Extrema Ratio #48: 01/12/22-07/12/22 | Aristocrazia Webzine

Extrema Ratio #48: 01/12/22-07/12/22

Quarantottesimo episodio della nostra rubrica a cadenza settimanale Extrema Ratio, dedicata alle nuove uscite (appena pubblicate o imminenti) del panorama black e death metal underground. Anche in quest’occasione esploreremo il sottobosco estremo mondiale, tra suoni tradizionali e sperimentali, tra nomi storici e novità. Ecco i protagonisti di oggi: Grá, Obituary, Maladie, Qrixkuor, Pogavranjen, Hypomanic Daydream, Medenera, Ziegenhorn.

G.E.F.


1. Grá – “Flame Of Hephaestus” (da Lycaon, black metal)

Etichetta: Avantgarde Music
Data di pubblicazione: 13 gennaio 2023

Nome di punta della scena black metal svedese contemporanea, i Grá taglieranno il traguardo del quarto album nell’anno nuovo. La band scandinava pubblicherà infatti a gennaio Lycaon, successore di quell’ottimo Väsen (2018) che però risale ormai a quasi cinque anni fa.

Tralasciando il fatto che non ho capito la copertina (francamente non bellissima), il singolo “Flame Of Hephaestus” è bello incazzato e sanguigno. Uno screaming gelido fa da sfondo a riff a mitraglia e blast beat, pronti poi a sfumare in sezioni più cadenzate, con una produzione pulita ma che non sacrifica affatto la cattiveria primigenia del genere. I Grá restano fedeli a se stessi e danno una bella dimostrazione di come si possa suonare black metal in modo coerente e sentito anche nel 2023: un’ottima notizia anche per i seguaci della fiamma nera di vecchia data.


2. Obituary – “The Wrong Time” (da Dying Of Everything, death metal)

Etichetta: Relapse Records
Data di pubblicazione: 13 gennaio 2023

Gli Obituary sono culto, punto. Non servono davvero preamboli per introdurre una delle band death metal più seminali e importanti della storia del genere. Autori di capolavori come Slowly We Rot e Cause Of Death, i floridiani pubblicheranno a gennaio il nuovo Dying Of Everything, il loro undicesimo disco, introdotto da una evocativa copertina firmata da Mariusz Lewandowski, scomparso lo scorso anno.

Il singolo proposto è “The Wrong Time”, foriero di un death metal fondamentalmente midtempo e che si lascia ascoltare con piacere. Non aspettiamoci velocità incredibili su questo singolo, anche se la title track (altro brano finora rivelato) spinge decisamente più sull’acceleratore. Apprezzabili comunque le composizioni, sempre fedeli al genere e all’identità degli Obituary, ma al tempo stesso ben congegnate e godibili.


3. Maladie – “Dying Immortality” (da Wound Of Gods, avantgarde black metal)

Etichetta: Apostasy Records
Data di pubblicazione: 9 dicembre 2022

I Maladie sono una delle tante creature di quel genio multiforme che è il polistrumentista belga (di origini italiane) Déhà, sebbene questa sia una vera e propria band. Attivi da poco più di un decennio, questo venerdì i Nostri pubblicheranno il loro sesto album, intitolato Wound Of Gods.

Sebbene i Maladie operino nell’alveo del black metal sperimentale e progressivo, il singolo “Dying Immortality” è relativamente semplice e soprattutto molto diretto. Il gruppo si diverte, dando sfogo al suo lato più melodico e a piacevoli momenti tendenti al jazz. Più complesso e stratificato è invece l’altro singolo finora pubblicato, “Dreams Die”, che per giunta contiene anche diverse sezioni ricche di voci pulite. Insomma, siamo lontani dal black metal più tradizionale, ma è sicuramente il pane quotidiano per chi ama le sonorità più sperimentali.


4. Qrixkuor – “Zoetrope (Psychospiritual Sparagmos)” (da Zoetrope, blackened death metal)

Etichetta: Invictus Productions / Dark Descent Records
Data di pubblicazione: 2 dicembre 2022

Dopo l’exploit dello scorso anno con l’ottimo album di esordio Poison Palinopsia, i Qrixkuor tornano a titillare i nostri padiglioni auricolari con il nuovo EP Zoetrope. Gli inglesi, che da circa un decennio si adoperano per portare il blackened death metal a nuovi livelli di oscurità, proseguono sulla stessa scia del disco precedente.

Il legame con Poison Palinopsia è dovuto infatti alla grande dilatazione dei brani: se lo scorso album era formato da due tracce di oltre venti minuti, in questo EP abbiamo un unico episodio da ventiquattro minuti. Zoetrope, però, porta il discorso su livelli ancora più oscuri e orrorifici. L’EP risulta infatti super atmosferico e trionfale, introdotto da synth mefitici e grandiosi, con un sound pieno e apocalittico. Durante l’ascolto personalmente ricevo un feeling simile ai progetti principali di Naas Alcameth (Nightbringer e Akhlys), ma con un accento maggiore sugli elementi death metal. Definirlo EP, comunque, suona un po’ troppo riduttivo: è una vera e propria suite in salsa blackened death che troverà sicuramente spazio in parecchie liste dei dischi migliori di questo 2022.


