Extrema Ratio #111: 22/02/24-28/02/24 | Aristocrazia Webzine

Extrema Ratio #111: 22/02/24-28/02/24

Come ogni mercoledì, arriva un nuovo appuntamento con Extrema Ratio, la rubrica di Aristocrazia Webzine dedicata alle nuove uscite (appena pubblicate o imminenti) del panorama black e death metal. Protagoniste di oggi, episodio numero 111, le seguenti otto band: Hideous Divinity, Folterkammer, Vircolac, Devastator, Skeletal Remains, Celestial Sword, Wounds, Lunar Spells.

G.E.F.


1. Hideous Divinity – “The Numinous One” (da Unextinct, technical death metal)

Etichetta: Century Media Records
Data di pubblicazione: 22 marzo 2024

Ad aprire l’episodio di oggi c’è una band italiana, gli Hideous Divinity, attualmente fra le più importanti in ambito death metal. Tra circa un mese vedrà la luce il nuovo e quinto album del gruppo romano, intitolato Unextinct.

Il potentissimo e tecnico death metal degli Hideous Divinity non è cambiato troppo rispetto al passato, ma si rifinisce e arricchisce di nuovi elementi. Supportato da suoni enormi e magniloquenti, il disco gode così di un’atmosfera onirica e cinematografica che tocca forse vette mai esplorate prima. Inoltre, i capitolini continuano a lavorare su quella leggera vena blackened che è apparsa e si è sviluppata da Adveniens in poi, che aiuta a conferire all’album un retrogusto tragico e impetuoso. Tanto “The Numinous One” quando “Against The Sovereignty Of Mankind”, insomma, restituiscono l’idea di una band pienamente matura e inserita nel suo contesto, ma ancora una volta disposta a provare ad alzare ulteriormente l’asticella. Che possa diventare questo il capolavoro degli Hideous Divinity? Si vedrà, ma la premesse sono decisamente positive.


2. Folterkammer – “Anno Domina” (da Weibermacht, operatic black metal)

Etichetta: Century Media Records
Data di pubblicazione: 19 aprile 2024

Nati principalmente come side project di Ilya Ezrin dei pluripremiati Imperial Triumphant, i Folterkammer si sono rapidamente evoluti in una band vera e propria. La loro caratteristica principale è l’utilizzo di una voce femminile operistica (da qui la definizione di «operatic black metal»), presente anche sul primo album. Il nuovo Weibermacht uscirà invece il 19 aprile.

Il disco è anticipato da due singoli che offrono un più che esaustivo antipasto. Pur apprezzando l’idea di base, devo ammettere che il primo full length non mi aveva colpito completamente perché mi era parso poco coeso nel suo insieme. Weibermacht invece sembra pensato e composto meglio: la componente black metal, anche se non maggioritaria rispetto all’aspetto operistico, ha comunque il suo spazio, sebbene la star dell’album resti la voce della cantante, Andromeda. L’impressione è che i Folterkammer siano riusciti a esprimere meglio questo mix di operistica e symphonic black metal, dando alle proprie composizioni un’atmosfera più epica e solenne. Personalmente preferisco altri tipi di sperimentazioni, ma indubbiamente è una prova originale che merita di essere conosciuta.


3. Vircolac – “Veneration” (da Veneration, death metal)

Etichetta: Sepulchral Voice Records / Dark Descent Records
Data di pubblicazione: 23 febbraio 2024

Dopo un ottimo album d’esordio pubblicato prima della pandemia di COVID-19 (Masque, 2019), sono finalmente tornati in auge i Vircolac. La band irlandese, capitanata peraltro da Darragh O’Laoghaire, proprietario di Invictus Productions, ha infatti appena pubblicato il suo secondo full length, intitolato Veneration.

Anche se i Vircolac possiedono richiami al death metal old school, la creatività certamente non manca alla band irlandese. Ritmi frenetici e convulsi flirtano con riff impetuosi e ispirati, messi in evidenza da una produzione oscura ma potente. L’intero album, poi, è ammantato da un’aura sinistra che viene veicolata in diversi modi, come sezioni black metal dissonanti o terrificanti mid-tempo dal sapore death and roll. Ma quello dei Vircolac è un disco in realtà anche molto vario, perché non mancano capitoli più thrasheggianti (“Unrepentant”) e rallentamenti oscurissimi (“Our Burden Of Stone On Bone”). Si potrebbe dire molto altro, ma l’intero Veneration è un tale ricettacolo di riff e soluzioni variegate che annoiarsi è praticamente impossibile.


4. Devastator – “Black Witchery” (da Conjurers Of Cruelty, black-thrash metal)

Etichetta: Listenable Records
Data di pubblicazione: 1 marzo 2024

Secondo album in arrivo anche per i Devastator, formazione britannica dedita a un black-thrash nerissimo e blasfemo. Il quartetto di Derby pubblicherà tra pochi giorni la sua nuova fatica, dal titolo Conjurers Of Cruelty.

