AWAITING FEAR

   
Gruppo: Awaiting Fear
Traduttore: Redazione
 
Formazione:

  • Alisa – Voce
  • Igor – Chitarra
  • Filip Stojanovic – Chitarra
  • Satan – Basso e Voce
  • Shvaba – Batteria
 

 


 

Salve ragazzi, benvenuti su Aristocrazia Webzine. Possiamo avere una breve presentazione degli Awaiting Fear?

Alisa: Salve anche a voi e ai vostri lettori dagli Awaiting Fear! Prima di tutto, grazie per la splendida recensione, è sempre molto bello sentire che qualcuno apprezza quello che facciamo e come lo facciamo. Siamo una band molto giovane, che suona old school death metal in un paese d'oltremare, la Serbia. Perché old school? Nel mare delle band di metal moderno si sono un po' persi i vecchi sound e non sono rimaste molte band che ne fanno uso. Fin dall'inizio abbiamo messo su una band che volesse onorare ciò che è stato.

L'anno scorso ho avuto il piacere di recensire il vostro album di debutto "Dead Inside", un esempio di puro death metal vecchia scuola: è stato ben accolto dai metallari e dalla critica?

Igor: Io penso che a molti di loro il nostro album sia piaciuto, abbiamo avuto ottimi commenti in tutte le mail ricevute e anche buone critiche nei forum metal. Anche su YouTube, dove abbiamo caricato il video di "Dead Inside" tutti sembrano averlo apprezzato. Pensiamo che questo sia un buon punto di inizio e certamente le buone critiche ci danno più coraggio per proseguire in questa maniera.

Quanto hanno contribuito i live nel promuovere il disco? A quali festival avete partecipato?

Igor: I live non si fermano mai, abbiamo partecipato a circa venti date nella nostra zona e ne abbiamo pianificate altre nei mesi successivi. Per quanto riguarda i festival, parteciperemo ad alcuni grandi eventi in Serbia tra i quali il più importante è chiamato Exit Fest che sarà quest'anno a luglio e ci permetterà di condividere il palco con band eccellenti come Behemoth, Suicidal Tendencies, The Exploited, Cathedral, etc… Inoltre, suoneremo a un altro festival, Grind Your Soul Fest, nel mese di maggio in Bosnia Erzegovina. Dopo di quello suoneremo a supporto dei Deicide in Serbia e così via…

Potete dirci le migliori cose che vi sono successe sul palco? C'è stata una performance live che vorreste ripetere?

Igor: Un buon suono e buoni controlli sono rari da queste parti, quindi quando a volte ci capita è fantastico [ride]! Vorremmo ripetere molti show del passato, uno di quelli è stato l'ultimo a Novi Sad: locale pieno, un sacco di fan scatenati e ottimo sound. È stato davvero eccezionale per noi, ma non sono sicuro di come si sono sentiti dopo i monitor rotti.

Nel death metal una donna nel ruolo di cantante non è più una novità ormai, Alisa e Rosy (Profanal) sono le rivelazioni dell'ultima stagione. 

Igor: Penso che una donna in una band death metal diventerà una cosa normale, Alisa è una grande cantante e questo è il motivo principale per il quale lei è nella band.

Alisa: E ti stai dimenticando di menzionare la guida! Siccome tutti i ragazzi della band bevono all'inverosimile e io non bevo affatto, sono io quella che riporta a casa tutti sani e salvi dopo tutti i festeggiamenti. E non provate più a dirmi che le donne non sanno guidare [ride].

Mi sono davvero piaciuti brani come "Decomposed" o "Engraved Memories" e ascoltando le tre nuove canzoni che mi avete concesso come anteprima mi aspetto un nuovo assalto. A che punto sono i lavori per l'uscita del prossimo disco?

Igor: Per ora stiamo lavorando ad alcune nuove canzoni e stiamo cercando di fare questa parte nel miglior modo possibile, quando facciamo qualcosa pensiamo anche ai passi successivi.

Alisa: Penso che quello che stiamo facendo al momento è un po' diverso da quanto fatto per il primo album. Ci siamo mossi su sentieri molto più tetri e a essere onesta talvolta ho i brividi dopo l'ascolto. Le nuove canzoni sono un poco più lente, ma hanno un tocco sinistro, Puro Male! [ride]

Chi è che scrive i testi e come componete la musica?

Igor: Lazar scrive gran parte dei testi, altri li scrive Alisa, mentre il chitarrista Filip ha curato quello di "Decomposed" (la canzone che ti è piaciuta!). La musica la curiamo principalmente io e Filip.

