Extrema Ratio #34: 24/08/22-30/08/22 | Aristocrazia Webzine

Extrema Ratio #34: 24/08/22-30/08/22

Trentaquattresimo episodio della nostra rubrica a cadenza settimanale Extrema Ratio, dedicata alle nuove uscite (appena pubblicate o imminenti) del panorama black e death metal underground. L’appuntamento di oggi propone diversi nomi atmosferici ed evocativi, con qualche episodio più rude e brutale. Questi i nomi dei protagonisti: Lustre, Acausal Intrusion, Trhä, Unbounded Terror, Olim, (EchO), Mo’ynoq, Inhuman Depravity.

G.E.F.


1. Lustre – “Thirst” (da A Thirst For Summer Rain, atmospheric black metal)

Etichetta: Nordvis Produktion
Data di pubblicazione: 26 agosto 2022

Il progetto svedese Lustre è ormai una sicurezza nel reame di generi underground quali black metal e ambient, nonché della loro fusione. Proprio pochi giorni fa, la one man band guidata da Nachtzeit (alias Henrik Sunding) ha pubblicato il suo ottavo full length, A Thirst For Summer Rain.

Particolarmente azzeccata la copertina, che da subito presenta l’album come un connubio di luce ed ombra, pioggia e colori, speranza e ansia. I dualismi di Lustre sono presenti anche sotto il profilo musicale, quando dolci sintetizzatori fanno sovente da sfondo a uno scream lacerato e lontano, offrendo uno spaccato interessante e tutto sommato originale su questo mix di generi. Tale esempio è particolarmente evidente in “Thirst”, la traccia presente nel player qui sotto, ma è un canovaccio che si può facilmente rinvenire lungo tutto l’ascolto del disco.


2. Acausal Intrusion – “Mnemonic Confabulation” (da Seeping Evocation, experimental death metal)

Etichetta: I, Voidhanger Records
Data di pubblicazione: 30 settembre 2022

Già autori di un ottimo disco d’esordio uscito l’anno scorso, gli statunitensi Acausal Intrusion concedono il bis con questo Seeping Evocation, in uscita a fine settembre. Il duo, che consta di due figuri chiamati Cave Ritual e Nythroth, è certamente già collaudato, visto che i membri collaborano tra loro anche in altri progetti.

L’interesse degli Acausal Intrusion verso il mondo del metal estremo dissonante è evidente, ma rispetto all’esordio sembra esserci qui un ulteriore voglia di sperimentare e superare certi limiti. C’è quella sensazione nauseante tipica dei Portal, c’è la tecnica dei Gorguts, ci sono le stranezze di band come i compianti e mai troppo celebrati Howls Of Ebb. “Mnemonic Confabulation”, singolo di ben otto minuti e mezzo, mette in mostra tutto ciò, e non potrebbe esserci forse biglietto da visita migliore per una band di questo tipo.


3. Trhä – “Ljúshtaeshrhendlhë Jecan Glézma” (da Vat Gëlénva​!​!​!, raw black metal)

Etichetta: Autoprodotto
Data di pubblicazione: 28 agosto 2022

Titoli impronunciabili, lingua inventata, produzione black metal “grezza” e una prolificità a dir poco invidiabile. Si potrebbe riassumere così, in poche parole, l’esperienza musicale di Trhä, altro progetto del classe ’97 Damián Antón Ojeda dei Sadness, giunto già al quarto disco (il terzo solo quest’anno).

Sarò sincero: non ho mai compreso del tutto l’hype dietro Trhä all’interno della scena underground, stando ai dischi precedenti. Va però riconosciuto che in questo nuovo lavoro, Vat Gëlénva​!​!​!, la proposta si è fatta più diretta e ferale rispetto al passato, quando gli elementi ambient e atmosferici dominavano maggiormente. Per quanto il trend del cosiddetto raw black metal spesso nasconda le mancanze dei musicisti dietro una coltre imperscrutabile di rumori, qui le chitarre zanzarose sono davvero un’aggiunta valida e non un mero artificio. Anche perché i riff sono perfettamente discernibili e ciò fa emergere il talento di Ojeda, a mio parere qui più valorizzato rispetto ai capitoli precedenti di Trhä.


4. Unbounded Terror – “Organic Waste” (da Echoes Of Despair, death metal)

Etichetta: Xtreem Music
Data di pubblicazione: 6 settembre 2022

Nome storico del death metal underground iberico, gli Unbounded Terror, provenienti dalle assolate isole Baleari, sono stati tra i primi alfieri del genere in terra di Spagna grazie al loro Nest Of Affliction, pubblicato nel lontano 1992. Poi il prematuro scioglimento nel 1993, fino alla rinascita avvenuta nel 2019 per volontà del chitarrista Vicente Payá, unico membro fondatore rimasto. Dopo un secondo album nel 2020 (Faith In Chaos), si arriva così ai giorni nostri con Echoes Of Despair.