Chi apprezza Hellripper e Midnight apprezzerà pure i Devastator. Potrei riassumere fondamentalmente così i due singoli che anticipano Conjurers Of Cruelty, basati su un thrash metal rapido e sporcato di black metal, con ritornelli quasi anthemici e assoli che ti si stampano in testa. Nulla di trascendentale ed estremamente elaborato, anche perché i Devastator rispettano in pieno la forma canzone e non hanno guizzi creativi particolari che li elevano rispetto ad altri esponenti di questo stile. Ma sai cosa: se uno sa muoversi bene all’interno di uno stile preciso, è giusto che lo porti avanti e lo perpetui secondo il proprio gusto. E poi quando c’è l’attitudine c’è tutto, e i Devastator ne hanno a palate.


5. Skeletal Remains – “Relentless Appetite” (da Fragments Of The Ageless, death metal)

Etichetta: Century Media Records
Data di pubblicazione: 8 marzo 2024

Sono arrivati invece al quinto album gli statunitensi Skeletal Remains. A distanza di quattro anni da The Entombment Of Chaos, apprezzato dalla critica, la band californiana pubblicherà a marzo il nuovo Fragments Of The Ageless.

Gli Skeletal Remains propongono un death metal molto classico, influenzato da band come Pestilence e Obituary, con una produzione potente e moderna. La formazione statunitense dipinge riff in successione eseguiti con ottima perizia tecnica, con assoli altrettanto ispirati, destreggiandosi tra blast beat aggressivi e sezioni più lente. Rifinito con ritocchi vagamente prog-oriented, il death metal degli Skeletal Remains non è esattamente uno dei più sperimentali che si trovano sul mercato, ma al tempo stesso perpetua il culto del genere degli anni Novanta con una rilettura in chiave moderna. Gradevoli.


6. Celestial Sword – “Blood Moon Elegy” (da Nocturnal Divinity, raw black metal)

Etichetta: Death Prayer Records
Data di pubblicazione: 26 aprile 2024

Statunitense è anche Celestial Sword, una one man band piuttosto apprezzata nei circoli raw black metal grazie anche alle sue incursioni all’interno del dungeon synth. Oltre a una miriade indecifrata di split, questo progetto ha anche pubblicato un paio di album: il terzo è invece in uscita a fine aprile, e si chiama Nocturnal Divinity.

Avevo deciso di inserire quest’album all’interno di Extrema Ratio perché attratto dalla copertina, così particolare e vampiresca al tempo stesso. Sinceramente, però, i due singoli finora svelati non è che mi abbiano convinto al 100%. Il riffing è a malapena comprensibile, ma ci sta, fa parte dell’atmosfera tipica del cosiddetto raw vampyric black metal, e se si entra nel giusto mood dell’opera non infastidisce. Devo dire però che ho sofferto più del dovuto le parti cantate, istrioniche sì, ma a mio avviso poco adatte alla musica e a tratti per me persino fastidiose. Peccato perché Celestial Sword è un bellissimo moniker e il primo album mi piacque. Considerazioni vocali a parte, gli inserti ambient-synth aiutano a donare al disco un’atmosfera interessante e tetra, e fanno sì che valga quantomeno la pena dargli un ascolto.


7. Wounds – “Birth Of A New Light” (da Ruin, technical death metal)

Etichetta: Everlasting Spew Records
Data di pubblicazione: 15 marzo 2024

Restando negli Stati Uniti, i deathster Wounds stanno finalmente raggiungendo il traguardo del primo album. Il disco si intitola Ruin, ed esce a marzo dopo che la band si era già fatta notare qualche anno fa per l’interessante EP Light Eater.

Molto tecnici, i Wounds fanno un uso sapiente delle dissonanze e di accelerazioni potentissime, dosando brutalità e rallentamenti con precisione invidiabile. Una parte importante poi la fa anche il basso, molto presente nel mix e chiamato in causa in diverse occasioni. Ruin si caratterizza poi per la presenza di tanti riff stoppati, che donano sicuramente peculiarità all’intero album, rendendolo particolare e riconoscibile. Molto positiva anche la prova vocale, piuttosto versatile e sempre ben performata. Tanto “Birth Of A New Light” quanto “Zoophagist”, le due tracce finora rivelate, restituiscono insomma l’idea di una band pronta a farsi notare e apprezzare in giro: per gli Wounds si prospetta un disco d’esordio riuscito e intrigante. 


8. Lunar Spells – “Necromantical Glorification” (da Sacraments Of Necromantical Empires, black metal)

Etichetta: Northern Silence Productions
Data di pubblicazione: 1 marzo 2024

Spazio in chiusura ai greci Lunar Spells, band che fa del black metal anni Novanta la sua chiara vocazione stilistica. Pur essendo attivi solo dal 2020, gli ellenici stanno già per tagliare il traguardo del terzo album. Uscirà tra pochi giorni e si intitola Sacraments Of Necromantical Empires.

Patti chiari e amicizia lunga: chi è a caccia di innovazioni e trovate geniali può stare alla larga. Chi invece ama il black metal finlandese avrà pane per i suoi denti. Ascoltare i Lunar Spells, a tratti, equivale praticamente a sentire i Satanic Warmaster, i Sargeist e gli Horna. Quindi aspettiamoci colate di riff gelidi e melodici, accompagnati da questi blast beat interminabili che danno al disco un sapore epico e trionfale. Senza la minima pretesa di innovare, i Lunar Spells si limitano dunque a omaggiare il black metal finlandese attraverso la propria interpretazione. Spoiler: ci riescono perfettamente. Provare per credere.