Extrema Ratio #100: 07/12/23-13/12/23 | Aristocrazia Webzine

Extrema Ratio #100: 07/12/23-13/12/23

Quando ideai Extrema Ratio non pensavo che sarei riuscito ad arrivare sino al numero 100. Ebbene, oggi questa rubrica tocca proprio questa splendida cifra tonda, con l’immancabile appuntamento del mercoledì dedicato alle nuove uscite (appena pubblicate o imminenti) del panorama black e death metal. Per celebrare questo evento, l’episodio odierno avrà le seguenti band protagoniste: Spectral Voice, Troll, Necrowretch, Bull Of Apis Bull Of Bronze, Petrification, Ebola, Funeral Vomit, Fiori Del Male.

G.E.F.


1. Spectral Voice – “Red Feasts Condensed Into One” (da Sparagmos, death-doom metal)

Etichetta: Dark Descent Records
Data di pubblicazione: 9 febbraio 2024

Praticamente un altro progetto dei membri dei Blood Incantation, gli Spectral Voice sono forse uno dei gruppi underground più conosciuti della scena death-doom. Sono passati ormai quasi sette anni dal loro album di debutto Eroded Corridors Of Being, e questo tempo, oltre allo status della band, rende forse l’imminente secondo album Sparagmos uno dei dischi estremi più attesi dei primi mesi del 2024.

Il disco è anticipato dai tredici (!) minuti del singolo “Red Feasts Condensed Into One”, un bell’assalto death metal cavernoso e puzzolente costituito da rallentamenti improvvisi e abissali. In sostanza una versione più oscura dei Disembowelment, forse la band che prima di tutte ha saputo mescolare parti death metal veloci e lentissime sezioni doom. Gli Spectral Voice per il resto non inventano nulla di nuovo, ma l’atmosfera per l’appunto spettrale creata dalla band è senz’alcun dubbio notevole e perfettamente riuscita. Diciamo che dischi death-doom con caratteristiche simili non ne escono pochissimi oggigiorno, ma gli Spectral Voice possono definirsi con merito tra gli interpreti migliori di questo stile.


2. Troll – “Dominus Inferno” (da Trolldom, symphonic black metal)

Etichetta: Polypus Records
Data di pubblicazione: 8 dicembre 2023

Quando si pensa ai big della scena black metal norvegese degli anni Novanta, il nome dei Troll non è forse il primo che passa per la testa degli appassionati. È innegabile però che la band capitanata da Nagash (mente dei Covenant/The Kovenant ed ex Dimmu Borgir) abbia saputo produrre ottimi dischi, su tutti il debutto Drep De Kristne, risalente ormai al 1996. Ora, a ben tredici anni dal precedente Neo-Satanic Supremacy, è uscito il quinto album dei norvegesi, intitolato Trolldom

I Troll continuano a suonare nell’alveo di quella che è la tradizione symphonic black metal norvegese di quegli anni, resa leggendaria da band come Emperor, Limbonic Art e i già citati Dimmu Borgir. Le tastiere atmosferiche offrono infatti un piacevole e inquietante sfondo ai riff black metal scritti dai Nostri, su cui si adagiano le voci teatrali e bizzarre di Nagash. Il songwriting comunque resta più oscuro rispetto agli interpreti del symphonic black di oggi (se prendi i Moonlight Sorcery o il debutto di Argenthorns i riff sono molto più uplifting, praticamente quasi power metal), con i norvegesi che sembrano recuperare lo stesso feeling degli anni Novanta a cui si unisce un tocco quasi goticheggiante dovuto alla peculiarità del comparto vocale. In conclusione, il ritorno dei Troll è decisamente positivo e rappresenta certamente un’ottima notizia per tutti gli aficionado della storica scena norvegese.


