Extrema Ratio #54: 12/01/23-18/01/23 | Aristocrazia Webzine

Extrema Ratio #54: 12/01/23-18/01/23

Altro nuovo episodio di Extrema Ratio, la rubrica settimanale targata Aristocrazia dedicata alle nuove uscite (appena pubblicate o imminenti) del panorama black e death metal underground. Per il numero cinquantaquattro, questi i protagonisti di oggi: Lamp Of Murmuur, Siege Of Power, Lotus Of Darkness, Re-Buried, Homeskin, Sorrowful Land, Ad Omega, Wretched Fate.

G.E.F.


1. Lamp Of Murmuur – “Conqueror Beyond The Frenzied Fog” (da Saturnian Bloodstorm, black metal)

Etichetta: Not Kvlt / Night Of The Palemoon / Argento Records / Wolves Of Hades
Data di pubblicazione: 26 marzo 2023

Lamp Of Murmuur è uno dei progetti black metal più chiacchierati degli ultimi anni. Dopo un debutto decisamente fortunato come Heir Of Ecliptical Romanticism e il secondo album Submission And Slavery in cui la one man band ha aumentato le influenze gothic rock, sta per giungere l’ora del terzo disco, Saturnian Bloodstorm.

Ed è abbastanza sorprendente il cambio di direzione di Lamp Of Murmuur proposto dal primo singolo, “Conqueror Beyond The Frenzied Fog”. Scordiamoci il raw black metal vampiresco e goth dei primi due album, questa traccia sembra letteralmente uscita da Sons Of Northern Darkness degli Immortal. Le soluzioni stilistiche adottate sono molto simili a quelle dei norvegesi, e il riffing gelido e sferzante ricorda molto il black metal della seminale band di Bergen. Era difficile aspettarsi un cambiamento di sonorità di questo tipo, ma la qualità compositiva sembra rimasta assolutamente intatta.


2. Siege Of Power – “Force Fed Fear” (da This Is Tomorrow, death-thrash metal)

Etichetta: Metal Blade Records
Data di pubblicazione: 17 febbraio 2023

I Siege Of Power sono un vero e proprio supergruppo. La band olandese, infatti, annovera tra le proprie fila delle leggende del death metal come Chris Reifert (cantante e batterista degli Autopsy, ex batterista dei Death) e Paul Baayens degli Asphyx. This Is Tomorrow è il loro secondo album, a cinque anni di distanza dal debutto Warning Blast.

Lungo i tre minuti del primo singolo “Force Fed Fear”, i Siege Of Power propongono un death metal decisamente vecchia scuola, ricco di venature thrash. Il brano è molto dritto e arriva subito al punto, sfruttando una struttura ben delineata e una produzione al passo con i tempi. Difficilmente si può urlare al miracolo o ci si può attendere grande originalità, ma il pezzo funziona benissimo ed è certamente una buona anteprima del resto dell’album.


3. Lotus Of Darkness – “Towards The Emerald Empire” (da Towards The Emerald Empire, folk-black metal)

Etichetta: Pest Productions
Data di pubblicazione: 5 febbraio 2023

Pur essendo poco conosciuta in Occidente, la scena thailandese sa produrre delle band piuttosto interessanti. Tra queste spiccano i Lotus Of Darkness, formazione con oltre dieci anni di attività che a breve pubblicherà il nuovo EP Towards The Emerald Empire.

Ad anticiparlo c’è proprio la title track, lungo e impegnativo brano che supera i dieci minuti di durata. La proposta dei Lotus Of Darkness prevede un black metal melodico, di chiara impronta anni Novanta, con una produzione piuttosto grezza ma potente e comprensibile. Il tutto è contornato da un’aura folk, a partire dalla copertina e per finire con le melodie disegnate dalle chitarre: questo conferisce personalità e timbro al primo estratto del nuovo EP, che si preannuncia molto interessante. Da consigliare soprattutto a chi ama il black metal con elementi etnici e provenienti da culture lontane dalla nostra.


4. Re-Buried – “Infinite Suffering” (da Repulsive Nature, death metal)

Etichetta: Translation Loss Records
Data di pubblicazione: 20 gennaio 2023

Band nata dalla mente di membri di vari gruppi underground statunitensi (su tutti gli ottimi Un, progetto funeral doom), i Re-Buried pubblicheranno in questi giorni Repulsive Nature, il loro primo album.

