Extrema Ratio #105: 11/01/24-17/01/24 | Aristocrazia Webzine

Extrema Ratio #105: 11/01/24-17/01/24

Come ogni mercoledì, un nuovo appuntamento con Extrema Ratio è all’orizzonte. La rubrica di Aristocrazia Webzine dedicata alle nuove uscite (appena pubblicate o imminenti) del panorama black e death metal è giunta all’episodio numero 105. Sono protagoniste le seguenti otto band: Hauntologist, Hannes Grossmann, Aureole, Dissimulator, Offret, Domination Campaign, Noctisium, Gothony.

G.E.F.


1. Hauntologist – “Ozymandian” (da Hollow, post-black metal)

Etichetta: No Solace
Data di pubblicazione: 8 gennaio 2024

Gli Hauntologist sono una band nuovissima, ma è inevitabile che attraggano un certo interesse visti i membri coinvolti. Il duo infatti è formato da The Fall (mastermind del progetto Over The Voids…, ma anche turnista nei Mgła) e soprattutto Darkside, batterista degli stessi Mgła e nei Kriegsmaschine. Insomma, già ottimi ingredienti per creare aspettativa. Tra l’altro c’è stato un piccolo giallo sull’uscita dell’album, originariamente previsto per febbraio ma improvvisamente anticipato, presumibilmente perché leakato da alcune settimane presso qualche sito russo.

Visti i nomi coinvolti, non è difficile aspettarsi che gli Hauntologist facciano black metal, anche se forse non è quel tipo di black metal che ci si potrebbe immaginare dai polacchi. Sicuramente le composizioni sono permeate da una certa atmosfera à la Mgła, con quell’alternarsi di blast beat e ripartenze mid-tempo che ricordano molto la suddetta band. Al tempo stesso, però, gli Hauntologist pescano molto anche da influenze esterne, con rimandi dai sapori post-punk ed eterei (vedi “Waves Of Concrete”) che ben si confanno all’ambientazione urbana del disco, sottolineata anche dalla copertina. Per il resto, grande protagonista è il drumming di Darkside, uno dei batteristi più eclettici della scena black metal, la cui prova già da sola vale il prezzo del disco.


2. Hannes Grossmann – “Retrospective Monolog” (da Echoes Of Eternity, progressive death metal)

Etichetta: Autoprodotto
Data di pubblicazione: 9 febbraio 2024

Alzi la mano chi si sente orfano dei Necrophagist. No, la leggendaria band tedesca dal death metal tecnicissimo e progressivo non sta ritornando. In compenso, il loro storico batterista Hannes Grossmann sta portando avanti il suo progetto solista che conserva molti punti in comune con il gruppo originario. Echoes Of Eternity è il suo nuovo EP, in arrivo a febbraio.

In assenza del nuovo Necrophagist, l’opera di Grossmann è probabilmente la cosa che gli si avvicina di più. Ed è così che evoluzioni tecniche e progressive, ma puramente death metal al tempo stesso, accompagnano le composizioni brutali e incalzanti di Echoes Of Eternity. Tra assoli e poliritmi, riff serrati e sinistre melodie, l’essenza dei vecchi Necrophagist è sicuramente ancora viva in Hannes Grossmann, che porta avanti l’eredità della band molto bene anche da solo e ciò farà piacere agli orfani del gruppo che troveranno un ottimo sostituto.


3. Aureole – “Alunarian Ghosts Of Bellmaster” (da Alunarian Bellmaster, ambient black metal)

Etichetta: Prophecy Productions / Lupus Lounge
Data di pubblicazione: 9 febbraio 2024

Rispetto ai primissimi anni di carriera sento parlare un po’ meno in giro dei progetti di Markov Soroka, polistrumentista di origini ucraine noto soprattutto per Tchornobog e Drown. Altrettanto interessante è l’altra sua incarnazione chiamata Aureole, il cui secondo album Aurora Borealis (risalente ormai al 2016) personalmente mi piacque tantissimo. Ebbene, il 2024 porta con sé anche il suo ritorno, con il nuovo album Alunarian Bellmaster.

In confronto ad Aurora Borealis le cose sono cambiate abbastanza. Il punto di continuità è rappresentato dal forte tappeto di synth atmosferici che contribuiscono a creare un’ambientazione eterea e originale, contrapposta a un sottotema black metal nel quale la voce sporca rappresenta quasi un fruscio in sottofondo. Sicuramente Aureole si è caratterizzato di più, e lo aveva già fatto intravedere col precedente EP Alunarian Bellmaw: la musica ora è molto più influenzata dall’ambient ed è diventata molto più cinematografica. Inoltre, l’estetica del progetto è adesso più uniforme, con queste copertine in bianco e nero molto più vicine ad ambientazioni dungeon synth. Insomma, un’evoluzione veramente interessante, forse più ambient che black metal, ma che vale assolutamente la pena seguire.


4. Dissimulator – “Warped” (da Lower Form Resistance, technical death-thrash metal)

Etichetta: 20 Buck Spin
Data di pubblicazione: 26 gennaio 2024

Album d’esordio in arrivo per i canadesi Dissimulator, che dopo aver pubblicato un breve promo nel 2021 sono riusciti ad attirare l’attenzione di una etichetta underground molto importante come 20 Buck Spin. Il loro primo full length si intitola Lower Form Resistance e uscirà ufficialmente tra una decina di giorni.