3. Necrowretch – “Numidian Knowledge” (da Swords Of Dajjal, death-black metal)

Etichetta: Season Of Mist
Data di pubblicazione: 2 febbraio 2024

L’ormai imminente 2024 segnerà anche il ritorno sulle scene dei francesi Necrowretch, band death-black di pregevole fattura giunta al quinto album della sua carriera quindicennale. Il disco si intitola Swords Of Dajjal, esce a febbraio ed è introdotto da un’impattante copertina firmata da Stefan Thanneur, co-fondatore dei mai troppo celebrati Chaos Echoes.

Il titolo dell’album e i nomi delle tracce rivelano una forte impronta di matrice folkloristica araba e nordafricana (il dajjal era una sorta di anticristo nell’escatologia islamica), che dona ulteriore mistero e fascino. Swords Of Dajjal è anticipato da “Numidian Knowledge”, un altro riferimento al Nordafrica in quanto l’antica Numidia corrispondeva a un territorio tra Tunisia e Marocco. Nel brano death metal melodico e black metal flirtano continuamente, ricordando un certo mood svedese (Necrophobic, Naglfar) e mantenendo nel riffing anche legami con l’heavy metal classico che aiutano a rendere il tutto più scorrevole.


4. Bull Of Apis Bull Of Bronze – “Annihilation” (da The Fractal Ouroboros, atmospheric black metal)

Etichetta: Fiadh Productions / Vita Detestabilis Records
Data di pubblicazione: 21 dicembre 2023

Direttamente dagli Stati Uniti, i Bull Of Apis Bull Of Bronze sono forse una delle band RABM più interessanti degli ultimi anni. Merito certamente del loro primo album del 2019, Offerings Of Flesh And Gold, che riscosse un discreto successo a livello underground. Il secondo disco, si sa, è però sempre più difficile e pare che quel momento sia arrivato: tra una decina di giorni uscirà infatti il nuovo The Fractal Ouroboros.

Sono due tracce di circa dieci minuti di durata le anticipazioni fornite dai Bull Of Apis Bull Of Bronze, che si confermano non essere una band black metal di semplice ascolto. Tra elementi drone-ambient, chitarre zanzarose ma sognanti, scream disperati e violente accelerazioni, la band americana pare prendere in prestito alcuni elementi dalla stessa tradizione statunitense, declinandola però secondo accenti del tutto personali. A tratti sembra quasi di avere a che fare con gli Ash Borer, mantenendo la loro capacità di scrivere riff black metal memorabili ma farciti con influenze prese da generi extra-metal, ottenendo un risultato sicuramente interessante. Un buon suggerimento per chi cerca un black metal che sia atmosferico ma al tempo stesso molto diverso da tanti altri nomi in circolazione.


5. Petrification – “Twisted Visions Of Creation” (da Sever Sacred Light, death metal)

Etichetta: Svart Records
Data di pubblicazione: 9 febbraio 2024

Secondo album in arrivo per gli americani Petrification. Dopo il buon esordio Hollow Of The Void, pubblicato nel 2018, la band di Portland a febbraio taglierà il traguardo del secondo disco. L’album si intitola Sever Sacred Light.

Ricordavo come la band statunitense fosse perlopiù un — buon — esempio di death metal svedese riaggiornato ai nostri tempi. In realtà, le premesse di Sever Sacred Light mostrano un gruppo simile eppure maturato grazie ad alcune trovate interessanti che arricchiscono la proposta. Ad esempio, il singolo si apre con una intro di tastiera particolarmente atmosferica. Il comparto riffing invece, pur di chiaro impianto old school, ha subìto un’evoluzione, dando più spazio anche al basso e dotandosi di sempre maggiore personalità rispetto all’esordio. Ritrovo quindi i Petrification come una band cresciuta, più consapevole di sé e sinceramente anche più interessante rispetto ai tempi di Hollow Of The Void.


6. Ebola – “A Million Lies”, (da Distorted Romance, experimental-depressive black metal)

Etichetta: Pest Productions
Data di pubblicazione: 15 dicembre 2023

Sebbene Ebola sia un monicker decisamente comune in ambito metal, tanto che Metal Archives conta ben dieci band con questo nome e magari ne esistono altre, ci eravamo già occupati in diverse occasioni del progetto giapponese qui su Aristocrazia. Venerdì la creatura del polistrumentista Youta pubblicherà il suo sesto album, intitolato Distorted Romance.

