Extrema Ratio #101: 14/12/23-20/12/23 | Aristocrazia Webzine

Extrema Ratio #101: 14/12/23-20/12/23

Archiviato il traguardo del numero 100, Extrema Ratio non si ferma ma prosegue nella sua missione. Anche questo mercoledì torna quindi la rubrica di Aristocrazia Webzine dedicate alle nuove uscite (appena pubblicate o imminenti) del panorama black e death metal. Le otto band protagoniste dell’episodio numero 101 sono: Olhava, Oksennus, Theophonos, Blood Red Throne, Hinsides, Feral Forms, Hollow Woods, Meridion.

G.E.F.


1. Olhava – “Eternal Fire” (da Sacrifice, atmospheric black metal)

Etichetta: Avantgarde Music
Data di pubblicazione: 26 gennaio 2024

La Russia è un Paese spesso considerato abbastanza marginale nell’ambito del metal estremo, ma che negli ultimi anni ha saputo regalare ottime band in ambito post-black metal atmosferico con una certa continuità. Tra le più importanti vi sono gli Olhava, duo composto da due membri dei Trna, giunti già al sesto album nonostante si siano formati relativamente di recente (2016).

Le doti degli Olhava sono sintetizzate in “Eternal Fire”, uno dei due singoli estratti dal nuovo album Sacrifice, che raccolgono le migliori qualità della band russa. Una produzione leggermente low-fi e infiniti blast beat sono sorretti da riff gelidi e atmosferici, che a loro volta sono supportati da tastiere che aiutano ad addolcire il sound. La voce, registrata in scream, è un po’ sovrastata dagli strumenti, ma mi sembra che sia una scelta stilistica per far sì che le parti vocali si intersechino ancor di più con il resto della musica. Insomma, tutti o quasi elementi tipici del black metal atmosferico, in particolare quello russo.


2. Oksennus – “Valkoinen Idiootti” (da Oksennus Verinen Oksennus, experimental death metal)

Etichetta: Autoprodotto
Data di pubblicazione: 13 dicembre 2023

Una delle creature più strane e originali della scena death metal sperimentale è sicuramente la one man band Oksennus, che in finlandese significa vomito; e quando ci penso mi ricorda sempre il rapper interpretato da Enzo Salvi in un cinepanettone. Oksennus Verinen Oksennus, in particolare, è il quarto album di questa entità, ma si tratta del primo da quando è tornato un solo project (precedentemente era una band a tutti gli effetti).

Oltre all’evidente tributo allo storico Sabbath Bloody Sabbath dei Black Sabbath nella copertina, Oksennus si distingue anche per il minutaggio molto particolare visto che i brani durano rispettivamente 17’07”, 4’04” e 8’08”. Aspetto di certo non estraneo alla discografia della band, visto che il precedente album Kolme Toista (kolmetoista, scritto tutto attaccato, significa tredici in finlandese) è formato da tre brani che durano tutti, appunto, tredici minuti spaccati. Numerologia a parte, la musica di Oksennus prevede in effetti un death metal fortemente sperimentale, che in questo album assume forti toni death-doom. Voce profonda, batteria fangosissima e strutture completamente… destrutturate sono tre elementi già presenti che qui sono ancora protagonisti assieme al kantele, strumento tradizionale finlandese, oltre all’utilizzo del piano che ha grande spazio nel terzo e ultimo brano del disco. 


3. Theophonos – “No Reprieve” (da Ashes In The Huron River, avantgarde black metal)

Etichetta: Profound Lore Records
Data di pubblicazione: 9 febbraio 2024

Nella seconda metà degli anni ’10 Serpent Column è stato un progetto particolarmente apprezzato per la sua capacità di coniugare black metal dissonante, idee progressive e influenze mathcore. Oggi Serpent Column non esiste più, ma il suo membro principale ha dato vita a Theophonos, che di fatto raccoglie il testimone del precedente progetto. Ashes In The Huron River è il secondo album sotto questa nuova identità.

Il nuovo progetto mantiene sicuramente tanti punti in comune con Serpent Column, dimostrando così un chiaro elemento continuativo. Se dunque il black metal di Theophonos resta sperimentale, progressivo, dissonante, atonale e debitore di un certo mathcore, a cambiare invece sono un po’ le vibe della musica, che assume un taglio dal sapore più urbano e contemporaneo. Queste atmosfere, del resto, sono una diretta conseguenza anche del cambio di tematica, che in passato conservava notevoli rimandi alla mitologia greca, oggi pressoché assenti. A restare immutata è la qualità compositiva dell’artista, che anzi mi sembra abbia raggiunto maggiore maturità sotto questa sua nuova incarnazione.


4. Blood Red Throne – “Tempest Sculptor” (da Nonagon, death metal)

Etichetta: Soulseller Records
Data di pubblicazione: 26 gennaio 2024

Quando in Norvegia negli anni Novanta impazzava il black metal, il Paese scandinavo viceversa era un po’ carente a livello di death metal. A provare a invertire la rotta a quel tempo ci hanno pensato i Blood Red Throne, formatisi nel 1998 e che negli anni hanno raggiunto una certa popolarità. A fine gennaio la band di Kristiansand pubblicherà il suo undicesimo album, intitolato Nonagon.

