Extrema Ratio #124: 23/05/24-29/05/24 | Aristocrazia Webzine

Extrema Ratio #124: 23/05/24-29/05/24

Si rinnova come ogni mercoledì l’appuntamento settimanale con Extrema Ratio, la rubrica di Aristocrazia Webzine dedicata alle nuove uscite (appena pubblicate o imminenti) del panorama black e death metal. Protagoniste di oggi, episodio numero 124, le seguenti otto band: Hail Spirit Noir, Oxygen Destroyer, Sear Bliss, Mortuary Ghoul, Incipient Chaos, Reversed, Alburnum, Degenerated.


1. Hail Spirit Noir – “The Temple Of Curved Space” (da Fossil Gardens, progressive black metal)

Etichetta: Agonia Records
Data di pubblicazione: 28 giugno 2024

Formatisi in Grecia nel 2010 in seguito all’esperienza negli ottimi Transcending Bizarre?, gli Hail Spirit Noir si sono presto imposti come una delle band progressive black metal più interessanti dello scorso decennio. Oggi la band ellenica è in procinto di pubblicare Fossil Gardens.

Il sesto album del gruppo sembra marcare un parziale ritorno a sonorità più estreme, dopo il buon Eden In Reverse che aveva segnato un avvicinamento al progressive rock tout court, mentre il successivo Mannequins si era rivelato un — secondo me — poco riuscito tentativo di scrivere un album synthwave. Il singolo che anticipa Fossil Gardens invece torna al precedente mix di progressive psichedelico anni ’70 e black metal, con voci pulite e scream che alternano momenti acidi e prog ad accelerate estreme, che assumono connotati teatrali e avanguardistici. Questa proposta, che si riavvicina allo splendido Mayhem In Blue ormai risalente al 2016, chiama in causa quelle band nordeuropee in grado di dare al black metal una veste psichedelica e allucinata, come Oranssi Pazuzu e, più di recente, i Dødheimsgard nel loro ultimo album. Forse è presto per giudicare il disco intero, ma “The Temple Of Curved Space” è un antipasto che promette decisamente bene.


2. Oxygen Destroyer – “Shadow Of Evil” (da Guardian Of The Universe, black-death-thrash metal)

Etichetta: Redefining Darkness Records
Data di pubblicazione: 9 agosto 2024

Una band estrema a tema Godzilla? Ebbene sì, esiste, e chi non conosce gli Oxygen Destroyer deve assolutamente rimediare, se non altro per questo motivo. Gli statunitensi sono attivi esattamente da un decennio, e, tra un’uscita minore e l’altra, stanno per tagliare il traguardo del loro terzo album. In estate uscirà Guardian Of The Universe.

La proposta degli Oxygen Destroyer non ridisegna certo i canoni del metal estremo, però ha sicuramente il merito di offrire della musica aggressiva che esprime benissimo il tema che racconta. Il principale genere di riferimento in realtà è il thrash metal, rinvigorito ed estremizzato da evidenti influenze black e death metal (tanto nella voce quanto nel comparto chitarristico) che rendono la prova ancora più distruttiva. Ricapitolando: un tema fresco e interessante, un’estetica accattivante e delineata, una musica di mestiere ma ben eseguita e perfettamente legata all’immaginario sono le armi degli Oxygen Destroyer, che confermano di essere in un buon momento di forma e di meritare gli elogi che ricevono, soprattutto negli USA dove mi risulta che siano parecchio apprezzati a livello underground.


3. Sear Bliss – “The Upper World” (da Heavenly Down, atmospheric black metal)

Etichetta: Hammerheart Records
Data di pubblicazione: 28 giugno 2024

Passo ora a un nome storico della scena black metal underground come gli ungheresi Sear Bliss, in giro ormai da circa trent’anni. I magiari, forse tra i primi a sdoganare il black metal atmosferico, pubblicheranno il loro nono album Heavenly Down tra circa un mese, a fine giugno.

Essendo una band nata nel ’93, il contesto storico di formazione fa in modo che la loro interpretazione di black metal atmosferico, pur evolvendosi nel tempo, sia piuttosto diversa rispetto a gruppi più moderni che seguono lo stesso filone sonoro. A differenza dei lunghi riff con accordi maggiori e lead edificanti che oggi spesso si vedono, i Sear Bliss sono maggiormente ancorati a soluzioni più strettamente black metal. Melodici e atmosferici ma senza mai sfociare nello smielato, gli ungheresi aggiungono alla loro proposta dei synth che mi hanno ricordato vagamente i Summoning, unitamente a un basso udibile che dà un bel gusto al comparto ritmico. Sinceramente, trovo questa interpretazione molto più funzionale e incisiva rispetto a tante band che girano al giorno d’oggi, cosa che rende i Sear Bliss ancora attuali e in grado di sfornare ottimi lavori.


4. Mortuary Ghoul – “Stab” (da Norman, death metal)

Etichetta: Dismal Fate Records
Data di pubblicazione: 10 luglio 2024

La one man band statunitense Mortuary Ghoul è un tipico progetto death metal che prende spunto da film horror, true crime e serial killer. Già un anno fa, il debutto Friends With The Dead dimostrò ottime potenzialità, e ora tocca al secondo album, intitolato Norman.