Ebola, sicuramente, è un progetto che ama sperimentare. Che è un aspetto abbastanza singolare all’interno del depressive black metal, solitamente una forma stilistica di base un po’ refrattaria alle innovazioni. In Distorted Romance, pur mantenendo un’impronta certamente low-fi, sono presenti infatti forti eco dal sapore post-punk, grazie anche a una batteria (programmata?) dal tocco minimale. L’alternarsi di parti puramente black metal e altre post-punk e new wave dona all’album un’aura quasi di depressione urbana, paragonabile per certi versi alla fusione di depressive black metal e trip hop che faceva Netra. L’opera, in generale, mantiene una buona carica emozionale, ma soprattutto rilegge le coordinate del genere in modo sufficientemente originale per definirsi degna di un approfondimento. 


7. Funeral Vomit – “Immense Morbidity” (da Monumental Putrescence, death metal)

Etichetta: Xtreem Music
Data di pubblicazione: 19 dicembre 2023

Arrivano invece dalla Colombia i Funeral Vomit, band di formazione piuttosto recente (sono nati nel 2020) ma che si è già fatta notare grazie alla solita trafila di demo, split ed EP. Una breve gavetta che è valsa ai sudamericani la chiamata dell’ottima etichetta spagnola Xtreem Music, che tra pochi giorni farà uscire il loro primo album Monumental Putrescence.

Fortemente old school e marcia fino al midollo, la prova dei Funeral Vomit è accostabile a diverse band risalenti ai primi anni Novanta. Dai Carcass ai Mortician passando per gli Impetigo, appare infatti evidente come i colombiani abbiano consumato a tonnellate i dischi death metal e grindcore dell’epoca, riuscendo a catturare l’essenza di quella declinazione più horror del genere. Originalità non è certo la parola chiave della band, che però si dimostra perfettamente in grado di ricreare quelle vibe grazie a una personale reinterpretazione delle sue influenze. E va benissimo così, intendiamoci.


8. Fiori Del Male – “Io Piango Del Non Morire” (da Con Un Grido Entrerò Nell’Ombra, experimental black metal)

Etichetta: Autoprodotto
Data di pubblicazione: 9 dicembre 2023

In chiusura, la quota italiana di questa settimana su Extrema Ratio è affidata ai Fiori Del Male, un progetto che — devo ammettere — ho scoperto casualmente lo scorso weekend in un gruppo Facebook. Potenza dei social, eh? Di loro comunque si sa poco o nulla, se non che il nome è chiaramente un omaggio a una delle opere più famose di Charles Baudelaire e che la formazione consta di due componenti. Non ho conferme ufficiali, ma il membro principale dovrebbe essere Raffaele Galasso, già mente di Gardenjia, progetto dalle coordinate piuttosto simili di cui parlai un bel po’ di tempo fa su Extrema Ratio #21.

La verve poetica del duo è visibile non solo nel titolo dell’opera, ma anche nei nomi dei vari brani, che comunque sono dei riadattamenti liberi da L’Arcangelico di Georges Bataille, altro importantissimo scrittore francese. Come dicevo, musicalmente la band è accostabile a quanto già fatto vedere da Gardenjia, grazie a un black metal atonale e dissonante pronto a tingersi all’occorrenza di pennellate progressive e post-hardcore. Tuttavia, mi sembra che i Fiori Del Male prendano un piglio ancora più sperimentale, merito di un astrattismo sonoro maggiormente spiccato, accentuato da sezioni industrial-drone e acustiche che servono anche a spezzare la furia incessante delle martellate black metal. Con Un Grido Entrerò Nell’Ombra è un album estremamente singolare che meriterebbe quantomeno un’uscita in forma fisica, visto che tra l’altro al momento è acquistabile solo in digitale tramite il profilo Bandcamp dei Fiori Del Male.