Il death metal dei Blood Red Throne è certamente vecchia scuola, poco dedito a contaminazioni moderne o a mode che imperversano ultimamente per quanto riguarda certe operazioni dal sapore revival. I norvegesi, invece, cercano di recuperare influenze sia dalla scena floridiana sia da quella dei vicini svedesi. Per velocità e brutalità mi tornano infatti alla mente certi episodi dei Cannibal Corpse e dei Deicide, ma anche dei Vomitory. Ottime le capacità compositive della band, che danno giusto spazio al basso e dimostrano anche di saper scrivere ottimi assoli (“Blade Eulogy”). Nonagon è un bel disco old school che però non sa di vecchio o stantìo.


5. Hinsides – “Hinsides H​ö​rs Dj​ä​vulsklockans Urklang” (da Hinsides H​ö​rs Dj​ä​vulsklockans Urklang, black metal)

Etichetta: Shadow Records
Data di pubblicazione: 26 gennaio 2024

Restando in Scandinavia ma tornando al black metal, c’è da segnalare il nuovissimo album di Hinsides, progetto giunto al secondo full length e nato dalla mente di M.A. degli Ultra Silvam. Hinsides H​ö​rs Dj​ä​vulsklockans Urklang è uscito proprio la scorsa settimana, e presumibilmente sarà uno degli ultimi dischi del 2023 a finire segnalato qui su Extrema Ratio. 

Ci sono diversi elementi che legano Hinsides ai già citati Ultra Silvam, come una chiara passione per il black metal degli anni Novanta e un’avversione per i suoni patinati, qui ancora più palese rispetto alla band madre. Proprio questo accento grezzo distingue Hinsides dagli Ultra Silvam, insistendo sugli aspetti più tradizionalisti del black metal. Anche se la melodia non è il focus principale di Hinsides H​ö​rs Dj​ä​vulsklockans Urklang, c’è però una bella gestione dei lead e degli assoli di chitarra, oltre a un uso limitato ma molto intelligente di sintetizzatori che danno spessore alle composizioni della one man band svedese. Insomma, tradizionale e vecchia scuola sì, ma con diversi spunti degni di un certo interesse.


6. Feral Forms – “Hunter Of Chaos”, (da Premalignant, black-death metal)

Etichetta: Night Terrors Records / Filth Junkies Records
Data di pubblicazione: 15 dicembre 2023

Per quanto riguarda gli ultimi vagiti del 2023, un colpo di coda interessante arriva anche dall’Italia, con il primo EP dei Feral Forms. Con membri di Claustrum e Grime, il quartetto triestino ha infatti esordito la scorsa settimana con Premalignant, uscito per ora solo in digitale e su tape.

Appare chiaro come il black-death dei Feral Forms peschi a piene mani dal cosiddetto war metal, dove i riff spesso risultano volutamente confusi e caotici a causa di un sound ovattato ed estremamente uniforme. I Feral Forms, tuttavia, pur inserendosi in questa tradizione, cercano di mantenere intatto il loro legame con le radici death metal, grazie a un songwriting che forse si avvicina più a band come Angelcorpse e Order From Chaos piuttosto che ai Revenge, tanto per citare una band più war metal in senso stretto. L’EP è sicuramente breve, ma il caos e la furia che sprigiona bastano per far capire quali sono le (cattive) intenzioni che la band triestina ha in serbo per il futuro.


7. Hollow Woods – “Burial Fires” (da Like Twisted Bones Of Fallen Giants, black metal)

Etichetta: Signal Rex
Data di pubblicazione: 2 febbraio 2024

Dopo Oksennus, spazio ancora a un progetto finlandese, questa volta in campo black metal. Hollow Woods è una band in procinto di pubblicare il suo secondo album, Like Twisted Bones Of Fallen Giants, che uscirà a febbraio per i portoghesi di Signal Rex.

L’album è anticipato dal singolo “Burial Fires”, brano di circa otto minuti in cui emerge tutta la vocazione old school degli Hollow Woods. L’approccio della band finlandese richiama chiaramente gli anni Novanta, sia per via della produzione semplice, sia per il songwriting che alterna parti lente con riff circolari e accelerazioni in blast beat. Un elemento peculiare della proposta degli Hollow Woods è sicuramente la voce, che grazie alla sua interpretazione piuttosto teatrale sembra ben riconoscibile. Come spesso accade, Signal Rex ripropone un nuovo disco black metal vecchia scuola, ma con diversi piccoli elementi originali. Sembra proprio che questo sia anche il caso degli Hollow Woods.


8. Meridion – “Calafate” (da Caverns, death metal)

Etichetta: Iron, Blood and Death Corporation
Data di pubblicazione: 1° gennaio 2024

Uscirà proprio il primo giorno del 2024 Caverns, il secondo album dei Meridion. Si tratta di una delle tante band death metal provenienti dal Cile, che dopo il buon disco di debutto del 2018 (Rise From The South) torna così alla riscossa con questo nuovo lavoro.

Rispetto ad altre band cilene e in generale sudamericane, i Meridion suonano un death metal piuttosto particolare. I BPM si abbassano, andando a cercare più l’atmosfera che la furia estremista tipica del genere. Parlo di un’atmosfera opprimente, occulta, oscura, reminiscente di band come Portal e Grave Upheaval, dove le strutture e i riff del death metal vengono rivestiti di una patina di polvere e magma. In questo senso, il titolo Caverns risulta particolarmente azzeccato, perché il sound generale del disco sembra rievocare di per sé le oscure profondità di grotte ancestrali. Concludo dicendo chi è fan dei già citati Portal probabilmente apprezzerà la proposta dei Meridion, comunque più cavernosa e meno dissonante rispetto agli australiani, anche perché di band con queste sonorità non ne escono poi tantissime in questi tempi.