Extrema Ratio #117: 04/04/24-10/04/24 | Aristocrazia Webzine

Extrema Ratio #117: 04/04/24-10/04/24

Si rinnova di mercoledì l’appuntamento settimanale con Extrema Ratio, la rubrica di Aristocrazia Webzine dedicata alle nuove uscite (appena pubblicate o imminenti) del panorama black e death metal. Protagoniste di oggi, episodio numero 117, le seguenti otto band: Limbonic Art, Gatecreeper, Regere Sinister, Sarcasm, Aristarchos, Atvm, Tulpa, Vaticinal Rites.


1. Limbonic Art – “Ad Astra Et Abyssos” (da Opus Daemonical, symphonic black metal)

Etichetta: Kyrck
Data di pubblicazione: 28 giugno 2024

Tra gli storici nomi del symphonic black metal norvegese, a livello di importanza dopo i Dimmu Borgir e gli Emperor forse vengono proprio i Limbonic Art, i cui primi tre album hanno decisamente fatto scuola (pur se Epitome Of Illusions è più una sorta di compilation dei demo). Anche se la band non ha raggiunto lo stato di culto degli altri gruppi citati (checché ne dicesse qualche fanzine ai tempi), indubbiamente resta un punto di riferimento per tutti i fan del filone sinfonico norvegese.

Devo dire la verità, prima di scriverne ho letto pareri decisamente negativi circa il primo singolo dell’imminente nuovo album Opus Daemonical. Ho cercato però di non farmi influenzare, approcciandomi ad “Ad Astra Et Abyssos” ignorando queste voci. Poi ho cliccato play e il singolo si apre con un riff quasi identico all’iconico tema musicale della scena dello spogliarello in 9 Settimane E Mezzo (!). Giuro, non sto scherzando. Poi, a parte questo, il brano consiste in otto minuti di black metal molto standard, in cui le tastiere barocche, un trademark dei Limbonic Art, sono praticamente assenti. Il pezzo di per sé non è scandalosamente brutto (il video però l’ho trovato molto cringe), ma nel complesso suona anonimo, privo delle atmosfere sinistre e malefiche dei primi dischi che resero nota la band. Ciò fa risaltare ancora di più l’assenza del membro storico Morfeus, che aveva contribuito a plasmare il sound del gruppo in una direzione decisamente più interessante. Non so come suonerà Opus Daemonical nella sua interezza, tuttavia questo singolo è davvero deludente.


2. Gatecreeper – “The Black Curtain” (da Dark Superstition, death-doom metal)

Etichetta: Nuclear Blast
Data di pubblicazione: 17 maggio 2024

Attivi da circa un decennio, gli statunitensi Gatecreeper si sono imposti come una delle nuove band più chiacchierate e apprezzate della scena death metal. Frase che onestamente non rispecchia il mio pensiero, ma che mi limito a rilevare come un dato di fatto guardando agli ampi consensi riscossi. In ogni caso, Dark Superstition è il nome del terzo album del gruppo, che vedrà la luce tra poco più di un mese.

Stanis La Rochelle, personaggio di Boris, definisce Stanley Kubrick come «un incapace che affrontava un genere, falliva e passava a un altro genere». Ora, non sarò altrettanto duro coi Gatecreeper, ma sentirli imitare (specialmente su “The Black Curtain”) i Paradise Lost più midtempo, dopo aver già sfornato robe molto simili a Entombed e Bolt Thrower, francamente dal mio punto di vista non depone a loro favore. Certo, parliamo sempre di una band abile e trascinante nelle esibizioni live, dimensione in cui sembra molto a suo agio. Sinceramente, però, continuo a non condividere l’apprezzamento a livello di discografia per la loro proposta musicale, super prodotta e confezionata ma per i miei gusti scarsamente personale. In ogni caso, chi ama queste riproposizioni del death metal classico con un sound più moderno — e non è così scassacazzo come il sottoscritto — sono certo che non avrà problemi a gradire anche questa nuova fatica dei Gatecreeper


3. Regere Sinister – “Typhaeon” (da Inside The Eye Of Horned Winds, black metal)

Etichetta: Nuclear War Now! Productions
Data di pubblicazione: 15 giugno 2024

Oscuro duo finlandese, i Regere Sinister sono formati dal mastermind di Hail Conjurer, che abbiamo ospitato spesso su queste pagine, e Malefic Eye (alias Heidi Kettunen), che è autrice anche delle grafiche del progetto. I due, tra le altre cose, condividono anche l’esperienza nei Ride For Revenge (lui alla batteria, lei al basso), che lascia intendere come ci sia un certo feeling che evidentemente viene trasportato nei Regere Sinister.