Potete dirci qualcosa riguardo ai testi delle vostre canzoni?

Igor: No! [ride]

Alisa: Posso farlo io! [ride] Spesso abbiamo gusti differenti per i testi. Lazar (bassista e screamer) è quello che rimane frustrato dalle persone in generale, dai valori persi nei giorni recenti dove ognuno pensa per se stesso. Io preferisco gli aspetti oscuri della religione, le creature mitologiche e cose simili.

Com'è la scena metal del vostro paese?

Igor: Ci sono un bel po' di band valide, ma per quanto riguarda il metal in Serbia non puoi trovare di più che qualche piccola 'zine, uno show radiofonico e penso solo uno show televisivo (e questo è su una TV locale, che può essere visto solo da pochi nel Paese). In altre parole, ci sono un sacco di combattenti che cercano di tenere vivo il metal e puoi trovare molti concerti in tutta la Serbia proprio grazie a loro. Certo, è difficile, ma combattiamo tutti insieme!

Cosa ne pensate dell'attuale scena estrema?

Igor: La scena estrema è molto buona, e come sempre molte band si sono riunite e la cosa mi fa piacere visto che posso ancora ascoltare gli At The Gates o i Bolt Thrower… Ci sono molte nuove band, alcune di queste sono molto buone, ma non mi piacciono le nuove correnti come nu metal, core o emo.

Cosa non vi piace nel metal di oggi?

Igor: Non mi piacciono le band che suonano solo per soldi, come se fosse un lavoro di tutti i giorni.

Alisa: Inoltre è disgustoso che di questi tempi devi pagare certe band per fare tour con loro. È sempre tutto legato al denaro e il metal non è mai stato così. Da quello che so e che sento, il metal è sempre stato legato all'amore puro per i suoni forti e mai uno strumento col quale diventare ricco e suonare solo per interesse. Penso che il capitalismo abbia lasciato tracce anche nel metal.

Quali sono per voi le sostanziali differenze tra gli anni che hanno fatto la storia del death metal e oggigiorno?

Alisa: Devo dire che questa è la prima volta che qualcuno mi fa una domanda simile. Penso di aver parzialmente già risposto con le domande precedenti, ma c'è altro da dire. Io ricordo un tempo, prima di Internet e della globalizzazione, in cui un amico otteneva il disco di una band, lo si ascoltava e si copiavano le cassette, ascoltandole finchè non si consumavano; si stava tutta la notte in un appartamento o si rimediavano sistemi per ascoltare nei parchi mentre si beveva, si faceva headbanging e ci si divertiva. Di questi tempi trovi di tutto (che non è necessariamente un male), ma le persone stanno immobili davanti ai monitor uscendo solo per i concerti, dando poco supporto alle band locali, siccome hanno l'abitudine di muoversi solo per i grandi nomi. A volte ho l'impressione che l'unità che avevamo un tempo da giovani se ne sia andata ed è una cosa davvero triste. Mi mancano i vecchi tempi!

Che tipo di relazione avete con chi vi supporta? Cosa ne pensate delle comunità virtuali e dei social network?

Igor: Sono il futuro.

Alisa: Non sarebbe brutto sentirsi più uniti e non solo nelle città natali di ogni band, parlo di larga scala. Internet è una grande cosa, specialmente per le band come noi, poiché grazie a esso molte persone possono sentirci. Giusto due giorni fa abbiamo ricevuto delle critiche positive da un ragazzo in Venezuela. È stato divertente leggere «gli Awaiting Fear risuonano ora in Venezuela» e pensare quanto quel paese è lontano e che là c'è qualcuno che si scatena con gli amici con le nostre note!

Vi vedremo mai in Italia?

Igor: Sì, certo! [ride] Spero presto.

Alisa: Ci spero davvero! Mia madre vive ad Ancona, quindi non vedo l'ora di venire lì e suonare per lei un po' di buona musica! [ride] Inoltre, se conoscete qualcuno che vuole invitarci, fateci sapere! Sole e spiaggia è tutto ciò che chiedo! [ride] E birra per i ragazzi!

Grazie per il tempo speso in nostra compagnia, a voi la parola per l'ultimo messaggio rivolto ai nostri lettori.

Alisa: Grazie per averci concesso la possibilità di avvicinarci agli Italiani, alla pizza, ai gelati, al mare, alle spiagge e….! [ride] E finchè andremo avanti a combattere insieme, band e fan, non saremo mai «Dead Inside»!

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