Extrema Ratio #40: 06/10/22-12/10/22 | Aristocrazia Webzine

Extrema Ratio #40: 06/10/22-12/10/22

Oggi scatta il traguardo del quarantesimo episodio della nostra rubrica a cadenza settimanale Extrema Ratio, dedicata alle nuove uscite (appena pubblicate o imminenti) del panorama black e death metal underground. Appuntamento più underground del solito questa volta, con molte band poco conosciute, ma non per questo meno valide, tra old school e tendenze sperimentali. I nomi dei protagonisti della puntata: Mord’A’Stigmata, Lucifericon, Imha Tarikat, Prehistoric War Cult, Lumnos, Memories Of A Lost Soul, Fortíð, Galicia.

G.E.F.


1. Mord’A’Stigmata – “Blood Of The Angels” (da Like Ants And Snakes, avantgarde black metal)

Etichetta: Pagan Records
Data di pubblicazione: 4 novembre 2022

I polacchi Mord’A’Stigmata sono una di quelle band che forse non è mai esplosa veramente, ma che ha da sempre avuto un approccio originale e sperimentale che forse avrebbe potuto godere di una sorte migliore. In uscita a inizio novembre, Like Ants And Snakes rappresenterà il sesto album della band di Bochnia.

Psichedelico e allucinato, intriso di forti sfumature post-, l’avantgarde metal dei Mord’A’Stigmata svela un mondo onirico alternativo, che crea immagini suggestive e annebbia le menti. Nel primo estratto del disco, “Blood Of The Angels”, resta tutto sommato poco delle origini black metal della band, qui ridotte a mere influenze di un cerimoniale che supera le barriere imposte dai generi e si rivela per quello che è: un inno solenne per un mondo morente. Per saperne di più c’è da aspettare l’uscita dell’album completo, fiduciosi del fatto che il nuovo Mord’A’Stigmata sarà un’esperienza sonora quantomeno singolare.


2. Lucifericon – “Qliphotic Trance” (da The Warlock Of Da’ath, death metal)

Etichetta: Invictus Productions
Data di pubblicazione: 25 novembre 2022

Il death metal cabbalistico e occulto degli olandesi Lucifericon sta per arricchirsi di un nuovo capitolo, dopo l’album di esordio Al-Khem-Me (2018) e un paio di EP precedenti. Come nel debutto, anche il nuovo disco The Warlock Of Da’ath è patrocinato da Invictus Productions, etichetta irlandese sempre molto attenta a questo tipo di proposte.

I Lucifericon propongono un death metal spietato, annerito da un cantato che non nasconde chiare influenze black metal. Gli olandesi, tuttavia, non si limitano a imitare questo o quel filone, ma vanno oltre, rispondendo alle necessità del concept che li porta a esplorare la Qabbalah con un approccio grezzo e oscuro. L’idea musicale dei Lucifericon compendia inoltre in sé elementi più segnatamente old school e una bella costruzione degli assoli, pur tenendo alta la velocità delle composizioni e un minutaggio ridotto. Questo, almeno, è ciò che si evince da “Qliphotic Trance”, il primo singolo di The Warlock Of Da’ath, in uscita tra circa un mese e mezzo.


3. Imha Tarikat – “Radical Righteousness” (da Hearts Unchained – At War With A Passionless World, black metal)

Etichetta: Prophecy Productions / Lupus Lounge
Data di pubblicazione: 2 dicembre 2022

Progetto nato dalla mente del musicista tedesco (di origini turche) Kerem Yilmaz, Imha Tarikat taglia il traguardo del terzo album intitolato Hearts Unchained – At War With A Passionless World, in uscita a dicembre. 

Anticipato dal brano “Radical Righteousness”, il disco si presenta con un black metal diretto e vagamente malinconico, con una certa dose di atmosfera. Prendendo spunto da band quali Mgła e Spectral Wound, Imha Tarikat sembra riuscire a fondere la capacità di scrivere i riff dei primi con la costruzione delle atmosfere dei secondi, ottenendo un mix interessante e qualitativamente superiore alla media. Un’ulteriore nota di merito va all’evocativa copertina, che richiama certe miniature di Gustave Doré e aggiunge interesse e fascino alla band. Possibile nome nuovo su cui puntare, in attesa dell’uscita completa dell’album.


4. Prehistoric War Cult – “Under The Sign Of The Red Moon” (da Under The Sign Of The Red Moon, war metal)

Etichetta: Kellerassel Records / Fucking Kill Records
Data di pubblicazione: 7 ottobre 2022

I tedeschi Prehistoric War Cult sono una band molto recente, ma che gli appassionati più intransigenti del war metal hanno già avuto modo di notare. Pur non essendo ancora arrivata l’ora del debutto su lunga distanza, hanno già realizzato alcune opere minori di degna fattura, come ad esempio lo split con gli enigmatici θoʊθ.

Venerdì scorso, i Prehistoric War Cult sono tornati con la pubblicazione della nuova demo Under The Sign Of The Red Moon. L’approccio si divide tra il consueto war metal barbarico tritaossa sulla scia di band quali Blasphemy e Revenge, e alcune deliziose parti più fumose e magmatiche, che mi hanno un po’ ricordato Beherit e Void Meditation Cult. Pur non essendo un’uscita che cambierà la storia di questo particolare filone del black-death metal, ai Prehistoric War Cult vanno riconosciuti una certa qualità e qualche spunto interessante che potrebbe essere ulteriormente sviluppato. Li aspetto con fiducia al varco per il loro primo album.


