Extrema Ratio #22: 01/06/22-07/06/22 | Aristocrazia Webzine

Extrema Ratio #22: 01/06/22-07/06/22

Ventiduesima puntata della nostra rubrica a cadenza settimanale Extrema Ratio, dedicata alle nuove uscite (appena pubblicate o imminenti) del panorama black e death metal underground. Anche questa volta tante sonorità diverse, dal death metal più progressivo a quello più oscuro, passando per black metal grezzo e dissonante o soluzioni più old school. Ecco i nomi dei protagonisti di oggi: The Chasm, Gravenchalice, Inanna, Horns & Hooves, Berator, Heruka, Maul, Ornæmental Shine.

G.E.F.


1. The Chasm – “Spectre Of The Arcane Cognition” (da The Scars Of A Lost Reflective Shadow, progressive death metal)

Personalmente nutrivo grandi aspettative circa il nuovo disco dei The Chasm, una delle mie band death metal preferite. Pur non avendo mai del tutto sfondato in Europa, il progetto di Daniel Corchado (ex Incantation ed ex Cenotaph, non uno qualunque) si è imposto come uno dei più interessanti per quanto riguarda un certo modo di concepire il progressive death. Dai già citati Cenotaph, i The Chasm riprendono le parti più melodiche, con un piglio prog simile ai Timeghoul e ultimamente reso più conosciuto su larga scala dai Blood Incantation. Non mancano richiami al thrash metal, assoli fantascientifici, strutture avventurose ma senza mai sacrificare in tutto ciò quella che amo chiamare la poetica del riff. Come brano da inserire nel player qui sotto ho scelto “Spectre Of The Arcane Cognition”, ma tutto l’album è ricco di tracce e momenti memorabili. Non credo sia il mio disco preferito dei messicani (per me Farseeing The Paranormal Abysm resta irraggiungibile), ma di sicuro The Scars Of A Lost Reflective Shadow soddisferà il palato di tanti appassionati del genere.


2. Gravenchalice – “Via Peccatum” (da Via Dolorosa, black metal)

L’anno scorso gli statunitensi Gravenchalice avevano stupito tante persone, grazie al loro secondo album Samael che gli ha dato un po’ di popolarità a livello underground. Quest’anno il combo black metal è tornato dandoci un nuovo assaggio della sua bravura con un EP di poco più di venti minuti, Via Dolorosa (no, non ha a che fare con una band italiana ridicola dalle ideologie politiche ributtanti). Nel complesso, è un EP di black metal lento, dissonante e meditativo, capace di creare atmosfera senza per questo puntare sui soliti riff lunghissimi in accordi maggiori. Ancora una volta autoprodotti, i Gravenchalice confermano quanto di buono avevano già fatto in Samael. Che sia tempo di vederli finalmente su un’etichetta di una certa grandezza?


3. Inanna – “Far Away In Other Spheres” (da Void Of Unending Depths, progressive death metal)

Degli Inanna volevo parlare già da tempo, e se non ci sono riuscito è solo per motivi di natura “tecnica”: la band cilena non aveva infatti ancora reso disponibile il loro nuovo album Void Of Unending Depths su Bandcamp, il cui player si presta tantissimo agli scopi divulgativi di Extrema Ratio. Finalmente, a disco già uscito, i sudamericani hanno caricato il disco su Bandcamp e ne posso parlare. Per loro vale un discorso simile a quello già fatto per i The Chasm: si tratta di una band progressive death metal di grande inventiva, forse leggermente più oscura rispetto ai messicani, ma con un modo simile di intendere il genere. All’interno del disco si trovano anche echi di StarGazer, Morbid Angel e Immolation, tanto per rendere più chiare le coordinate dell’album. La scena death metal cilena, poi, è una vera garanzia: un motivo in più per non perdersi questo lavoro eccellente degli Inanna.


