ISTRICE

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Intervistato: Istrice
 
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Buonasera gran maestro Istrice, delle voci (nella mia testa) mi hanno detto che è giunto il tempo di conoscere meglio questo intrigante personaggio tutto J-Pop, Nintendo, e passo dell'oca al parco. Alcune delle sue vicende sono già pubbliche grazie al suo profilo, ma sarebbe bello saperne di più sulle sue motivazioni.


Sappiamo già che lei, come altri individui coinvolti in Aristocrazia, in realtà non è un grandissimo ascoltatore di metal: ci parli della scelta di scrivere ciò che scrive, quali aspetti del genere la attirano, e quali invece proprio no.

Istrice: Innanzitutto Maestro la ringrazio per le belle parole di presentazione, ma ci tengo a sottolineare che il passo dell'oca lo lascio fare ad altri. Sulle motivazioni che mi hanno spinto verso una collaborazione, per quanto mio malgrado saltuaria, con Aristocrazia non c'è molto da dire, la colpa è tutta di Bosj che mi ha convinto a partecipare a questo progetto, ergo prendetevela con lui. La verità è che ho un rapporto piuttosto conflittuale con il metal e nello specifico con il metal più tradizionale: non posso sopportare più di trenta secondi di heavy/power/thrash/death salvo rarissime eccezioni. Ogni medaglia ha due facce e per contro adoro le derivazioni più estreme (grindcore, sono cresciuto a pane e Agoraphobic Nosebleed) o più contaminate e psichedeliche (sludge e stoner si possono inserire nel calderone metal?) e sono completamente nelle mie corde certe incarnazioni black e doom. Non mi addentro in complesse disquisizioni sul metallaro in quanto tipologia umana, sarebbe impossibile uscirne in poche righe.

Qui infatti le chiedo quali siano invece le aree musicali che ultimamente le stanno dando più soddisfazioni, sia in senso sonoro che concettuale.

Nutro un amore incondizionato, pur consapevole delle sue bassezze, per il J-pop (e per il Giappone in generale): un vortice così prepotente di idee, colori, ragazze e zucchero da non averne mai abbastanza. Penso sia uno dei pochi generi che a oggi riesce di tanto in tanto a stupire l'ascoltatore occidentale grazie ai suoi eccessi. Rientrando in occidente, mi riscopro ascoltatore di musica elettronica intelligente (su tutte la scena dubstep londinese, che nell'ultimo quindicennio ha sfornato dischi di livello assoluto, un nome su tutti Burial), e nostalgico dell'hardcore novantiano di casa nostra. Poi è arrivato "Ecate" degli Ufomammut e da un anno a questa parte non ascolto altro.

La sua enorme passione per i videogiochi è cosa nota, crede che dobbiamo aspettarci una maggiore presenza di tematiche videoludiche in futuro su questo sito (un tempo principalmente legata alla rubrica Nerdavind)? Bella l'idea del concerto con la colonna sonora di Legend Of Zelda.

Non mi sbilancio, nell'ultimo periodo non ho trovato nemmeno il tempo per scrivere di musica, figurarsi di videogiochi. L'evento di Zelda è stato superlativo per un appassionato, non ho mai visto così tanta gente commossa a un concerto, e il torneo improvvisato di Pokemon tra i ragazzi della mia balconata (stronzo io che non ho pensato di portare il DS) durante l'intervallo è stato la proverbiale ciliegina sulla torta, in quel momento ho quasi creduto che per l'umanità potesse esserci ancora qualche speranza.

Aristocrazia ha ormai ramificazioni in tutta Italia e non solo, qual è il prossimo passo? Un concerto? Un mercatino? Una sagra del maiale a tema aristocratico?

Sto organizzando un pellegrinaggio in Norvegia tra fiordi e foreste (qualcuno direbbe volgarmente ferie) insieme alla mia compagna di viaggi e di vita, che nella mia idea dovrebbe portarmi fino a Capo Nord. "In The Nightside Eclipse", "Nattens Madrigal" e "Nemesis Divina" sono già pronti nel cassetto portaoggetti del furgone: non penserete mica che si vada comodamente in aereo, si parte al volante da Milano. In ambito musicale invece sono reduce da un'appagante serata elettronica con protagonisti Deadmau5 e Feed Me e dalla consueta solidità degli Afterhours. In arrivo a settembre i Sunn O))) al Labirinto, imperdibile.

Qual è il suo articolo che più le è rimasto impresso in questi anni di Aristocrazia?

Sicuramente la monografia sulle Perfume, il tempo spesoci è stato davvero infinito, ma alla fine quando lo rileggo mi accorgo che ne è valsa la pena. Mi piacerebbe rivisitarla e ampliarla, dopo che ad aprile è uscito "Cosmic Explorer", un album straordinario. Ci sarebbero molti spunti di cui discutere, su tutti il fatto che per la prima volta un artista giapponese abbia scalato le classifiche negli Stati Uniti.

Lei è anche un polistrumentista di indubbio talento. Quando ascolteremo finalmente i frutti del suo progetto? Voci dicono che coinvolga anche un grande nome dell'underground italiano…

Maestro non dica stronzate che poi qualcuno ci crede, come violento la chitarra io nessuno mai. Il disco ormai è interamente composto, ma vista l'impossibilità di prevedere le mosse del mio socio non so dire se vedrà mai la luce. Terrò un velo di mistero sull'identità dell'altra metà del progetto, ma sappiate che è un musicista vero, pazzo al di là di ogni ragionevole dubbio, ma vero. Ha qualche problema ad organizzarsi, ma si sta impegnando per migliorare e confido di riuscire a registrare qualcosa entro il 2016.

Da viaggiatore globale quale è, ci citi un evento particolarmente maligno avvenuto durante uno dei suoi viaggi oltre confine.

Vedere comparire ragazze in succinti bikini da un carroarmato ad Akihabara per promuovere un anime in uscita dal titolo "Girls Und Panzer".

Il concerto che vuole assolutamente vedere? Facciamo uno metal e uno non metal.

In ambito metal non mi sovviene nulla al momento, fino all'inverno scorso avrei detto Ufomammut senza dubbio, ma la lacuna siamo riusciti a colmarla in compagnia. In ambito non metal la scelta è fuor di discussione: la prima volta che le Perfume sono venute in Europa ero occupato tra le macchine agricole in fiera a Bologna. Quest'anno spero tornino in Europa per spingere il disco recentemente prodotto. Se dovesse accadere, farò carte false per presenziare, ovunque vadano nel Vecchio Continente.

Come pensa di continuare il suo piano di conquista mondiale? Ne ha davvero bisogno?

Piano? Quale piano? Io ho solo chiesto un'isola deserta con connessione veloce, il resto è tutto vostro.

Le dà fastidio il lei? Preferisce che la chiami Maestà?

Non ho troppe pretese, Maestro è sempre l'appellativo che preferisco. O come diceva Ayumi in quel di Kyoto: «Maesuturo». Se lo ricorda anche lei Maestro, nevvero?

Faccia pure un saluto ai nostri lettori, sicuramente continueremo a leggere le sue opere sulle pagine di Aristocrazia!

Saluto tutti i maghi oscuri che leggono Aristocrazia e mi raccomando, fate sempre sesso sicuro che di gente al mondo ce n'è già a sufficienza

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