5. Pogavranjen – “Vlastitom Voljom” (da Zvjerski Pokreti, avant-garde black metal)

Etichetta: Autoprodotto
Data di pubblicazione: 1 dicembre 2022

Non ci sono tantissime band croate estreme in circolazione, ma se dovessi scegliere la mia preferita opterei probabilmente per i Pogavranjen. Ben sei anni dopo l’ultimo album, i Nostri hanno infatti pubblicato il nuovo EP Zvjerski Pokreti, tornando così a far puntare i riflettori su di sé.

Musicalmente parlando, conosco bene i Pogavranjen perché sono un grande fan del loro Sebi Jesi Meni Nisi in particolare, per cui la qualità del nuovo EP non mi sorprende affatto. I croati, comunque, riprendono da vicino certe avanguardie black-prog norvegesi degli anni Novanta, su tutti i Ved Buens Ende (e, per estensione, i successivi Virus) e i Fleurety di Min Tid Skal Komme. Quel che fanno i Pogavranjen però non è mero esercizio di imitazione, ma una ripresa originale di quel tipo di sound. Zvjerski Pokreti è promossissimo per quanto mi riguarda, e spero possa essere un’anticipazione di un nuovo album, visto che l’ultimo Jedva Čekam Da Nikad Ne Umrem è praticamente di sette anni fa.


6. Hypomanic Daydream – “Memories Of Her Hand” (da Hypomanic Skin, avantgarde death metal)

Etichetta: Xenoglossy Productions / Euphoriadic Records
Data di pubblicazione: 16 dicembre 2022

In uscita a breve c’è uno split tra due curiosissimi, quanto estremi, progetti solisti statunitensi. Hypomanic Skin è infatti il risultato dell’incontro di Hypomanic Daydream e Homeskin, e qui cercherò di dare particolare enfasi al primo.

Hypomanic Daydream è il nuovo progetto di Manic Dream Girl (anche nei Mesa) ed è qualcosa di davvero singolare. Ecco, immagina un death metal aggressivo e dissonante, pieno di synth storti e bizzarri ma dal sapore prog, amalgama il tutto e il risultato è qualcosa di straniante e disorientante, ma decisamente interessante e diverso dal solito. Raramente ho sentito cose simili. Comunque non va sottovalutato neanche il lato di Homeskin, uno dei tanti progetti di Garry Brents (anche in Cara Neir e Gonemage), dove il musicista texano si esibisce in un assalto blackened grindcore sperimentalissimo e spietato al tempo stesso.


7. Medenera – “Nati Per Combattere” (da L’Età Degli Eroi, atmospheric black metal)

Etichetta: GS Productions
Data di pubblicazione: 25 dicembre 2022

Venendo alla consueta quota italiana di Extrema Ratio, oggi tocca al progetto Medenera prendersi questo spazio. Fautrice di un black metal atmosferico ed epico, la one man band pubblicherà a breve il suo quinto album L’Età Degli Eroi.

Atmosfera, appunto, è una parola chiave delle composizioni che sembrano trovare nei Summoning un importante punto di riferimento. Rispetto alla band austriaca, tuttavia, in Medenera c’è una componente folk-pagan leggermente marcata, che permette al progetto italiano di distinguersi a sufficienza. Tutto ciò non mette comunque in secondo piano l’atmosfera epica e cinematica dell’album, ben esemplificata dai due singoli finora rivelati, “I Grandi Eroi” e “Nati Per Combattere”.


8. Ziegenhorn – “Blood&Chaos” (da Blut&Kaos, black-death metal)

Etichetta: Warhorn Records
Data di pubblicazione: 12 dicembre 2022

C’è aria di debutto per gli estoni Ziegenhorn, che dopo una demo di tre anni fa stanno per pubblicare il loro primo disco Blut&Kaos. La copertina in bianco e nero e le scritte rosse non mentono: siamo nel reame del war metal, filone estremo molto particolare per il quale rimando allo speciale in tre parti che scrissi qualche tempo fa per chi volesse approfondire.

Il singolo disponibile per l’ascolto è praticamente una title track, visto che “Blood&Chaos” è semplicemente la traduzione inglese del titolo dell’album. Il brano ricalca da vicino gli stilemi del cosiddetto war metal: voce urlante, accordature ribassate tipiche del death, riff tendenti più al black metal. Nel complesso il brano risulta leggermente meno furioso e bestiale rispetto ad altri nomi del genere (penso a Revenge o Antichrist Siege Machine), preferendo invece un approccio leggermente più vicino a quello degli Archgoat, tanto per fare un nome.