4. Horns & Hooves – “Endless Rosary” (da I Am The Skel Messiah, black metal)

Se finora mi sono occupato solo di dischi usciti di recente (che per vari motivi non ero riuscito ad anticipare), ora si cambia registro e si torna a un’anteprima. Questo è il caso di “Endless Rosary”, singolo estratto dal debut album degli statunitensi Horns & Hooves, in uscita per la sempre attenta Invictus Productions. Con un black metal potentissimo, a cavallo tra sonorità di prima e seconda ondata e dal forte retrogusto thrash, gli Horns & Hooves dimostrano di essere perfettamente maturi per la loro prima prova su lunga distanza. Cos’altro aspettarsi da questo disco se non mazzate sulle gengive e un sacco di violenza gratuita? Per scoprirlo a fondo non basta che aspettare il 17 giugno, data di uscita di questo I Am The Skel Messiah.


5. Berator – “Onslaught To Absolution” (da Elysian Inferno, blackened death metal)

Sul versante death metal, una delle etichette underground più consistenti e attive resta sempre la statunitense Dark Descent Records. Una delle loro uscite in arrivo è il nuovo EP dei Berator, formazione dedita a un blackened death metal particolarmente minaccioso e belligerante, un po’ sulla scia degli Angelcorpse, tanto per azzardare un paragone. “Onslaught To Absolution”, primo singolo estratto, dà perlomeno proprio questa impressione, viaggiando su ritmi sostenuti e promettendo di spazzare via qualunque cosa, ascoltatore compreso. Per l’uscita integrale dell’EP dei Berator, comunque, è solo questione di giorni, essendo fissata per il prossimo 10 giugno.


6. Heruka – “Presagi” (da Memorie, black metal)

Nuovo appuntamento con la consueta “quota italiana” di Extrema Ratio. Oggi questo spazio spetta agli Heruka, uno dei progetti del polistrumentista siciliano Adranor, del quale ricordo la militanza nei Legion Of Darkness (ora inattivi dal 2010 ma che a me sono sempre piaciuti parecchio) e nei Throne Of Molok. Gli Heruka hanno ritrovato nuova linfa proprio negli ultimi anni, dopo una lunghissima pausa tra il 2005 e il 2018. Con questo Memorie, la band è giunta al suo terzo album: un lavoro più marcatamente black metal rispetto agli ultimi capitoli, melodico e con un gran gusto negli arrangiamenti. Rimarchevole anche la prova del basso (a tratti dal sapore quasi progressive) e in generale della sezione ritmica. Memorie è appena uscito per Rude Awakening Records su CD, e per i fanatici del black metal italiano può rappresentare un nome di sicuro interesse.


7. Maul – “Seraphic Punishment” (da Seraphic Punishment, death metal)

Dopo una lunga sequela di uscite minori, i Maul si sono finalmente decisi a pubblicare il loro album d’esordio. Radicata nella tradizione death metal vecchia scuola, la band del North Dakota ha rivelato la titletrack di questo Seraphic Punishment, in uscita il prossimo 15 luglio per Redefining Darkness Records. Dotato di un sound potente e di ritmiche tendenzialmente mid-tempo, il singolo mostra quelle che sono le potenzialità dei Maul, sicuramente abili a intrattenere l’ascoltatore quanto basta per convincerlo della bontà della loro proposta. Nella quale si può sentire una sorta di parentela a livello di sound con i Sanguisugabogg, tanto per fornire un termine di paragone.


8. Ornæmental Shine – “Numinous Presence” (da Deima Panikon, black metal)

Con membri di Uada e Black Hate, gli Ornæmental Shine sono in procinto di debuttare con un EP sulla nostrana I, Voidhanger Records. “Numinous Presence”, prima traccia rivelata di Deima Panikon, mette in mostra un black metal dissonante, occulto, con sonorità oscure e magmatiche. Qui si predilige più la frangia meditativa del black metal rispetto alla sua controparte più diretta e straightforward, merito anche di un basso presente e pulsante, che a tratti può ricordare Written In Waters dei Ved Buens Ende. Per il resto gli Ornæmental Shine aspettano tutti al varco, e in attesa di farsi scoprire più a fondo sembrano promettere davvero ottime cose. L’EP uscirà a breve, per l’esattezza il prossimo 17 giugno.