Extrema Ratio #52: 28/12/22-04/01/23 | Aristocrazia Webzine

Extrema Ratio #52: 28/12/22-04/01/23

Compie un anno Extrema Ratio, la rubrica settimanale targata Aristocrazia dedicata alle nuove uscite (appena pubblicate o imminenti) del panorama black e death metal underground. Siamo infatti giunti al numero cinquantadue di questa avventura, con il primo appuntamento dell’anno nuovo. La formula non cambia: ogni settimana, otto novità dal mondo estremo, con una traccia da Bandcamp già pronta da gustare. Ecco i nomi dei protagonisti di oggi: Рожь, Coffinborn, Entropia, Profane Order, Esoctrilihum, Ophiocordyceps, Ὁπλίτης, Ignominy.

G.E.F.


1. Рожь [Rozh] – “Прощай” (da Всё, post-black metal)

Etichetta: Reflection Nebula
Data di pubblicazione: 2 gennaio 2023

Grazie anche a una copertina di forte impatto, il debut album della one man band russa Рожь (da qui in avanti, per comodità, Rozh), Вечное, aveva attirato l’attenzione di parecchi fan e addetti ai lavori. Questo accadeva due anni fa. A sorpresa, proprio in questi giorni, Rozh ha droppato il successore di quel sorprendente esordio, Всё.

Il progetto russo si distingue per il suo approccio etereo e delicato, in cui atmosfere soffuse fanno da sfondo a tipiche sfuriate black metal. Alternando momenti estremi a riflessioni ambient, Rozh dimostra di saper gestire e spezzare le sezioni dei brani, creando un album che riesce a essere sia intimista che estremo al tempo stesso. Non manca inoltre qualche reminiscenza doom qua e là, che pure era presente nel disco d’esordio.


2. Coffinborn – “Undead Ceremony” (da Cadaveric Retribution, death metal)

Etichetta: Xtreem Music
Data di pubblicazione: 23 febbraio 2023

C’è aria di debutto per gli ungheresi Coffinborn, band death metal che sin qui aveva pubblicato un solo EP, peraltro anche piuttosto datato (risale al 2013). Forti di una lineup esperta, con gente di Cryptworm, Rothadás e Ahriman tra gli altri, i magiari hanno tutti i crismi per promettere un album solido e di valore.

I cinque minuti di “Undead Ceremony”, unico brano sin qui reso noto, portano con sé un’onesta e brutale scarica di death metal old school. Tra profondi growl e riff sincopati, i Coffinborn imparano e ripropongono la lezione dei classici del genere, con un approccio molto vicino alla scuola svedese degli anni Novanta. Difficile aspettarsi innovazioni, ma del resto va benissimo così per chi non ha pretese di novità e vuole del sano e onesto death metal di buona fattura.


3. Entropia – “Retox” (da Total, avantgarde black metal)

Etichetta: Agonia Records
Data di pubblicazione: 17 marzo 2023

La scena metal polacca, nell’ultimo decennio, non ha prodotto solo ottime band black metal, ma anche buonissimi dischi avantgarde e sperimentali. In questo alveo si inseriscono gli Entropia, giunti ormai al quarto album e fautori di un avantgarde metal fortemente intriso di black, sludge e post-metal.

Anche Total si preannuncia propenso a seguire queste direttive stilistiche. Nel primo pezzo reso noto, “Retox”, i polacchi usano tecniche black metal (blast beat e riff dissonanti, oltre a voci sporche) ma incasellate all’interno di atmosfere post-/sludge. Gli Entropia, inoltre, cercano di aprire il suono in modo interessante e originale, strutturando il songwriting facendo assumere al brano una forma quasi progressive. La sapienza compositiva dei polacchi, comunque, si nota maggiormente al riascolto del singolo, che permette di notare man mano dettagli sempre nuovi.


4. Profane Order – “In The Shadows Of The Past” (da One Nightmare Unto Another, black-death metal)

Etichetta: Nuclear War Now! Productions
Data di pubblicazione: 1 marzo 2023

Guidati dal batterista degli ottimi Spectral Wound (qui a chitarra e voce), i Profane Order sono tra le band war metal canadesi più interessanti di nuova generazione. A loro spetta infatti un compito non semplice, quello di raccogliere il testimone di illustri connazionali quali Blasphemy e Revenge. In arrivo c’è il loro secondo album One Nightmare Unto Another.

La mela, evidentemente, non cade troppo lontano dall’albero, perché l’approccio dei Profane Order al war metal è molto classico e richiama alla mente proprio i succitati Blasphemy e Revenge. Cosa aspettarsi dunque, se non il solito tripudio di riff tritaossa, voci cavernose e velocità sostenute su minutaggi contenuti? La prova dei canadesi non regala sorprese, ma al tempo stesso conferma quanto di buono la band riesce a creare seguendo una formula ormai più che consolidata.


