Extrema Ratio #114: 14/03/24-20/03/24 | Aristocrazia Webzine

Extrema Ratio #114: 14/03/24-20/03/24

Come ogni mercoledì, arriva un nuovo appuntamento con Extrema Ratio, la rubrica di Aristocrazia Webzine dedicata alle nuove uscite (appena pubblicate o imminenti) del panorama black e death metal. Protagoniste di oggi, episodio numero 114, le seguenti otto band: Ulcerate, Korpituli, Necrot, Funeral Oration, Funeral Leech, Markgraf, Stress Angel, Riitasointu.

G.E.F.


1. Ulcerate – “The Dawn Is Hollow” (da Cutting The Throat Of God, experimental death metal)

Etichetta: Debemur Morti Productions
Data di pubblicazione: 16 giugno 2024

Non è certamente esagerato affermare che il nuovo album dei neozelandesi Ulcerate è una delle uscite più attese del 2024 in campo metal estremo. Atmosferici e sperimentali, i ragazzi di Auckland a giugno pubblicheranno il loro settimo album, Cutting The Throat Of God, con l’intento di non far rimpiangere il disco precedente, il bellissimo Stare Into Death And Be Still.

L’uscita dista ben tre mesi, ma il singolo già rivelato, “The Dawn Is Hollow”, potrebbe già offrire alcune indicazioni molto chiare sulla natura del disco. Tanto per iniziare, la maestria compositiva degli Ulcerate non è assolutamente in discussione: come al solito, i neozelandesi sanno costruire brani elaborati e tormentati, facendo sfoggio di trame chitarristiche originali e del consueto drumming espressivo di Jamie Saint Merat, senza dubbio uno dei batteristi più forti di tutta la scena black e death metal. Il brano recupera sia gli elementi dissonanti di Shrines Of Paralysis sia alcuni momenti melodici e intimisti che si erano già potuti apprezzare su Stare Into Death And Be Still, fondendoli e rendendoli complementari. Resta da capire come suonerà l’album nella sua interezza, ma è difficile pensare che gli Ulcerate possano deludere le aspettative.


2. Korpituli – “Pohjola” (da Pohjola, folk-black metal)

Etichetta: Korpituli Productions
Data di pubblicazione: 19 aprile 2024

Terzo album in arrivo per Korpituli, one man band finlandese dedita a un black metal spirituale e atmosferico. Dopo i primi (ottimi) due dischi, però, in questo terzo full length chiamato Pohjola il progetto cambia leggermente pelle. L’album uscirà il mese prossimo presso l’etichetta omonima, gestita dallo stesso mastermind di Korpituli.

Pohjola si discosta leggermente dai precedenti lavori: se i primi erano caratterizzati da un black metal a tratti quasi burzumiano, qui invece aumenta nettamente la componente folkloristica. Nell’unico singolo sinora rivelato al pubblico, sezioni più vicine al black metal si mescolano con inni solenni e folk nordico, connubio che personalmente mi ha richiamato una certa parentela con i norvegesi Storm, il tutto poi rideclinato in una versione epicheggiante in salsa finnica. Le composizioni di Korpituli sono decisamente ben amalgamate e, oltre a scorrere bene, il brano in questione risulta anche piacevolmente catchy. Sfido, infatti, a non farsi venire voglia di cantare a squarciagola il ritornello della titletrack: «PO – HJO – LAAAA»! E poi, diciamocelo, ormai di dischi su questo stile non ne escono tantissimi, per cui risulta davvero un ascolto fresco e personale.


3. Necrot – “Cut The Cord” (da Lifeless Birth, death metal)

Etichetta: Tankcrimes
Data di pubblicazione: 12 aprile 2024

Attivi dal 2011, i californiani Necrot sono di certo un nome piuttosto importante nella scena death metal americana underground. Grazie a due album ben accolti dalla critica e a un’intensa attività live, il trio è infatti già entrato nel cuore di molti fan, soprattutto negli States. Il loro nuovo album, Lifeless Birth, è in uscita ad aprile.

Partiamo da un presupposto: i Necrot non inventano nulla. La proposta della band americana (anche se uno dei fondatori, Luca Indrio, è italiano) si basa su un death metal classico e vecchia scuola, dove la batteria alterna pattern furiosi e martellanti, mentre si susseguono riff incessanti che ti colpiscono dritti come bordate in faccia. Insomma, è la tipica proposta che pur non inventando nulla di nuovo paga un perfetto tributo al genere, risultando perfettamente coerente ed eseguita, piacevole come la solita torta di mele della nonna. E quando mai ci si lamenta della torta di mele della nonna? Appunto. E il senso dei Necrot è esattamente lo stesso.


4. Funeral Oration – “Plenus Larvarum” (da Antropomorte, black metal)

Etichetta: Avantgarde Music
Data di pubblicazione: 22 marzo 2024

Per la quota italiana della settimana, spazio dedicato ai Funeral Oration. Storica band black metal originaria di Taranto che ha iniziato a essere operativa addirittura nel 1989, i pugliesi pubblicano in questi giorni il loro terzo album, intitolato Antropomorte.

Occulto, oscuro, violento. Ma anche mistico, atmosferico, teatrale: non è facile essere sintetici a livello di aggettivi nei riguardi di Antropomorte, caratterizzato da una certa ricerca musicale ma anche da un sincero attaccamento alle radici black metal. Ed ecco che i Funeral Oration tengono meritatamente alta la bandiera del black italiano, con una prova a tutto tondo in cui il riffing risulta molto ispirato e il declamare delle voci aggiunge un effetto teatrale particolarmente apprezzato che ben si presta alla nostra lingua; il cantato, infatti, è in italiano. Ottima aggiunta anche gli inserti di tastiere, che donano un sapore goticheggiante e sinfonico all’album, pur restando ancorato alla furia del black metal. Davvero un bel disco, anche meglio secondo me del pur buono precedente Eliphas Love.


