Extrema Ratio #21: 25/05/22-31/05/22| Aristocrazia Webzine

Extrema Ratio #21: 25/05/22-31/05/22

Ventesima puntata della nostra rubrica a cadenza settimanale Extrema Ratio, dedicata alle nuove uscite (appena pubblicate o imminenti) del panorama black e death metal underground. Anche in questa occasione si spazia parecchio, dal black metal atmosferico al war metal, passando per sonorità più progressive, dissonanti e altre di approccio più old school. Ecco i nomi dei protagonisti di oggi: Saor, Serpent Ascending, Atramentum, Perdition Temple, Gardenjia, Reeking Aura, Hellfire Deathcult, Light Dweller.

G.E.F.


1. Saor – “Beyond The Wall” (da Origins, atmospheric black-folk metal)

Pur ammettendo personalmente di non essere un grandissimo fan di Saor, è innegabile che il progetto scozzese si sia affermato come uno dei nomi di punta della scena atmospheric black metal dell’ultimo decennio. A distanza di circa tre anni dal precedente Forgotten Paths, la creatura di Andy Marshall è in procinto di tornare col suo quinto album intitolato Origins. A giudicare dal singolo che ho scelto, “Beyond The Wall”, le coordinate stilistiche della one man band non sono cambiate, tra lunghi riff atmosferico-melodici, lead di chitarra strappalacrime e reminiscenze folk dal sapore celtico, tematiche trattate incluse. I fan di vecchia data di Saor apprezzeranno sicuramente. Oltre a questo brano è stata rivelata anche la title track dell’album, in attesa dell’uscita integrale di Origins che è fissata per il prossimo 24 giugno sotto Season Of Mist.


2. Serpent Ascending – “Growth Of The Soil” (da Hyperborean Folklore, progressive death metal)

Tra i titoli recentemente annunciati dall’avventurosa etichetta italiana I, Voidhanger Records figura anche il secondo album della one man band finlandese Serpent Ascending. A ben sei anni di distanza dal primo disco, la creatura del polistrumentista Jarno Nurmi si presenta con un quattro tracce i cui titoli rimandano inequivocabilmente alla mitologia iperborea e nordeuropea in generale. Il primo singolo estratto, “Growth Of The Soil”, consta di ben dieci minuti di death metal progressivo e melodico, leggermente annerito da una prova vocale più vicina al black metal. Difficile trovare un termine di paragone, sebbene a tratti il singolo possa ricordare i defunti e mai troppo celebrati Howls Of Ebb, anche per un interessantissimo utilizzo del basso. Un bel regalino per deathster dalla mente aperta, per così dire. L’uscita di Hyperborean Folklore è in ogni caso fissata per il prossimo 17 giugno.


3. Atramentum – “VII” (da Through Fire, Everything Is Renewed, black metal)

Da non confondere con i più noti Atramentus (che invece fanno funeral doom), i blackster inglesi Atramentum sono alla soglia del loro secondo album, Through Fire, Everything Is Renewed. Anticipato dal singolo “VII”, il disco del duo britannico si presenta come un black metal oscuro e stratificato, in grado di alternarsi tra blast beat e stacchetti dissonanti. Alcuni punti salienti sono la batteria (con tanti piatti colorati, scelta abbastanza inusuale nel black metal) e la voce, entrambe molto espressive anche se perfettamente incastonate nei canoni del genere. Per loro garantisce Invictus Productions, da sempre attenta alle sonorità death e black metal più oscure ma con quel pizzico di originalità che non guasta mai. Anche questo disco uscirà il prossimo 17 giugno.


4. Perdition Temple – “Redemption Abattoir” (da Merciless Upheaval, blackened death metal)

Vicini a quella branca del war metal che più predilige la poetica del riff, come Angelcorpse e Impiety, gli statunitensi Perdition Temple stanno per pubblicare il loro quarto disco, Merciless Upheaval. Anticipato dal singolo “Redemption Abattoir”, l’album sembra mettere in mostra le caratteristiche che hanno sempre contraddistinto la band di Tampa. Tra blast beat senza pietà e momenti che più si avvicinano al death metal classico, i Perdition Temple sintetizzano furia war metal e approccio chitarristico alla Morbid Angel, suonando godibili e apocalittici al medesimo tempo. Per l’uscita ci sarà da attendere fino al 24 giugno, sotto l’egida di Hell’s Headbangers Records.