5. Lumnos – “Auroras Dance” (da A Glimpse Through The Event Horizon, atmospheric black metal)

Etichetta: Flowing Downward
Data di pubblicazione: 7 ottobre 2022

Se il Brasile è noto soprattutto per il suo apporto alla cosiddetta first wave of black metal, negli ultimi anni le cose stanno un po’ cambiando. Dal Paese sudamericano sono infatti uscite molte proposte black metal sperimentali o atmosferiche, o band estremamente prog e avanguardistiche. Sul versante atmosferico vale la pena citare Lumnos, che venerdì scorso ha pubblicato il nuovo album A Glimpse Through The Event Horizon

Con i suoni dei synth e una copertina del genere, il nuovo album di questa one man band non può che richiamare alla mente i Mesarthim, in particolare quelli del debutto Isolate. Forse in alcuni casi la somiglianza è fin troppo palese, come nella traccia qui sotto, “Auroras Dance”. Al di là dell’evidente debito con il duo australiano, la one man band brasiliana mette in luce un sound più solare, quasi a voler sottolineare un messaggio di speranza, enfatizzato anche da una presenza massiccia di voci pulite molto melodiche — elemento piuttosto inusuale per il genere. Lumnos, dunque, potrebbe rappresentare un’interessante variazione sul tema per chi cerca nuovi nomi in ambito di atmospheric black metal a tinte spaziali.


6. Memories Of A Lost Soul – “The Prometheus’ Key” (da Redefining Nothingness, melodic progressive black-death metal)

Etichetta: My Kingdom Music
Data di pubblicazione: 7 ottobre 2022

La quota italiana dell’appuntamento odierno appartiene ai Memories Of A Lost Soul. La band reggina rappresenta un nome di vecchia data della scena nostrana, essendo attiva sin dal 1995. Otto anni dopo Empty Sphere Requiem, il nuovo Redefining Nothingness marca il quinto album del quartetto calabrese.

I Nostri, dunque, sono musicisti navigati ed esperti, e il nuovo disco mette in mostra una certa capacità di compendiare influenze provenienti da ambienti diversi. Il brano che ho scelto di mettere qui in evidenza, “The Prometheus’ Key”, per esempio si muove tra riff di stampo black metal e melodic death svedese, con un bel tappeto di tastiere a far da sfondo, ma senza disdegnare rallentamenti al limitare del death-doom. Non solo, però, perché tutto l’album è ammantato da un’aura progressive di fondo; il merito più grande dei Memories Of A Lost Soul, tuttavia, è quello di gestire e far compenetrare alla grande tutte queste influenze, senza mai risultare indigesti o fuori luogo. Redefining Nothingness dimostra dunque che questa band con una carriera quasi trentennale avrebbe certamente meritato di più nella sua storia: e chissà che questo nuovo album non possa essere un nuovo punto di partenza.


7. Fortíð – “För” (da D​ó​mur Um Dau​ð​an Hvern, viking black metal)

Etichetta: Prophecy Productions
Data di pubblicazione: 18 novembre 2022

Personalmente, mi sento piuttosto legato ai Fortíð, di cui peraltro ho già scritto in passato a proposito di uno speciale sulla scena islandese. Li conosco e ascolto da ben prima che la scena black metal locale esplodesse, intorno alla metà degli anni ’10. All’epoca, il gruppo aveva completato una trilogia di album incentrati sulla Völuspá: mi sembra passata una vita…

Parentesi personale a parte, i Fortíð negli anni sono cambiati abbastanza, curando le loro uscite sempre di più ma senza mai snaturarsi. Il nuovo EP Dómur Um Dauðan Hvern, come nelle opere precedenti, contiene riferimenti sonori e lirici al mondo vichingo e alla mitologia norrena. Al tempo stesso, il black metal degli islandesi si è reso nel tempo più rarefatto e tecnico, pur restando ancorato a un’idea di stampo anni Novanta. Come potrebbero suonare gli Enslaved oggi se fossero rimasti più attaccati alle sonorità di Frost? Per chi se lo stesse chiedendo, i Fortíð potrebbero rappresentare un’ottima risposta.


8. Galicia – “Solidifying An Epoch Under The Vapor Canopy” (da Precipice, death-black metal)

Etichetta: Hessian Firm
Data di pubblicazione: 21 ottobre 2022

Dopo un paio di EP pubblicati lo scorso anno, per i californiani Galicia è giunta l’ora del debutto su lunga distanza. La band, sostanzialmente sconosciuta al grande pubblico, esordirà tra una decina di giorni con Precipice, un assalto death-black metal di sei tracce.

Non conoscendo il gruppo, sono stato incuriosito dalla descrizione che ne ha fornito la loro etichetta, la promettente Hessian Firm: war metal misto a death melodico. Un simile approccio raramente ricordo di averlo incontrato, se non a tratti e in qualche band isolata. L’ascolto del singolo “Solidifying An Epoch Under The Vapor Canopy” effettivamente sembra confermare almeno in parte questa descrizione, con sezioni più vicine agli Angelcorpse o ai Concrete Winds e assoli molto melodici. La produzione è molto grezza, ma contribuisce a farti arrivare il brano dritto come un cazzotto in faccia, per cui è decisamente appropriata.