Da una band di questo tipo non ci si può che aspettare un approccio smaccatamente old school, come se questi trent’anni non fossero mai passati. In un certo senso è proprio così, sebbene la produzione aggiornata abbia dato una forte ventata di freschezza al sound degli Unbounded Terror, che sembra denotare un certo debito nei confronti di alcuni big finlandesi degli anni Novanta (Adramelech e Demigod soprattutto). Il disco uscirà tra pochi giorni, ma sono già disponibili tre tracce per l’ascolto, tra cui la opener “Organic Waste” che dimostra di avere un gran bel tiro.


5. Olim – “Ursid Magnus” (da Ursine, post-black metal)

Etichetta: Flowing Downward / Fólkvangr Records
Data di pubblicazione: 26 agosto 2022

Olim è una one man band canadese, formatasi solamente l’anno scorso ma già molto attiva. Ursine, il nuovo album appena uscito, è infatti il secondo full length di questo progetto, cui va aggiunto uno split a quattro band con Nurez, The Wolf Garden e Dismalimerence.

Forte di una copertina evocativa e di grande impatto, Ursine si mostra subito per quello che è: un album post-black metal atmosferico, forse un po’ derivativo ma di elevatissima portata emotiva. Per chi conoscesse già Olim per il suo primo album A Mighty Disposition potrebbe sapere a cosa va incontro; per tutti gli altri sarebbe invece una bella scoperta, specialmente per i fan di Olhava, Deafheaven e Mare Cognitum. Qui nel player sottostante si può ascoltare “Ursid Magnus”, ma la qualità dei brani è sempre piuttosto alta e si fa fatica a scegliere un pezzo che emerga sugli altri, a testimonianza del buon lavoro dell’unico membro del progetto, Joe Caswell.


6. (EchO) – “My Covenant” (da Witnesses, melodic death-doom metal)

Etichetta: Black Lion Records
Data di pubblicazione: 4 novembre 2022

Band presente nel database di Aristocrazia già da molti anni, i bresciani (EchO) tornano su queste pagine con il loro nuovo disco in uscita, Witnesses. Sono ovviamente loro la pick italiana per la puntata odierna, e in qualche modo condividono il genere con la mia scelta della settimana scorsa, il progetto romano Ars Onirica.

Le differenze con la one man band capitolina comunque sono abbastanza evidenti. I lombardi puntano infatti su un approccio decisamente più doom e meno legato al death melodico. Anche nel nuovo episodio degli (EchO), tuttavia, emerge un interesse per un certo senso di progressività, con chitarre e voci pulite (molto belle, sia le maschili che le femminili) che poi sfociano in un’atmosfera man mano più oscura in cui spuntano distorsioni e harsh vocals, rivelando l’anima più immediatamente death-doom dei Nostri. Questo è quanto promette “My Covenant”, primo singolo estratto di Witnesses nonché succulento antipasto del nuovo album.


7. Mo’ynoq – “Penance” (da A Place For Ash, black metal)

Etichetta: Autoprodotto
Data di pubblicazione: 23 settembre 2022

Devo ammettere che il motivo principale per cui ho deciso di parlare del nuovo album dei Mo’ynoq è che mi ha catturato il loro nome. Cosa spinge infatti una band statunitense a chiamarsi come una città uzbeka — e per la precisione della Repubblica Autonoma del Karakalpakstan — che un tempo si affacciava sul lago d’Aral prima che questo si ritirasse? Mistero.

Congetture a parte, i Mo’ynoq in realtà ci sanno fare anche sotto il profilo musicale. A Place For Ash, secondo album degli americani, è infatti introdotto da “Penance”, un bel pezzo di sei minuti che trae una forte ispirazione dalla scena cascadian (Wolves In The Throne Room e Ash Borer su tutti). La componente prettamente atmosferica, però, non finisce per snaturare i riff più squisitamente black metal, che restano invece piuttosto in evidenza. Non male anche l’altro singolo già rivelato, “Throes Of Ardent Disposition”, che pure mette in luce le capacità della band di compendiare atmosfere e identità black metal.


8. Inhuman Depravity – “Obsessed With The Mummified” (da The Experimendead, brutal death metal)

Etichetta: Gruesome Records
Data di pubblicazione: 9 settembre 2022

A sette anni di distanza dal loro debut album, i turchi Inhuman Depravity stanno per mettere a segno il loro secondo colpo, The Experimendead. Ad aprire le danze ci pensa “Obsessed With The Mummified”, un pezzo brutal death metal dotato di gran tiro e buona tecnica. L’approccio della band turca al genere è molto classico, con un tipico break slam che è un must di certo brutal death.

Tra i protagonisti assoluti del progetto però c’è sicuramente la voce di Lucy Ferra, profonda e graffiante al tempo stesso. Non ci sono tantissime vocalist femminili nel brutal death, pertanto è certamente un elemento caratterizzante della band. Oltre al pezzo suggerito nel player qui sotto, c’è anche un altro brano già noto, “Beyond Rhythm Zero”, che invece è quello che chiude l’album.