Extrema Ratio #26: 29/06/22-05/07/22 | Aristocrazia Webzine

Extrema Ratio #26: 29/06/22-05/07/22

Ventiseiesima puntata della nostra rubrica a cadenza settimanale Extrema Ratio, dedicata alle nuove uscite (appena pubblicate o imminenti) del panorama black e death metal underground. Come al solito, la puntata odierna spazierà tra varie sonorità, dal technical death metal fino al black metal atmosferico, passando per proposte più moderne e altre decisamente più old school. Ecco i nomi dei protagonisti di oggi: Psycroptic, Gaerea, Anticreation, Grima, Molder, Orgrel, Ar’lyxkq’wr, Omenfilth.

G.E.F.


1. Psycroptic – “Exitus” (da Divine Council, technical death metal)

Provenienti dalla Tasmania, gli australiani Psycroptic sono una band molto quotata in ambito technical death metal. Attivi ormai da un ventennio, ad agosto faranno uscire il loro ottavo album sotto Prosthetic Records ed EVP Recordings. Anticipato dal singolo “Exitus”, Divine Council si preannuncia come un assalto di riff sì tecnici ma anche particolarmente ben amalgamati, guidati da un certo sentore di melodia. Non mancano accenni più brutali e momenti più progressive, quasi a voler fondere più anime del death metal al tempo stesso. Forti di una produzione impeccabile e di una voce eccellente, gli Psycroptic sembrano avere tutte le carte in regola per confermarsi, ancora una volta, su livelli molto alti. 


2. Gaerea – “Salve” (da Mirage, black metal)

Pur non essendo io un fan dei portoghesi Gaerea, la notizia di un loro nuovo album interesserà certamente tanti. A occuparsene sarà ancora una volta Season Of Mist, che lo pubblicherà il prossimo 23 settembre. Il terzo disco della band lusitana, intitolato Mirage, è anticipato dal singolo “Salve”, che mantiene i canoni che hanno contribuito a far crescere il gruppo in questi anni. La produzione è come sempre maestosa, le atmosfere sono massicce, le chitarre sono decisamente thick. Il senso melodico di fondo può riportare alla mente Mgła, Uada o Misþyrming, con una struttura generale che invero ho trovato un po’ prevedibile ma che nel complesso suona abbastanza easy listening per i canoni del black metal. Sicuramente sarà un album adatto ai fan delle produzioni moderne e per chi pensa che i suoni degli anni Novanta siano a oggi indegni e improponibili.


3. Anticreation – “From The Dust Of Embers” (da From The Dust Of Embers, blackened death metal)

In procinto di debuttare con From The Dust Of Embers ci sono i greci Anticreation, misteriosa formazione blackened death metal. Qui si volta totalmente registro rispetto alle produzioni ariose e cristalline di Psycroptic e Gaerea: il sound è soffocante, quasi claustrofobico, vagamente sulla scia di Teitanblood e Pseudogod. Oltretutto il quasi incessante blast beat non sembra conoscere tregua, escluso qualche breve e brusco rallentamento. Con il primo singolo estratto (che poi è la title track), la band dimostra di saper dispensare mazzate in abbondanza, senza rinunciare però a esprimere un’atmosfera quasi mistica. Il debutto degli Anticreation si preannuncia dunque piuttosto interessante: uscirà per Sentient Ruin Laboratories questo venerdì, 8 luglio.


4. Grima – “Giant’s Eternal Sleep” (da Frostbitten, atmospheric black metal)

Il 2022, tra le altre cose, porta con sé il ritorno dei Grima, band atmospheric black metal siberiana giunta al quinto disco su lunga distanza. In uscita a breve per Naturmacht Productions, Frostbitten sembra esprimere in pieno i più classici stilemi del black metal atmosferico, con i suoi lunghi riff gelidi, i momenti sognanti e melodici, le emozionanti parti soliste di chitarra. La band russa non brilla forse per originalità, ma dimostra certamente carattere e perizia nel far emergere il lato più emozionale delle sue composizioni. Interessante anche la scelta in termini di produzione, piuttosto rozza e selvaggia, aspetto che appare coerente con l’immaginario dei Grima. Frostbitten, comunque, uscirà il prossimo 29 luglio.


