Extrema Ratio #98: 22/11/23-28/11/23 | Aristocrazia Webzine

Extrema Ratio #98: 22/11/23-28/11/23

Purtroppo, mercoledì scorso è saltato per la prima volta l’appuntamento settimanale con Extrema Ratio, la rubrica targata Aristocrazia dedicata alle nuove uscite (appena pubblicate o imminenti) del panorama black e death metal. Recupero oggi con il numero novantotto, che presenta le seguenti band: Varathron, Job For A Cowboy, Korgonthurus, Sovereign, Infernal Angels, Resin Tomb, Byzantium, Thunraz.

G.E.F.


1. Varathron – “Hegemony Of Chaos” (da The Crimson Temple, black metal)

Etichetta: Agonia Records
Data di pubblicazione: 1 dicembre 2023

I Varathron sono una delle band più storiche e rappresentative della scena black metal greca, formando una sorta di triade assieme a Rotting Christ e Necromantia. Famosi soprattutto per i capolavori degli anni Novanta quali His Majesty At The Swamp e Walpurgisnacht, hanno dato prova di sfornare ottimi lavori anche nella loro maturità. Tra pochi giorni uscirà The Crimson Temple, il loro settimo album.

Nelle ultime pubblicazioni il sound dei Varathron si è fatto sempre più aperto e trionfale, con accenti epici e reminiscenti dell’heavy metal classico. La stessa cosa si riscontra anche in The Crimson Temple, dove il black metal battagliero dei greci è accentuato da un sound pulitissimo, con atmosfere guerriere e immersioni dal sapore quasi folk-prog. L’album possiede un songwriting decisamente old school, grazie a riff indimenticabili e strutture memorabili che rendono l’opera densa di passaggi elettrizzanti e al tempo stesso facili da ricordare, pur essendo innegabilmente estrema. Il tutto è poi compendiato dalla copertina di Paolo Girardi, le cui pennellate esprimono superbamente le atmosfere epiche e belligeranti di cui i Varathron si fanno portatori.


2. Job For A Cowboy – “The Forever Rot” (da Moon Healer, progressive death metal)

Etichetta: Metal Blade Records
Data di pubblicazione: 23 febbraio 2024

Nonostante il nome dei Job For A Cowboy tradisca il passato deathcore della band, il gruppo dell’Arizona nel corso degli anni si è evoluto fino ad arrivare alle sonorità progressive death metal dei giorni d’oggi. Moon Healer, in uscita il prossimo febbraio, rompe un silenzio discografico che dura da ben dieci anni.

La coloratissima — forse anche troppo — copertina lascia presagire che Moon Healer sia un disco altrettanto pieno di contenuti. In effetti, come dicevo, i Job For A Cowboy si sono evoluti fino a raggiungere sonorità death metal mescolate a un forte piglio progressive e dissonante, dove il basso possiede un ruolo prominente. La musica degli statunitensi è cervellotica e profonda, e questa sensazione viene ulteriormente messa in evidenza grazie alla produzione estremamente pulita, che valorizza ogni singolo passaggio. Se negli ultimi anni si è assistito a una vera e propria rinascita del death progressivo, si capisce come questo crescente interesse abbia spinto anche i Job For A Cowboy a sperimentare con questa derivazione del genere, dimostrando di riuscirci con competenza.


3. Korgonthurus – “Lankeemus” (da Jumalhaaska, black metal)

Etichetta: Woodcut Records
Data di pubblicazione: 24 novembre 2023

I finlandesi Korgonthurus forse non sono il primo nome che viene in mente agli appassionati quando si pensa alle band black metal provenienti dal Paese nordico. La band di Helsinki tuttavia ricopre un posto rilevante nella scena nazionale e gode di grande considerazione, avendo inoltre intensificato la propria attività discografica negli ultimi anni. Il nuovissimo Jumalhaaska, appena uscito, è il quarto album del gruppo.

Con il loro sound grezzo e low-fi, i Korgonthurus hanno diversi punti in comune con tante altre band finlandesi, dimostrandosi vicini al riffing di gruppi come Horna o Behexen. Questa parentela tuttavia è qui delineata in una chiave leggermente diversa, dal momento che i Korgonthurus offrono un sound più atmosferico, a tratti vicino a certo depressive black metal. Tutti e quattro i brani dell’album superano ben oltre i dieci minuti di durata, durante i quali i finlandesi alternano momenti di furia assoluta e altri di calma apparente, immersi sotto chitarre zanzarose e ruggenti blast beat. La proposta del gruppo resta molto classica, eppure con tanti piccoli momenti di particolarità (anche il cantato, molto singolare) che fanno sì che valgano la pena di essere ascoltati.


4. Sovereign – “Altered Reality” (da Altered Realities, death-thrash metal)

Etichetta: Dark Descent Records
Data di pubblicazione: 19 gennaio 2024

Resto in Nord Europa, spostandomi nella vicina Norvegia. Pur essendo questo Paese noto principalmente per la sua scena black metal, a Oslo e dintorni ci sono anche parecchie band death metal (e death-thrash) molto interessanti. Tra le nuove leve si possono annoverare i Sovereign, che nel 2024 faranno uscire il loro album di debutto Altered Realities dopo aver già pubblicato alcune opere minori negli ultimi anni.

