defiance cerca di spingere l’atmospheric black metal del progetto su un lato più epico e trionfale. Rispetto alle atmosfere sognanti e di ispirazione dichiaratamente post- dei suoi Fen, qui il musicista opta per un approccio più onirico, mantenendo però quel dualismo tra blast beat e chitarre luminose, che conferiscono al lavoro un candore particolare. Altre trovate come cori puliti e sezioni acustiche mettono in evidenza la vera essenza di Fellwarden, che opta dunque una sintesi tra luce e oscurità, ridisegnando il black metal e portandolo su livelli quasi opposti rispetto a quella che è la natura del genere. Si tratta di un modo differente di raccontare l’atmospheric black metal, con una personalità tale che già da sola vale il prezzo dell’album.


2. Hyperdontia – “Death’s Embrace” (da Harvest Of Malevolence, death metal)

Etichetta: Dark Descent Records / Me Saco Un Ojo Records
Data di pubblicazione: 21 giugno 2024

Tra le band death metal degli ultimi anni, nel circuito underground gli Hyperdontia hanno ormai guadagnato una comprovata solidità. La band turco-danese, insieme a una miriade di uscite minori, è giunta al traguardo del suo terzo album, Harvest Of Malevolence, che uscirà il 21 giugno.

Il disco è anticipato dal singolo “Death’s Embrace”, che sinceramente non regala affatto sorprese in relazione al consueto sound degli Hyperdontia. Il death metal vecchia scuola del combo turco-danese si rivela come al solito ben scritto e con un notevole tiro, grazie anche a una solidissima sezione ritmica e piacevoli break. La produzione, gradevolmente oscura senza per questo diventare abissale, fa il resto, permettendo all’ascoltatore di calarsi alla perfezione nelle atmosfere delineate da Harvest Of Malevolence. Diciamoci la verità, gli Hyperdontia non sembrano voler uscire troppo dalla sua comfort zone: al tempo stesso, è difficile lamentarsi perché sanno il fatto loro e in ogni caso te li ascolterai con piacere, un po’ come fosse la solita, buonissima, torta di mele della nonna.


3. Sarke – “Phantom Recluse” (da Endo Feight, black-thrash metal)

Etichetta: Soulseller Records
Data di pubblicazione: 21 giugno 2024

Tra le band norvegesi eredi dei mitici anni Novanta si possono annoverare i Sarke, noti tra l’altro per avere alla voce Nocturno Culto, leggendario membro dei Darkthrone. Affermatisi nel tempo grazie a una buona prolificità, stanno per pubblicare il loro ottavo album in sedici anni di attività, intitolato Endo Feight.

Anticipato dal singolo “Phantom Recluse”, il disco si preannuncia come libero da convenzioni e preconcetti legati ai generi, cercando invece di regalare al pubblico semplicemente della musica sincera e trascinante. Una mentalità un po’ alla Darkthrone se vogliamo, e non è un caso appunto la presenza di Nocturno Culto, la cui vocalità assume qui un approccio teatrale e narrativo che ricorda non poco il mitico Tom G. Warrior di Celtic Frost e Tryptikon. Pur presentandosi come black-thrash, i Sarke in realtà in questo caso non ricordano affatto altre band norvegesi di questo sottogenere come gli Aura Noir. Piuttosto, pur contenendo chiari rimandi al metal estremo nella scelta dei suoni, “Phantom Recluse” è un brano mid-tempo che recupera reminiscenze heavy metal, giocando con i synth e creando qualcosa di old school e personale. Un po’ come fanno appunto i Darkthrone ultimamente, se vogliamo.


4. Umbra Vitae – “Belief Is Obsolete” (da Light Of Death, death metal-hardcore)

Etichetta: Deathwish Inc.
Data di pubblicazione: 7 giugno 2024

Parlando di band estreme con membri famosi, sta per uscire anche il secondo album degli Umbra Vitae, noti per ospitare alla voce Jacob Bannon dei Converge. La seconda fatica dei deathster americani si intitola Light Of Death, e uscirà sul mercato venerdì prossimo.

Il death metal degli Umbra Vitae pone l’accento sul groove e su sezioni aggressive e veloci, con mefitici rallentamenti dal sapore quasi brutale. Inoltre, sarà perché ho nominato Jacob Bannon e i Converge, ma Light Of Death presenta anche forti elementi di natura hardcore o comunque di origine punk, rinvenibili sia nell’approccio vocale che in alcuni segmenti di batteria. Così facendo, il death metal degli statunitensi assume un’andatura spinta e a tratti persino easy listening che conferisce agli Umbra Vitae una dimensione sufficientemente personale. Io sinceramente non sono un grande fan dei connubi tra death metal e punk o hardcore, ma mi sembra che in questo caso la ricetta funzioni sufficientemente bene da permettere un buon riscontro generale.