Rispetto ai due trafiletti che hanno aperto questo episodio super polemico di Extrema Ratio, la mia idea sui Regere Sinister è radicalmente differente. I finlandesi pescano infatti a piene mani dalla tradizione di inizio anni Novanta e da un certo black metal lento, puntando su un basso molto pronunciato. Sono presenti riferimenti sia dalla nativa Finlandia (come i capitoli più lenti di Beherit e Barathrum) che internazionali (penso ai primi Necromantia), mentre riff ipnotici e circolari sono capaci di creare atmosfere lugubri e oscure, sorrette da tastiere sinistre e inquietanti. In un certo senso la band prende ed espande influenze già avvertite nei sopra citati Hail Conjurer e Ride For Revenge, trovando però soluzioni diverse e creando qualcosa che, pur legato strettamente a una specifica tradizione, riesce a suonare molto personale e godibile. Inside The Eye Of Horned Winds, la cui uscita è prevista per giugno, a mio parere possiede un grande potenziale e potrebbe rivelarsi davvero un bel disco.


4. Sarcasm – “Lifelike Sleep” (da Mourninghoul, melodic black-death metal)

Etichetta: Hammerheart Records
Data di pubblicazione: 12 aprile 2024

Storica band dell’underground svedese, i Sarcasm sono in giro praticamente da inizio anni Novanta, sebbene si siano presi una lunga pausa fino a metà anni Dieci. Successivamente al loro ritorno in attività, hanno dimostrato una certa prolificità, tanto che nei prossimi giorni taglieranno il traguardo del quinto album con la pubblicazione del nuovissimo Mourninghoul.

Partiti come classica band death metal, successivamente i Sarcasm hanno cambiato approccio, aumentando gli elementi melodici e una certa vena black metal. Il risultato è un black-death melodico di matrice comunque svedese (Unanimated, Necrophobic), che è anche alla base di questo Mourninghoul. Forte di una produzione potente ma non eccessivamente laccata, il nuovo album del gruppo di Uppsala presenta un buon equilibrio tra espressività nel songwriting ed elementi più brutali, con atmosfere ora opprimenti, ora persino malinconiche. Piacevole anche il comparto solistico. In definitiva parliamo di un disco maturo, ben studiato e in cui i musicisti sanno assolutamente come tenere alta l’attenzione dell’ascoltatore, sebbene non si esca troppo dai canoni delineati da certe sonorità. Per essere una band con una storia lunga alle spalle, comunque, i Sarcasm dimostrano di avere ancora delle cartucce da sparare.


5. Aristarchos – “Atrium: Martyr Of Star And Fire” (da Martyr Of Star And Fire, black metal)

Etichetta: Vendetta Records
Data di pubblicazione: 5 aprile 2024

Una band che prende il suo nome da Aristarco di Samo, astronomo dell’antica Grecia e primo teorico dell’eliocentrismo, non può che essere la mia tazza di tè, come direbbero gli anglofoni. Ma gli scozzesi Aristarchos non si limitano ad avere semplicemente un bel moniker, anche perché avevano già dimostrato di saperci fare grazie al loro primo album omonimo, pubblicato qualche anno fa.

Il nuovo Martyr Of Star And Fire è un album piuttosto breve, che supera appena la mezz’ora di durata, ma è comunque un ascolto abbastanza impegnativo dal momento che tre brani hanno un minutaggio consistente. Tutti i pezzi, comunque, sono caratterizzati dalla ricerca di un’atmosfera solenne e trionfale, in cui si alternano sezioni più lente, quasi magmatiche, e altre veloci e spietate. Sicuramente un ruolo importante lo giocano i lead di chitarra, dal sapore epico e magniloquente, che ricordano molto da vicino i progetti di Naas Alcameth (in particolare Nightbringer e Akhlys). Trovo però che Aristarchos sia un’entità dotata di una propria personalità, potendo contare su un approccio leggermente più luminoso delle band citate, anche in virtù delle sezioni più lente, dal gusto quasi meditativo. Insomma, Martyr Of Star And Fire è un disco interessante che merita sicuramente più di un ascolto.