5. Esoctrilihum – “Funeral” (da Funeral, atmospheric black-death metal)

Etichetta: Autoprodotto
Data di pubblicazione: 2 gennaio 2023

Qualche giorno fa, quando sono giunto a conoscenza dell’uscita del nuovo album di Esoctrilihum, Funeral, mi sono detto: «Se Asthâghul andasse a fare una visita medica, il dottore gli direbbe che ha una patologia chiamata diarrea compositiva». Scherzi a parte: sul serio Asthâ, fai troppi dischi, non riesco più a starti dietro.

Tralasciando queste divagazioni sulla prolificità di Asthâghul, se non altro la qualità dei dischi di Esoctrilihum resta sempre alta, e questo discorso vale anche per Funeral. Dopo aver passato in esame altre interpretazioni del black-death metal, qui la one man band francese torna a un approccio più atmosferico e meditativo, sfruttando una massiccia presenza di influenze doom. La capacità di sfornare melodie stranianti da parte del polistrumentista francese è immutata, e Asthâghul riesce a disegnare paesaggi sonori emozionanti e oscuri. Da rimarcare anche le clean vocals con cui il musicista si cimenta, offrendo una buona prestazione vocale.


6. Ophiocordyceps – “Infinite Echo Of The Vibration Of Death That Is Propagated In The Unknown With A Perpetual Motion On An Inclined Plane” (da Anthropocene, brutal death metal)

Etichetta: Amputated Vein Records
Data di pubblicazione: 3 febbraio 2023

Il brutal death metal, in particolare nella sua variante slamming, non è molto trattato nella mia rubrica, anche perché ammetto di non esserne un grande conoscitore. Vale la pena però fare qualche eccezione ogni tanto, specialmente perché i trentini Ophiocordyceps sono molto interessanti.

Forti di una produzione massiccia, di una drum machine spietata e di vocals a dir poco abissali, gli Ophiocordyceps si barcamenano tra violentissimi blast beat e improvvisi rallentamenti puramente slam, mentre leggeri synth di sfondo rendono ulteriormente più apocalittico tutto il quadro. In attesa dell’ascolto integrale di Anthropocene, questo almeno è quel che propone il primo singolo estratto, dal titolo lunghissimo e decisamente poco SEO friendly per un sito come il nostro. Ma direi che possiamo serenamente perdonare gli Ophiocordyceps vista la qualità della loro proposta.


7. Ὁπλίτης [Hoplites] – “Ψ​ε​υ​δ​ό​μ​α​ν​τ​ι​ς” (da Ψ​ε​υ​δ​ο​μ​έ​ν​η, avantgarde black-death metal)

Etichetta: Autoprodotto
Data di pubblicazione: 1 gennaio 2023

Avevo già parlato del progetto Ὁπλίτης (da qui in poi Hoplites) proprio nel primo numero di Extrema Ratio, quando uscì il primo EP della one man band cinese. Ecco, non so cosa possa spingere un ragazzo cinese poco più che ventenne a usare un monicker greco e a cantare in greco antico, però l’estetica di Hoplites è sicuramente intrigante e di forte impatto visivo.

La musica, poi, non è da meno. Già un anno fa, la one man band cinese mostrava un’identità precisa, attingendo dal black-death dissonante, filone ormai in esaurimento di idee. Hoplites, tuttavia, insiste molto sugli elementi mathcore del genere, quasi come se Deathspell Omega e Converge trovassero un punto d’incontro. In particolare, il progetto cinese mi ricorda molto da vicino gli ottimi Serpent Column, oggi purtroppo sciolti, i quali peraltro anche avevano un’estetica fortemente debitrice dell’antica Grecia. La proposta di Hoplites comunque funziona, e, nonostante il black-death dissonante sia un po’ passato di moda, Ψ​ε​υ​δ​ο​μ​έ​ν​η riesce a suonare anche fresco e interessante. L’album è autoprodotto e disponibile in digitale, ma dovrebbe uscire tra non molto un’edizione fisica per Pest Productions.


8. Ignominy – “Defaulting Genetics” (da Imminent Collapse, experimental death metal)

Etichetta: Autoprodotto
Data di pubblicazione: 24 febbraio 2023

Album di debutto in arrivo per i canadesi Ignominy, che arrivano a questo traguardo dopo alcune uscite minori (un EP e un paio di singoli). Curiosamente, la band condivide il batterista con i Profane Order, già incontrati poco sopra in questo stesso articolo.

La proposta dei canadesi mette in mostra un death metal decisamente storto e dissonante, foriero di passaggi oscuri e stranianti. Pescando influenze dal repertorio di orrorifiche band death metal di questo filone come Gorguts e Portal, gli Ignominy risultano per essere sperimentali e disturbanti, virando così con decisione verso una proposta molto astratta, dal sapore quasi lovecraftiano. L’album intero non promette certo un ascolto semplice, ma chi è fan delle band citate non potrà che dare una chance a Imminent Collapse, un titolo che è assai esplicativo.