5. Gardenjia – “Amore E Morte” (da INVICTVS, progressive black metal)

Come ogni settimana cerco — quando possibile — di dedicare almeno uno degli otto slot di Extrema Ratio a una band italiana. Questa volta a portare alta la bandiera del Belpaese ci pensa Gardenjia, progetto pugliese nato dalla mente di Raffaele Galasso. Le coordinate stilistiche sono chiare sin dai primi momenti: ci si muove nei meandri del cosiddetto black metal dissonante, dagli accenti progressive e a tratti post-hardcore. I brani non mi hanno ricordato tanto i padri putativi del sottogenere Deathspell Omega, quanto progetti più progressive come i Plebeian Grandstand o The Clearing Path. In ogni caso, chi ama il filone del black metal dissonante qui troverà pane per i propri denti, essendoci qualità in abbondanza. Uscito la scorsa settimana, è al momento disponibile solo in digitale sulla pagina Bandcamp del gruppo, in attesa di eventuali pubblicazioni fisiche.


6. Reeking Aura – “Seed The Size Of A Spider’s Eye” (da Blood And Bonemeal, death metal)

L’ho ripetuto più volte: il 2022 si sta dimostrando un grande anno per Profound Lore Records, che sin qui ha sfornato grandissime uscite perlopiù in ambito death metal. Di chiara impronta death metal old school sembra essere anche il debutto dei Reeking Aura, sestetto statunitense che promette ottime cose. Il singolo finora rivelato, “Seed The Size Of A Spider’s Eye”, mette in mostra un certo interesse della band per la vecchia scena finlandese, con vaghe reminiscenze di Demigod e Adramelech. Non manca qualche accenno doom, sebbene il singolo sia e resti death metal fino al midollo. L’uscita di Blood And Bonemeal, così si chiama l’esordio su lunga distanza dei Reeking Aura, comunque è fissato per il prossimo 29 luglio.


7. Hellfire Deathcult – “Consumed By The Eternal Darkness Ov Death” (da Al Nombre De La Muerte, war metal)

In queste settimane sto dedicando molto spazio al war metal, per il semplice fatto che ultimamente si stanno concentrando molte uscite in questa particolare corrente. A far parte di questo nugolo di pubblicazioni ci sono anche gli statunitensi Hellfire Deathcult, giunti al loro terzo album, Al Nombre De La Muerte. Blasfemissimi e molto vicini a livello di sonorità a realtà come Black Witchery e Morbosidad (ma senza bestemmie in spagnolo, a dispetto del titolo del disco), l’unico scopo degli Hellfire Deathcult pare essere quello di distruggere e mietere vittime. Bestiali e senza compromessi, proprio come l’etichetta del genere vuole. L’uscita del disco è fissata per il 30 giugno, sotto la svedese Helter Skelter Productions (branca di Regain Records).


8. Light Dweller – “Conjurer Of Light” (da Lucid Offering, progressive blackened death metal)

Chiudo l’episodio di oggi con una one man band che ho sempre reputato colpevolmente sottovalutata: Light Dweller. Proveniente dall’Arizona, l’unico componente Cameron Boesch ha realizzato ben quattro dischi dal 2019 a oggi. Lucid Offering è il quarto album, anticipato dal singolo “Conjurer Of Light”. Il death metal di Light Dweller appare molto completo sotto ogni punto di vista: è tecnico, è oscuro, è progressive, ha una certa inventiva e non lesina influenze black metal. Può essere una bella sorpresa per chi non conosce il progetto, finora ancora poco noto soprattutto in Europa. Lucid Offering è in uscita in CD e vinile per Total Dissonance Worship, il prossimo 21 giugno.