6. Atvm – “Cancer” (da Bipolarities, progressive death metal)

Etichetta: Transcending Obscurity
Data di pubblicazione: 2 luglio 2024

Se gli split ormai sembrano essere considerati un po’ fuori moda, vale però assolutamente la pena parlare dell’alleanza tra Diskord e Atvm, due band interessantissime che daranno vita a Bipolarities, in uscita a luglio.

Tra i due sono più noti i Diskord, tra gli alfieri del death metal norvegese, famosi nell’underground per le loro divagazioni storte e imprevedibili. In questa sede voglio però porre l’accento sugli Atvm, già autori di un bellissimo album d’esordio nel 2021 (Famine, Putrid And Fucking Endless). La band inglese presenta in anteprima “Cancer”, un brano di ben nove minuti di lunghezza dotato di grande fantasia compositiva. Qui convivono perfettamente elementi death, thrash e sperimentali un po’ sulla scia dei Voivod e trovano spazio un basso super espressivo, progressioni esplosive e arrangiamenti spaziali. Da non sottovalutare però anche il brano rivelato dai Diskord: intricatissimo come sempre pur nella sua durata molto più ridotta (tre minuti appena), lascia un assaggio delle capacità del gruppo tra dissonanze aliene e sezioni groovy. Che possa essere lo split dell’anno? Effettivamente non so quanti concorrenti potrà avere in tal senso, ma le potenzialità ci sono tutte.


7. Tulpa – “Healing” (da Temple Of Wounds, atmospheric black metal-crust)

Etichetta: Folter Records
Data di pubblicazione: 12 aprile 2024

Con membri di band come Caronte, Forgotten Tomb e Mother Augusta, i parmigiani Tulpa sono i protagonisti nostrani di questa settimana. Già anni apparsi sulle nostre pagine in occasione del primo album Unhealed, dopo cinque anni sono finalmente pronti a pubblicare nei prossimi giorni il secondo full length, intitolato Temple Of Wounds.

Il nostro Dope Fiend aveva tutto sommato parlato bene di Unhealed, rilevando però alcuni aspetti da limare circa i loro episodi più melodici. Ascoltando i due singoli estratti da Temple Of Wounds, mi sembra che la band emiliana segua proprio questa strada. Anche se la continuità col debutto è evidente, gli elementi melodici sono meglio incasellati e hanno effettivamente una resa più travolgente e trascinante (in particolare su “Healing”), mantenendo intatta comunque la natura black-crust atmosferica che il progetto si propone di mettere in musica. È poi sempre presente questa vena vagamente depressive che aggiunge alle composizioni un retrogusto amaro e malinconico, ma anche in questo caso risulta amalgamata ancora meglio rispetto al passato. Una buona prova da parte dei Tulpa, che vedrà definitivamente la luce questo venerdì.


8. Vaticinal Rites – “Plead For Termination” (da Cascading Memories Of Immortality, death metal)

Etichetta: Everlasting Spew Records
Data di pubblicazione: 10 maggio 2024

Direttamente da Londra, gli inglesi Vaticinal Rites sono una delle tante nuove band che affollano il panorama death metal underground. Il loro primo EP Vaticinal Rites (2021) ha permesso di farsi notare in giro, attirando l’attenzione della nostrana Everlasting Spew Records che pubblicherà l’album di debutto. Cascading Memories Of Immortality uscirà il prossimo 10 maggio.

Anticipato da due singoli (“Plead For Termination” e “Corporeal Affliction”), si propone di ripercorrere il death metal dei primi anni Novanta, con uno sguardo al sound floridiano e uno a quello europeo. Echi di Morbid Angel e Sinister sono infatti facilmente ravvisabili nelle composizioni dei londinesi, che pur mantenendo intatta la loro impostazione 100% death metal fanno uso anche di riff thrash-oriented e soluzioni più vicine all’heavy metal classico (specie negli assoli) per rendere la ricetta più variegata e personale. I Vaticinal Rites si presentano dunque al traguardo del primo album con le idee già piuttosto chiare, avendo dei capisaldi evidenti come punti di riferimento, ma anche con la giusta sfrontatezza per proporre qualcosa di autenticamente proprio.