5. Molder – “Engrossed In Decay” (da Engrossed In Decay, death-thrash metal)

Tra i tanti dischi imminenti in ambito estremo, figura anche il secondo album degli statunitensi Molder, intitolato Engrossed In Decay. In uscita per Prosthetic Records come i già citati Psycroptic, i quattro ragazzi dell’Illinois propongono un death metal chiaramente vecchia scuola, ricco di venature thrash che rendono la loro proposta più orecchiabile. Un buon esempio è tratto dalla title track, ovvero il brano che ho scelto di inserire qui sotto. Non c’è da aspettarsi certo un prodotto particolarmente innovativo, quanto una riproposizione degli stilemi del death metal di fine anni Ottanta, primi anni Novanta. I singoli comunque si dimostrano godibili e ben strutturati, e tanto dovrebbe bastare. L’uscita ufficiale, in ogni caso, è davvero vicina, essendo fissata per il 15 luglio.


6. Orgrel – “Hunt” (da The Oath Of The Black Wolf, black metal)

Ora spazio alla consueta piccola tappa settimanale ritagliata per la band italiana di questo episodio. Oggi tocca agli Orgrel, che venerdì scorso, sotto Iron Bonehead Productions, hanno pubblicato il loro nuovo EP The Oath Of The Black Wolf. Il mini-album della band italiana (della quale si conosce pochissimo) ripercorre i fasti del glorioso black metal degli anni Novanta, con riff oscuri e trionfanti a farla da padrona. L’EP non cerca tanto l’originalità quanto piuttosto l’originarietà, la riproposizione di un canone alla base del genere, aspetto che troppo spesso oggi si è perso. Gli Orgrel proliferano dunque nelle radici del black metal, trovando una sorta di sfogo reazionario alle derive più sperimentali dei giorni d’oggi. Nel complesso, un EP da consigliare sicuramente a chi apprezza il metallo nero più puro e sincero.


7. Ar’lyxkq’wr – “I xvū^œmc,Ł” (da SS’unnhl, experimental death metal)

Il gruppo più underground e sconosciuto del lotto di oggi è rappresentato (di gran lunga) dal progetto death metal sperimentale Ar’lyxkq’wr, il cui nome, come si può intuire, ho spudoratamente copincollato. Band a metà tra Stati Uniti e Gran Bretagna, comprende membri di Act Of Entropy, Apothecary e le miriadi di progetti del batterista (attivo, tra i tanti, in Occulsed, Acausal Intrusion, Evaporated Sores e tantissimi altri). Il loro debut album SS’unnhl, in uscita autoprodotta a fine luglio, è anticipato dal singolo “I xvū^œmc,Ł”, che rivela una chiara influenza proveniente dagli sperimentalismi oscuri dei Portal e dalle sonorità catacombali degli Impetuous Ritual. Inoltre, si può percepire un gusto chitarristico vicino ai già citati Act Of Entropy, come se qui fossero rideclinati in chiave più estrema. Come si può intuire, è un disco consigliabile a chiunque apprezzi le avanguardie più oscure e impenetrabili del metal estremo, ideale per chi è in cerca di un nome diverso dai soliti.


8. Omenfilth – “Possessed By The Pentacle Spell” (da Possessed By The Pentacle Spell, black metal)

In chiusura di appuntamento odierno, l’ultimo slot se lo prende una band proveniente dalle Filippine, gli Omenfilth. Giunti già al quarto album, mostrano una certa prolificità, anche grazie alla fruttuosa collaborazione con la piccola etichetta americana Eternal Death. Anche gli Omenfilth inventano tutto sommato poco, ma il loro black metal rispecchia più gli epigoni mediterranei (soprattutto greci) degli anni Novanta rispetto alle band norvegesi dell’epoca. Tra suoni più caldi, assoli di matrice vagamente heavy-thrash metal e, in generale, un songwriting più elaborato del black scandinavo, i filippini confermano le buone impressioni già suscitate negli album precedenti. Impressione che potrà verificare a brevissimo anche l’ascoltatore, visto che Possessed By The Pentacle Spell uscirà questo venerdì, 8 luglio.