5. Funeral Leech – “Ceaseless Wheel Of Becoming” (da The Illusion Of Time, death-doom metal)

Etichetta: Carbonized Records
Data di pubblicazione: 5 aprile 2024

In pieno periodo COVID, ricordo che Death Meditation dei Funeral Leech fu accolto molto bene, come uno dei migliori debutti death-doom del tempo. Da allora sono trascorsi esattamente quattro anni: tanto ci è voluto per un secondo disco della band newyorkese, che vedrà la luce tra un paio di settimane.

Anche il nuovo The Illusion Of Time è un album di spessore. Lo si capisce dal singolo già svelato, “Ceaseless Wheel Of Becoming”, un susseguirsi di riff death metal e rallentamenti doom capace di creare un’atmosfera oscura con sezioni melodiche e malinconiche. Sono proprio queste ultime a dare un tocco di peculiarità ai Funeral Leech, che prendono spunto da certo funeral doom metal (penso ai Mournful Congregation) per arricchire ulteriormente il loro sound, rendendo perfettamente equilibrate la potenza intransigente del death metal e le melodie lente e disperate del doom. I Funeral Leech, insomma, sembrano in grado di promettere di scrivere ancora il loro nome tra le band death-doom più interessanti del 2024.


6. Markgraf – “Allerheiligen” (da Hohenbaden, black-heavy metal)

Etichetta: Blutrausch Propaganda
Data di pubblicazione: 10 maggio 2024

Sono molto contento di avere l’occasione di riparlare dei tedeschi Markgraf, di cui recensii molto favorevolmente il loro esordio ormai quasi quattro anni fa. La band è infatti tornata alla carica con un nuovo album, anch’esso in uscita sotto Blutrausch Propaganda, l’etichetta gestita dal leader e cantante del progetto. Hohenbaden vedrà la luce il prossimo 10 maggio.

Rispetto a Markgraf di qualche anno fa, Hohenbaden sembra proporre soluzioni simili ma con una forma leggermente diversa. Se l’album d’esordio era infatti ancora debitore di un certo interesse verso una sorta di proto-war metal alla Sarcofago, cosa che non deve stupire poiché Elio Walther, leader del gruppo, ha anche un solo project war metal-noise, il successore è marcato da elementi heavy metal classici molto più presenti, e non solo nella voce, che richiama decisamente i Cirith Ungol. Oltre alla natura heavy della band, tuttavia, non manca la componente black metal, che mantiene ovviamente il suo spazio. In tutto ciò, i Markgraf continuano nel loro tema lirico incentrato sul folklore locale del Baden-Württemberg, per intenderci lo stato tedesco dove sono situate Stoccarda, Karlsruhe e la Foresta Nera. La band tedesca si conferma dunque molto interessante, e secondo me meriterebbe decisamente maggiore spazio e attenzione rispetto a quanto ne riceva attualmente.


7. Stress Angel – “Monsignor’s Wish” (da Punished By Nemesis, death-thrash metal)

Etichetta: Dying Victims Productions / Stygian Black Hand
Data di pubblicazione: 15 marzo 2024

Torno ancora negli Stati Uniti per parlare degli Stress Angel, band death-thrash che da pochi giorni ha pubblicato il suo secondo album, intitolato Punished By Nemesis.

Quello degli Stress Angel è death-thrash metal di ispirazione chiaramente anni Ottanta, con tanto di sporcature black metal e qualche «UGH!» alla Tom G. Warrior dei Celtic Frost. Ben strutturato, il disco mantiene un’impostazione classica, con una certa attenzione al rispetto della forma canzone (ma non mancano gustose variazioni sul tema) e una discreta personalità nella composizione degli assoli.

Anche la produzione è capace di portare indietro nel tempo l’ascoltatore, grazie a un sound legato ancora una volta agli anni Ottanta e, in generale, mostrando un’attitudine coerente. Un disco per nostalgici? In parte sicuramente sì, ma non manca qualche trovata originale che rende la proposta degli Stress Angel quantomeno personale, pur se attaccata a una certa tradizione.


8. Riitasointu – “1050” (da Pedon Leikki, atmospheric black-folk metal)

Etichetta: Naturmacht Productions
Data di pubblicazione: 29 marzo 2024

Oggi, a quanto pare, è giornata di doppio appuntamento con il black metal finlandese dal taglio folkloristico. Dopo aver parlato di Korpituli, chiudo l’appuntamento #114 col primo album dei Riitasointu. Pedon Leikki fa seguito a una demo pubblicata tre anni fa e uscirà verso la fine di marzo.

Rispetto al già citato Korpituli, i Riitasointu scelgono di declinare il loro folk-black metal in modo diverso, ma con dei punti di contatto. Pur con una produzione più low-fi, anche il duo opta per cori epici in pulito alternati a sezioni in scream, creando un netto ma piacevole contrasto. Non mancano inoltre passaggi lenti, quasi doom, che rimarcano la componente atmosferica della proposta: ne risulta un’opera dalle caratteristiche segnatamente nordiche, epica e diretta, ma anche molto piacevole da ascoltare. Posso dire che anche i Riitasointu fanno centro, regalandosi un debutto davvero interessante e gradevole che farà felici i seguaci del folk-black metal di stampo nordeuropeo e paganeggiante.