GIUP

   
Intervistato: Giup
 
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Chi sarà Giup? Cosa farà nella vita? Avrà un gatto o un cane? Ma soprattutto: quale sarà il suo vero nome?! Abbiamo provato a dare una risposta a queste e ad altre domande e il risultato è stato a dir poco incredibile…


Buonsalve, maestro! Allora, adesso la mettiamo un po' al centro dell'attenzione: le fa piacere, sì?

Giup: Maestro, ammetto senza troppi giri di parole che aspettavo da mesi questa molesta intervista!

Ah, ci dica subito se sta ascoltando qualcosa mentre risponde a queste domande: ci interessa sapere se ascolta le Spice Girls o Avril Lavigne nel suo tempo libero!

In questo momento mi sto violentando i timpani con gli Anaal Nathrakh, ma è tutta una copertura per mantenere una fantomatica dignità. Devo dire che tra le due le Spice Girls mi fanno provare un po' di nostalgia per gli anni '90 che non ho vissuto consapevolmente.

Chi è questo fantomatico e misteriosissimo Giup, nella vita di tutti i giorni?

Nella vita di tutti i giorni Giup è uno studente squattrinato, figlio degenere che vive a mille chilometri di distanza da casa con la sua gatta e che colleziona coinquilini pessimi e altri leggermente meno pessimi. Ama leggere (non tanto quanto vorrebbe), collezionare dischi (non tanti quanti vorrebbe) e cazzeggiare su Instagram alla ricerca di meme di dubbio gusto. Per il resto scrivetemi pure xoxo.

Alcune indiscrezioni rivelano che lei in realtà è un dottore; ma non in lingua o cose simili, proprio un dottore dottore. Ci vuole dare qualche spiegazione?

Dottore dottore sì, ma non proprio dottore dottore dottore. Ho speso (buttato?) tre anni della mia vita per una laurea legata alla cura degli animali, ma che a conti fatti non serve a niente. Per ovviare a ciò, ho deciso di proseguire gli studi verso qualcosa di altrettanto insicuro, ma il traguardo non è lontano!

E adesso ci spieghi: com'è che un signorotto come lei è finito qui su Aristocrazia? Aveva qualche raccomandazione?

Possiamo dire che galeotto fu l'Assalto Brutale del 2015, che quindi si riconferma come un festival aggregatore di Aristocratici. Quell'edizione mi fece conoscere la cara Elisunn così come qualche altro tropp player della redazione, come Bosj, LordPist e Dope Fiend, di cui io però non mi ricordo e viceversa. Da qualche parte dovrei ancora avere il biglietto da visita! Dopo un annetto circa mi sono finalmente deciso a candidarmi e il resto è storia.

Cosa ne pensa di questa uebbezzìne?

Un gran ricettacolo di musica brutta (ma non veramente brutta, tengo a precisare per non far scappare potenziali nuovi lettori). È una uebbezzìne che mantiene i giusti valori di una volta, rompendo le palle al prossimo per mantenere in vita quella gran bella cosa che sono i dischi fisici. Per me personalmente un ottimo motivo in più per scoprire nuove cose e uscire di casa ancora meno di quanto non faccia già!

E qual è la sua opinione circa lo staff?

Lo staff è costituito da bravissimi mans e womans, uno dei più bei gruppi di brutta gente con cui abbia mai avuto a che fare. Un'indagine accurata delle provenienze dei singoli membri farebbe pensare a un'imminente ribellione della componente meridionale, ma per fortuna riusciamo a dissimulare la cosa essendo sparsi su varie latitudini tra Napoli ed Helsinki.

Fonti dell'intelligence ci dicono che lei scrive anche per la concorrenza: come si dichiara?

Confermo quanto dichiarato dalle fonti, ma a mia discolpa c'è da dire che le due cose si pestano i piedi a vicenda soltanto nel caso di qualche trasferta concertistica. E quando succede faccio gli straordinari per guadagnarmi il misero stipendio che mi pagate qui.

Ecco, dal suo punto di vista, perché qualcuno dovrebbe preferire la lettura dei nostri articoli piuttosto che quelli di tale altro giornale o magazine più o meno digitale?

Maestro, ma qui mi mette in una posizione compromettente! Diciamo che tutto dipende dagli interessi di questo qualcuno: per farla breve, se cercate la recensione dell'ultimo album dei Metallica non andrete dritti su Aristocrazia (anche se, probabilmente, trovereste l'album sotto forma di menzione nei flop di fine anno). Se invece cercate la recensione del gruppo death metal del cugino del padre del cognato (…), la troverete qua, scritta da gente che di underground ne sa a pacchi.

Lei ha mai letto riviste di genere e, se sì, quale pensa sia il loro valore oggigiorno, in un mondo in cui le informazioni viaggiano più velocemente via Internet che su carta?