Musicalmente parlando, ciò che fanno i Dissimulator non è qualcosa di mai sentito, perché alla fine si tratta di quel death-thrash tecnico e progressivo già portato al successo da band come i Voivod e i loro successori. Però bisogna anche ammettere che i Dissimulator possiedono sicuramente una certa classe, con un songwriting capace di alternarsi tra momenti più tirati e sezioni atmosferiche, andando persino a lambire territori death-doom. Quello che ne nasce è un ottimo compendio di sonorità varie ed eterogenee, mantenendosi però estremo e progressivo per tutta la durata del disco. Ottimo esordio.


5. Offret – “Праздник” (da Затмение, atmospheric black metal)

Etichetta: War Productions / Dead Red Queen Records / Onism Productions / Void Wanderer Productions
Data di pubblicazione: 21 febbraio 2024

Più volte su Extrema Ratio mi è capitato di parlare di band atmospheric black metal russe, segno che tale stile gode di un certo interesse nell’ex Unione Sovietica. Fanno parte di questa scena anche gli Offret, trio di Nizhny Novgorod che avevo già notato anni fa per il loro primo album, Зверь (traducibile come La Bestia). Tra poco uscirà anche il loro secondo disco, Затмение (L’Eclissi).

Lo stile musicale dei tre gode di suoni particolari, grossi, non lontani da certo sludge atmosferico mescolato però al black metal. L’effetto che si ottiene così è un setting ovattato, nebuloso e quasi misterioso, da cui sfondano le voci aggressive. Paragonandoli ad altri gruppi atmospheric black, gli Offret dimostrano nel singolo “Праздник” di non voler andare a tutti i costi in blast beat, optando invece per un mid-tempo che sottolinea la grandezza del sound e ne rende più pesanti i riff. Non la solita band atmospheric black metal dunque, ma un paradigma piuttosto diverso e interessante su cui far poggiare le loro composizioni.


6. Domination Campaign – “The Iron Beast” (da A Storm Of Steel, death metal)

Etichetta: Prosthetic Records
Data di pubblicazione: 12 gennaio 2024

Secondo album anche per la band australiana dei Domination Campaign. Proveniente dalla Tasmania, il duo formato da Joe Hailey e Jason Peppiatt è praticamente un side project dei ben più noti Psycroptic, il cui death metal tecnico è una garanzia per gli amanti del genere. Il nuovo disco si intitola A Storm Of Steel ed è uscito proprio lo scorso venerdì.

Se gli Psycroptic sono una band cervellotica e tecnica, i Domination Campaign sono invece decisamente più diretti e dediti a un death metal più semplice e senza fronzoli. L’impostazione è molto meno sperimentale rispetto al progetto principale, ma i particolari sono comunque piuttosto curati: l’ambientazione belligerante potrebbe tradire una certa ispirazione ai Bolt Thrower (che pure è presente), ma gli australiani sanno anche metterci del loro, con una produzione abrasiva e interessanti trame vocali che li rendono abbastanza personali. Sicuramente a differenza degli Psycroptic i Domination Campaign sono una band molto più classica, ma il grado di violenza è praticamente immutato: provare per credere.


7. Noctisium – “Haborym’s Cult” (da Noctisium / Soulstab, raw black metal)

Etichetta: Autoprodotto
Data di pubblicazione: 30 dicembre 2023

La scorsa settimana avevo promesso un ritorno su questi lidi dei Noctisium, ed eccoci qui. La band romana ha concluso il 2023 con un breve split realizzato in compagnia di Soulstab, per terminare l’anno nel migliore dei modi suggellando anche un nuovo cambiamento di lineup, che ora è ufficialmente un quintetto.

Come dicevo altre volte, a Roma e dintorni stanno nascendo negli ultimi tempi diversi progetti di ispirazione raw black metal. Le caratteristiche sono sempre quelle per quanto riguarda i Noctisium, anche in questo split: produzione scarnissima, riff difficilmente udibili e una netta ispirazione al sound da cripta anni Novanta. L’impressione che si ha è che la band cerchi di ricreare quelle sensazioni che si potevano sentire nel black metal di trent’anni fa: forse l’operazione è un po’ anacronistica, ma sicuramente raggiunge il suo obiettivo.

L’altra parte dello split è occupata da Soulstab, altrettanto scarno e low-fi, dalle sonorità taglienti e tendenti al depressive black metal, ma con un retrogusto ambient di sottofondo: un progetto dall’incedere lento e atmosferico, con qualche rimando melodico. Nel complesso il lato di Soulstab si completa abbastanza bene con quello dei Noctisium, offrendo due idee diverse ma complementari del cosiddetto raw black metal.


8. Gothony – “Crystal Dream Apophis” (da Gothony, melodic death metal)

Etichetta: Inverse Records
Data di pubblicazione: 12 gennaio 2024

Chiudo l’episodio odierno con una rapida incursione nei meandri del melodic death metal, qui rappresentato dai finlandesi Gothony. Il loro omonimo Gothony è il primo album della band, che arriva dopo la riunione del gruppo datata 2019 (con un nuovo cantante), il quale originariamente si era formato addirittura nel 1993. 

Il disco in sé non è male: fondamentalmente non è nulla di originale, questo è vero, anche perché di band melodic death metal ce ne sono tante. Però i Gothony indubbiamente sanno intessere ritmi piacevoli, con strutture semplici da memorizzare, melodie gradevoli e un cantato harsh sufficientemente vario e ben eseguito. La produzione non è particolarmente lussuosa, ma nella sua semplicità funziona, facendo risultare l’album ben amalgamato ed evidenziando alcuni punti di forza; sono carine per esempio le trame di basso. Forse la copertina non è proprio il massimo dell’estetica, ma nel complesso Gothony è un’opera più che sufficiente, che senza strafare sa intrattenere dall’inizio alla fine.