5. Krater – “Phrenesis” (da Phrenesis, black metal)

Etichetta: Eisenwald
Data di pubblicazione: 31 maggio 2024

Tornando ora su lidi più underground, i tedeschi Krater sono attivi da circa un ventennio. Il loro nuovo album Phrenesis, pubblicato qualche giorno fa, rappresenta il quinto full length, a ben cinque anni dal precedente Venerare.

Pur mantenendosi abbastanza legati ai consueti canoni stilistici del black metal, i Krater conservano le loro peculiarità, e così pure fa il loro nuovo disco. Sulla scia di altre band tedesche (ho pensato ai mai troppo celebrati Klabautamann), si dedicano all’esplorazione degli angoli più oscuri della mente umana, prediligendo dunque una narrazione introspettiva. Questa è ben esemplificata dalla musica che — pur restando di matrice black metal — non disdegna l’inclusione di sezioni acustiche, mid-tempo dal sapore groovy, rallentamenti atmosferici e assoli melodici, che fanno da contraltare ai riff taglienti e aggressivi scritti dalla band. Phrenesis si rivela dunque un buon album, realizzato da uno dei tanti esponenti di una scena forse un po’ sottovalutata come quella tedesca.


6. Black Hole Deity – “Crucible Knight” (da Profane Geometry, death metal)

Etichetta: Everlasting Spew Records
Data di pubblicazione: 5 luglio 2024

Sono invece all’esordio su lunga distanza gli statunitensi Black Hole Deity, band death metal che già dal precedente EP collabora con una etichetta italiana, la bresciana Everlasting Spew Records. Uscirà tra un mese il loro primo album, intitolato Profane Geometry.

Introdotto dai due singoli “Crucible Knight” e “Blast Pit”, il disco d’esordio dei Black Hole Deity dichiara la sua matrice inequivocabilmente death metal, arricchita da riff espressivi e velocissimi. Ho particolarmente apprezzato, inoltre, lo spazio creativo occupato dal basso, ben valorizzato tanto nelle sezioni più tirate che in quelle più atmosferiche, risultando presente ma non ingombrante. I Black Hole Deity dimostrano così di scrivere brani piuttosto condensati (entrambi i singoli sono al di sotto dei quattro minuti di durata), ma talmente ricchi di contenuti e vari nelle loro sezioni che raccontano più di quanto il minutaggio possa concedere. Quello degli statunitensi si rivela dunque un modo molto interessante di interpretare, rileggere e personalizzare il death metal.


7. Tlön – “Shattered Mirrors” (da Through Nebulous Scars, avantgarde black metal)

Etichetta: Autoprodotto
Data di pubblicazione: 24 maggio 2024

Chiudo l’episodio #125 con due band autoprodotte. Parto dagli scozzesi Tlön che, come si evince dal nome, sono ispirati dalle opere dello scrittore argentino Jorge Luis Borges, tematica che aveva già affascinato band ancora più underground come Illuminated Manuscripts e Reflet Crépusculaire. Through Nebulous Scars è il loro primo EP, uscito a fine maggio.

Rispetto alle due band citate, la direzione musicale dei Tlön è però abbastanza diversa. Invece di dedicarsi a un raw black metal astratto e oscurissimo, il misterioso quintetto scozzese decide di declinare il surrealismo borgesiano secondo un black metal avanguardistico e dissonante, pur mantenendo quell’aura impenetrabile che ben si confà a un progetto del genere. Una produzione ovattata e cruda avvolge le composizioni dei Tlön, in cui si susseguono riff angolari ed espressivi, contornati da furenti blast beat e sezioni più distese e atmosferiche. Per certi versi, l’approccio degli scozzesi mi ha ricordato quello dei Thantifaxath, cui possono essere accostati per la capacità di far convivere dissonanze e consonanze in un contesto oscuro e surreale.


8. Guderrha – “Entangled In Hate” (da Demo 2024, death metal)

Etichetta: Autoprodotto
Data di pubblicazione: 26 maggio 2024

A chiudere definitivamente questa puntata non può mancare il consueto spazio dedicato all’Italia. Oggi lo occupano i Guderrha, band che debutta con una demo di due tracce ma che davvero esordiente non è, potendo contare su membri di formazioni underground catanzaresi e cosentine di ottimo livello; cito in particolare gli storici Glacial Fear e i Necrospell, entrambi già attivi negli anni Novanta.

Con un background di questo tipo, viene naturale pensare ai Guderrha come a un’entità fortemente radicata nel metal estremo di matrice old school, o comunque influenzato dall’esperienza degli anni Novanta. Effettivamente, questa breve demo conferma in pieno queste prime impressioni: Demo 2024 è composto da due tracce che pescano dal death metal svedese, con ispirazioni evidentemente classiche ma rinfrescato al tempo stesso da una produzione più moderna. Il risultato ottenuto è un paio di brani che si alternano tra momenti violenti e altri più groovy, dando così prova di idee chiare e buona attitudine. Un breve ma positivo debutto per i calabresi dunque, che sicuramente sapranno far parlare di sé anche in futuro.