La musica dei Re-Buried si inserisce perfettamente nel recupero di quella sorta di new wave of old school death metal che tanti proseliti ha fatto negli ultimi anni. In particolare, gli americani assorbono la lezione degli Incantation, proponendo un death metal dalle tinte oscure e ricco di rallentamenti che sfiorano il death-doom. Se proprio si può trovare un difetto è che di band che suonano così ormai ce ne sono talmente tante che a volte diventano difficili da distinguere, ma la prova dei Re-Buried farà sicuramente piacere a chi sguazza volentieri in queste sonorità.


5. Homeskin – “Homeskin” (da Forgetfully Washed Into Callousness, experimental black metal)

Etichetta: Fiadh Productions
Data di pubblicazione: 13 gennaio 2023

Tante volte abbiamo ospitato negli ultimi anni Garry Brents e i suoi progetti, come per l’appunto Homeskin. Questa strana, multiforme e prolifica creatura ha sempre avuto un approccio black metal alla base, fuso con diversi generi, dallo screamo al grindcore passando per il post-hardcore. Proprio venerdì scorso è uscito il suo ultimo album, Forgetfully Washed Into Callousness.

Forte di una copertina che per colori e vibes mi ha ricordato lo shoegaze dei My Bloody Valentine, l’ultima fatica di Homeskin è sempre a base black metal, ma rideclinato nuovamente in modo diverso. Questa volta infatti la creatività di Garry Brents ci porta in lidi vicini al depressive black metal, senza rinunciare a quelle incursioni elettroniche simil-chiptune già incontrate più volte in altri suoi progetti come Cara Neir e Gonemage, sebbene qui presenti in misura minore. Come sempre comunque è l’intensità del polistrumentista texano a farla da padrona, intessendo con bravura melodie disperate e riff tristi.


6. Sorrowful Land – “Small Lost Moments” (da Faded Anchors Of The Past, melodic death-doom metal)

Etichetta: Black Lion Records
Data di pubblicazione: 9 gennaio 2023

Solo project proveniente dall’Ucraina, Sorrowful Land è la creatura del polistrumentista Max Molodtsov. La one man band, già autrice di diverse uscite, pubblicherà a brevissimo il suo terzo album, Faded Anchors Of The Past.

Prendendo spunto dai maestri inglesi del death-doom come Paradise Lost e primi Anathema, Sorrowful Land è un progetto che ricerca la maestosità del doom puntando sulla melodia delle chitarre e delle linee vocali pulite. Ciò si intreccia con parti in growl, che rappresentano forse l’unico vero aspetto estremo del disco. Non mancano comunque sezioni più solenni e lente, che vanno a sfiorare lidi funeral doom e che riescono a rendere ancora più varia la prova di questa one man band ucraina.


7. Ad Omega – “Triumph Of Void” (da Aphelic Ascent, black metal)

Etichetta: Drakkar Productions
Data di pubblicazione: 10 febbraio 2023

Tempo di passare alla quota nostrana del 54° appuntamento settimanale di Extrema Ratio, con i viterbesi Ad Omega. Il duo laziale, che si sta mantenendo sulla media di un’uscita all’anno dalla sua formazione, tornerà infatti a breve sulle scene con il secondo album Aphelic Ascent.

Rumoroso e dissonante, il brano in anteprima “Triumph Of Void” regala all’ascoltatore un’esperienza immersiva, tra riff di matrice orthodox black e furenti blast beat. Non mancano inoltre dei passaggi quasi industrial-noise, che aggiungono un tocco di originalità alla prova degli Ad Omega. Aphelic Ascent è un disco certamente old school, ma che al tempo stesso esprime più sperimentazione di quella che potrebbe sembrare: non è la solita copia carbone dei Darkthrone di Transilvanian Hunger per intenderci, ecco.


8. Wretched Fate – “Utterance From The Inhuman Tongue” (da Carnal Heresy, death metal)

Etichetta: Redefining Darkness Records
Data di pubblicazione: 24 febbraio 2023

Il connubio Svezia e death metal è una certezza riconosciuta da tutti. I Wretched Fate sono uno dei tanti nomi che affollano la scena locale, e, dopo un primo album chiamato Fleshletting, saranno nuovamente protagonisti col loro secondo disco Carnal Heresy.

Nei tre minuti di “Utterance From The Inhuman Tongue”, l’origine svedese della band è più palese che mai. Per suoni, attitudine, tipologia di riff, la provenienza dei Nostri è decisamente evidente, e i paragoni con i vari Bloodbath, Dismember, Entombed sono praticamente automatici. Come tanti altri, i Wretched Fate non inventano: piuttosto preferiscono riproporre e rifinire, secondo il proprio gusto, aiutando a propagare un culto che dura ormai da oltre trent’anni.