L'anagrafe dice che la mia consapevolezza musicale è arrivata in un periodo già abbastanza critico per l'editoria di genere. La mia esperienza a riguardo è molto limitata, probabilmente solo qualche numero di Rock Hard, giusto quando ho iniziato ad ascoltare musica seriamente. Ma ricordo chiaramente come già allora le news presenti sulla rivista le avessi già lette online un mese prima, per cui un po' la lacrimuccia scende essendo un romantico at heart.

Un'altra dritta ci è giunta da un informatore fidato: pare che lei abbia intenzione di prendere casa nella lei prossima Lubiana per potersi godere quanti più concerti possibile nel futuro. Non è forse così?

Effettivamente non sarebbe un'idea malvagia, tenendo conto che la media attualmente è di un concerto al mese nella capitale slovena. Per il sottoscritto è una meta infinitamente più vantaggiosa rispetto a Mi-l'ano, molti dei tour grossi-ma-anche-non-troppo toccano Lubiana che, in aggiunta a tutto ciò, è una città meravigliosa. What else?

Giacché lei frequenta molto spesso quelle zone d'oltralpe, quali differenze nota nell'ambito del mondo della musica? Come si pongono gli sloveni rispetto agli italiani nel contesto più o meno estremo?

Gli sloveni in sé non saprei dirle, in quanto la misantropia è la stessa sia entro che oltre i confini nazionali. Posso però dirle che il loro modo di percepire anche gli eventi più «666» sembra decisamente diverso e più benevolo rispetto ai nostri connazionali. Anche lì le autorità non sono clementi con gli orari, ma la gestione e la qualità dei pochi locali che ho avuto modo di visitare è tutt'altra cosa rispetto alla maggioranza delle controparti italiane.

Restando nell'ambito della musica live, che lei tanto apprezza, volevo chiederle dei festival ai quali ha preso o vorrà prendere parte. C'è qualche meta, di quelle che ha già testato, che preferisce particolarmente?

Il mio primo concerto è stato all'ormai morto e sepolto Gods Of Metal, di cui nel 2008 assistetti alla prima giornata. Ma, come accennato più su, il primo festival vissuto a dovere e che è entrato immediatamente nel mio cuoricino è il Brutal Assault, a cui presenzio da tre anni ormai e che si allinea quasi perfettamente con i miei discutibili gusti. Dato che devo complicarmi la vita ho sempre snobbato gli aerei in favore di un comodissimo viaggio di dieci ore in corriera, ma diciamo che ormai fa parte dell'esperienza!

E qualche festival al quale non è ancora stato ma a cui ha intenzione di recarsi quanto prima?

In tutta onestà non ho ancora capito se io sia un tipo da festival o meno, anche se propenderei per la seconda opzione. Questo è uno dei motivi per cui non sono mai andato ad altri festival a causa delle lineup organizzate da Topo Gigio: il MetalDays degli ultimi anni merita lo scettro a tal proposito, ma essendo relativamente vicino non escludo di fare un salto se si verificasse qualche congiunzione astrale degna di nota.

Penso di averla tediata abbastanza ma — per la gioia dei nostri lettori — ho ancora qualche domanda. Per esempio, pare che lei suoni la batteria per gli Eye Sea Black: cosa può dirci in proposito?

Sì, diciamo che mi piace colpire oggetti vari sia dentro che fuori dalla sala prove, per la gioia di tutti, compresi i miei compagni di merende! Dopo anni a suonare con lo stereo in sottofondo, sono finalmente riuscito a trovare altri due disagiati con gusti affini con cui suonare, ma oltre ai gusti condividiamo la pigrizia, che non si sposa benissimo con i nostri sogni di conquista del mondo.

Restando in tema, pare che abbiate cacciato anche un EP discretamente apprezzato qua e là; disco che io non ho assolutamente mai acquistato, sia ben chiaro! Quali sono i suoi progetti e le sue riflessioni sul futuro del gruppo, a oggi?

Tutto vero, possiamo fregiarci del titolo di «recording artists», scusate se è poco. I progetti sul futuro del gruppo sono sicuramente quelli di andare a elemosinare qualche data e ricominciare a comporre qualcosa, anche se per quanto riguarda me medesimo l'apporto compositivo si limita alle parti di batteria e qualche idea non proprio eccezionale per riff e quant'altro. Poi chissà, forse fra un po' di tempo riusciremo anche a strappare un contratto multimilionario!

Mah, direi che 17 domande possono essere abbastanza, lei non crede? Salutations, maestro: sperando di riuscire a vederci live quanto prima!

Direi, stavo iniziando ad agitarmi perché è ora del mio teuccio serale. Che dire, saranno sicuramente bei momenti quando accadrà! Salutations!


N.B. Per la realizzazione di questa intervista, nessun redattore è stato disturbato e/o importunato e/o molestato con messaggi audio di lunghezza improbabile da parte del sottoscritto. Sapevatelo.

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