La sottile linea — nerissima — che conduce Mortuary Ghoul a tributare il leggendario film di Alfred Hitchcock Psycho (1960) è ben chiara. Il film, così come l’album, tratta della storia di Norman Bates, personaggio chiaramente ispirato allo spietato serial killer Ed Gein, il quale a sua volta era stato l’elemento ispiratore di Friends With The Dead. Per proseguire questo filo conduttore, la one man band esprime un death metal ribassatissimo e brutale, quasi abissale, ripercorrendo le gesta di Bates e offrendo una vera e propria colonna sonora in versione metal estremo all’opera. Non deve stupire quindi che Mortuary Ghoul abbia attirato l’attenzione dell’ottimo Hannes (Tenebro, Sepolcro) e della sua Dismal Fate Records: decisamente l’etichetta perfetta per pubblicare un simile disco.


5. Incipient Chaos – “Ominous Acid” (da Incipient Chaos, black metal)

Etichetta: I, Voidhanger Records
Data di pubblicazione: 7 giugno 2024

Per un motivo o per l’altro, tutte le uscite della prossima batch di I, Voidhanger Records che uscirà il 7 giugno mi sembrano molto interessanti. Così, dopo aver parlato nelle scorse settimane di Inconcessus Lux Lucis e Thanatotherion, mi sembra giusto introdurre il primo album degli Incipient Chaos, intitolato molto semplicemente Incipient Chaos.

Anticipato da un paio di singoli, il black metal di questi francesi si dimostra caldo e carnale, mettendo in luce una certa vitalità e buone doti a livello di songwriting. La struttura dei brani è infatti piuttosto libera, con poche ripetizioni e un’alternanza tra violente sfuriate e lente sezioni atmosferiche, la cui commistione sembra ben legarsi con il tema alchemico della band e l’unione degli elementi. Incipient Chaos dunque è un lavoro di una certa inventiva, in grado di spaziare tra diverse interpretazioni del black metal mantenendo però, al tempo stesso, una coerenza di fondo che permette agli Incipient Chaos di risultare organici ma personali, tradizionali ma mai banali al tempo stesso.


6. Reversed – “Final Death” (da Wildly Possessed, black-death-thrash metal)

Etichetta: Invictus Productions
Data di pubblicazione: 24 maggio 2024

Altra band giunta al suo album d’esordio, i canadesi Reversed sembrano fare sul serio, anche perché hanno una lineup abbastanza esperta nella quale spicca alla batteria Shawn Haché di Mitochondrion e Auroch. Dopo un paio di demo, la band debutta con Wildly Possessed, uscito lo scorso venerdì.

Rimanendo all’interno di questo episodio di Extrema Ratio, mi ero già riferito agli Oxygen Destroyer come black-death-thrash. Pur avendo assegnato lo stesso tris di generi ai Reversed, i canadesi sembrano enucleare queste influenze in maniera diversa. Infatti, il songwriting di Wildly Possessed è maggiormente debitore degli anni Ottanta, un’epoca in cui i confini tra i vari generi erano molto più sfumati e che spesso confluivano in un unico maelstrom sonoro. Wildly Possessed torna su quelle sensazioni, regalandoci un tuffo nel passato sotto l’occhio di una reinterpretazione che plasma questa commistione di generi in modo innovativo, pur tenendo fede a un approccio old school dal punto di vista dei suoni e della produzione. Wildly Possessed è quindi un disco divertente e che, nella sua riproposizione di vecchi canoni, lascia trasparire anche una certa originalità.


7. Alburnum – “The Withered Roots Of Reality” (da The Withered Roots Of Reality, black-folk metal)

Etichetta: Autoprodotto
Data di pubblicazione: 20 luglio 2024

Altra band in procinto di pubblicare il suo primo album sono gli Alburnum, duo olandese che suona un black-folk metal dalle tinte melodiche e atmosferiche. The Withered Roots Of Reality è il nome del loro primo album, che vedrà la luce il prossimo 20 luglio.

Il disco è anticipato dalla title track, che, con la sua produzione grezza e un basso particolarmente prominente, preannuncia una certa personalità. Pur restando ancorato a un sound anni Novanta, il duo olandese ha infatti indubbi elementi di interesse: la marcata ricerca della melodia caratterizza infatti l’intero brano, facendo da contraltare alla rozzezza black metal che sta al cuore del progetto. Tali melodie, poi, vanno a richiamare soluzioni folk anche grazie all’utilizzo di altri artifici, come i cori in sottofondo che assumono un valore crescente man mano che la traccia prosegue. All’uscita del disco mancano ancora due mesi, è vero, però questa prova degli Alburnum sembra decisamente interessante, se non altro perché recupera un approccio folk che nel black metal ultimamente si sente poco.


8. Degenerated – “Nuclear Test: Failed” (da Nuclear Test: Failed, death metal)

Etichetta: Symbol Of Domination Prod.
Data di pubblicazione: 28 maggio 2024

Chiudo la carrellata odierna con la band italiana di questa settimana, i Degenerated, in realtà un vecchio gruppo recentemente rivitalizzato come progetto solista da Buzz dei Memories Of A Lost Soul. L’album del progetto reggino si intitola Nuclear Test: Failed.

Tecnicamente, quello dei Degenerated non è esattamente un nuovo album, ma un rifacimento della loro demo del 2000. I titoli sono infatti identici, anche se sfortunatamente non sono riuscito a recuperare la demo per capire quali siano stati effettivamente i cambiamenti (che immagino comunque notevoli) adottati rispetto a quel lavoro. Comunque sia, Nuclear Test: Failed si presenta sotto forma di un death metal old school e aggressivo, dotato di passaggi atmosferici e riflessivi che ben mettono in luce un’ambientazione di carattere post-apocalittico. Buzz dei Degenerated dimostra quindi come sia possibile riportare in auge un vecchio lavoro, donandogli una forma professionale e permettendogli di sprigionare finalmente il suo potenziale, attingendo sì dal death metal ma aggiungendo uno spiccato tocco personale.