Quello che propongono i Sovereign è praticamente un thrash metal ribassato, sporcato di death metal anche a livello di voci. In tutto ciò, però, è presente anche una certa vena progressive, come dimostrano i sette minuti di “Altered Reality”, il primo brano in anteprima dell’album. Ne risulta quindi un thrash metal molto colorato e atmosferico, che prende spunto da alcuni connazionali (mi vengono in mente Inculter e Sepulcher) filtrati attraverso gli occhi dei Sovereign. Sarà da riascoltare con attenzione una volta che sarà a disposizione l’intero disco, nel frattempo però questa è una succosa anticipazione in vista del 2024.


5. Infernal Angels – “Fire As Breath” (da Shrine Of Black Fire, black metal)

Etichetta: Immortal Frost Productions
Data di pubblicazione: 24 novembre 2023

Per la quota italiana dell’episodio odierno, ci sono gli Infernal Angels. Originari della Basilicata ma successivamente spostatisi nelle Marche, i blackster hanno dato vita negli anni a una discografia solida e coerente, di cui l’ultimo testimone è Shrine Of Black Fire, uscito proprio in questi giorni.

Pur essendo sempre fondamentalmente rimasti una band black metal, gli Infernal Angels hanno attraversato diversi momenti all’interno della propria storia e oggi sono un’entità matura. Shrine Of Black Fire, sesto album del gruppo, pesca a piene mani dall’occulto e ci si sporca, con un sound in grado di passare tra melodie e dissonanze, tra blast beat e mid-tempo, senza mai perdere la sua identità. Fra atmosfere sulfuree e infernali, gli Infernal Angels hanno forse raggiunto finalmente la loro massima espressione artistica, grazie a un sound ricco e stratificato che non li aveva probabilmente mai visti suonare così completi come in questa nuova opera. 


6. Resin Tomb – “Human Cofetti”, (da Cerebral Purgatory, death metal-grindcore)

Etichetta: Transcending Obscurity Records
Data di pubblicazione: 19 gennaio 2024

Il nuovo anno porterà, tra le tante cose, il debutto dei Resin Tomb. Già autori di un paio di EP interessanti, gli australiani cercheranno di sviluppare ulteriormente le proprie idee in Cerebral Purgatory, in uscita il prossimo 19 gennaio. 

I Resin Tomb sono in realtà una band abbastanza particolare, perché pur partendo da una base death metal mescolano all’interno delle composizioni diversi generi. Oltre a suoni sludge, i Nostri viaggiano infatti su ritmiche quasi grindcore, che con un sound aggressivo ma tutto sommato pulito fanno risaltare ancora di più le accelerazioni tritatutto. Inoltre prendono forte spunto da tutta la scuola dissonante del death metal (Gorguts in testa), rendendo il loro death-grind ancora più feroce e intricato al tempo stesso.


7. Byzantium – “On The Ladder Of Divine Ascent” (da A Seamless Robe, avantgarde black metal)

Etichetta: Repose Records
Data di pubblicazione: 16 novembre 2023

Ultimamente è tornata a farsi sentire Repose Records, etichetta inglese dall’estetica non convenzionale che ha già dimostrato di saper esplorare tra varie declinazioni sperimentali del metal estremo. In tal senso, un piccolo approfondimento lo merita l’EP d’esordio di Byzantium, uscito pochi giorni fa.

Repose Records presenta il progetto come «ispirato dai Santi della Chiesa Cattolica e Ortodossa». Stando così le cose, sembra un progetto unblack metal con tutti i crismi. Anche musicalmente, però, la one man band mostra molte particolarità, a partire dall’unione di black metal, acoustic folk e progressive rock che permea l’intero EP. Inoltre è presente questa atmosfera grandiosa, oserei quasi dire pregna di luce, visto l’argomento trattato. E probabilmente la cosa più interessante di questo primo, breve lavoro di Byzantium è proprio la capacità di catturare un’atmosfera luminosa, in grado veramente di contrapporsi alle tenebre del black metal. Naturalmente i puristi storceranno il naso visto il messaggio alle spalle di A Seamless Robe, ma musicalmente parlando l’ho trovata un’operazione davvero ben riuscita.


8. Thunraz – “You And Me” (da Borderline, death metal-metalcore)

Etichetta: Autoprodotto
Data di pubblicazione: 28 novembre 2023

Già transitato su Extrema Ratio #68, il progetto estone Thunraz aveva dimostrato di essere estremamente personale e peculiare, merito di un gusto molto originale. Nel nuovissimo album Borderline c’è però una svolta ulteriore all’interno del sound di questa particolarissima one man band…

Avevo lasciato Thunraz come un progetto death metal dissonante, capace di disegnare paesaggi urbani e desolati, lasciandomi senza fiato con la sua crudezza e freddezza industriale. Pochi mesi dopo, la componente death metal della one man band estone è ancora presente, ma è diminuita in favore di sorprendenti elementi metalcore e nu-metal, dal forte sapore anni Novanta. Oltre a ciò, è rimasta quell’aura meccanica e gelida, reminiscente di certi Godflesh e qui portata su livelli ancora più inumani. Nonostante le influenze decisamente poco ortodosse, tuttavia, l’estremismo sonoro di Thunraz è rimasto pressoché intatto: solo guidato verso lidi diversi. Da provare.