EPITIMIA

   
Gruppo: Epitimia
Traduzione: Dope Fiend, Fedaykin
 
Formazione:

  • A. – Chitarre, Tastiere, Programming
  • K. – Voce
  • M. – Batteria e Violino
 

Gli Epitimia sono una band russa entrata da poco a far parte del roster della Hypnotic Dirge. Il trio è pronto a rilasciare il terzo album "Faces Of Insanity", vediamo cos'hanno da raccontarci sul proprio conto.

 


 

Benvenuti su Aristocrazia Webzine, l'estata calda è arrivata, com'è la situazione lì da voi?

L'estate è arrivata dopo un lungo periodo di pioggia, quindi il tempo è ottimo adesso.
 

Iniziamo parlando della vostra storia, come nascono gli Epitimia, qual è il significato del nome e chi sono i componenti della formazione?

La storia del nostro gruppo inizia nel primo 2008. In realtà già suonavamo in precedenza con altri progetti, ma non eravamo mai entrati nell'ambito del Melancholic Black prima di allora. Abbiamo provato a trovare delle sonorità interessanti ed atmosferiche nel nostro studio casalingo, e i primi quattro pezzi hanno preso vita in questo modo. Così è nato il nostro primo demo, "You, Whose Name Dies On Quivering Lips". Abbiamo reso disponibili questi pezzi su Internet, dove hanno ricevuto dei buoni commenti; così abbiamo iniziato a cercare una etichetta. Nel giro di poco tempo, ci siamo messi in contatto con la messicana Self-Mutilation Services, che era disposta a rilasciare il nostro materiale sotto forma di demo tape. L'uscita del nostro demo era un ottimo punto di partenza e quindi abbiamo deciso di continuare il nostro progetto. "Epitimia" è un termine cristiano, ma lo utilizziamo con un'accezione differente. Per noi il modo di scontare la propria penitenza, in generale, è la catarsi e il dolore mentale. In quanto nome della band, "Epitimia" non è in alcun modo connesso con la Chiesa, ma con delle profonde sensazioni interiori. Il gruppo è stato creato da due persone: A. (chitarre, tastiere e programmazione) e K. (testi e voce). Ora però siamo diventati tre: M. si è unita al gruppo come batterista durante le registrazioni del nostro secondo album "Four Truths Of The Noble Ones". Lei si occupa anche delle seconde voci.

Da quando vi siete formati a oggi son passati quattro anni circa, giusto? Siete al terzo disco, quindi il secondo, quello definito il più complesso da affrontare, l'avete dietro le spalle. Adesso c'è quella che viene identificata come la prova di maturità. Quali sono le carte in possesso degli Epitimia, gli ingredienti che daranno vita a "Faces Of Insanity"?

Il nuovo lavoro ha un sound che ci piace molto. Peraltro ora ci troviamo tra le mani un ottimo concept, che proveremo a sviluppare in futuro. Lo stile di questo album è differente dagli altri lavori ed è una nuova fase della storia degli Epitimia.

Ascoltando i vostri lavori antecedenti "To The Non-existing Shades…" e "Four Truths Of The Noble Ones", le cui atmosfere si specchiavano spesso in lidi al limite col "depressive", e avendo potuto usufruire di un passaggio preventivo nello stereo di "Faces Of Insanity", ho notato un approccio meno occlusivo, meno angoscia e più malinconia. La svolta maggiormente incline a favorire il post-rock è stata un traino per questo avvicendamento emotivo?

Non si può dire che lo stile Epitimia abbia subito cambiamenti drammatici. Avevamo sperimentato con altre strutture musicali già nel nostro secondo album. Il nostro nuovo lavoro è solo un altro risultato di questo sperimentare e differisce dagli altri per i suoi aspetti maggiormente post-rock. Suoniamo musica che sentiamo vicina a noi e cerchiamo di lasciare libero il processo espressivo di noi stessi.

Come componenete la musica? Avete un metodo ormai in uso da anni? Utilizzate jam-session?

Come abbiamo detto prima, componiamo la maggior parte della nostra musica in casa. Ma prima di tutto, andiamo in uno studio in cui M. registra le parti di batteria; ovviamente deve improvvisare, perchè non abbiamo idea di come il pezzo prenderà forma successivamente, discutiamo solo il tempo e lo stile. Poi ci spostiamo nel nostro studio di casa, dove componiamo il resto della musica. Solo allora questa assume la sua struttura principale.

E per i testi? Quali sono i punti di riferimento? Da cosa attingete per svilupparli?

K. scrive i testi, dopo che la musica è già stata composta. Ascolta il mix e cerca di coglierne l'atmosfera. La musica crea immagini nella sua mente, che lui cerca di riportare sulla carta. Questi testi spesso comprendono le sue emozioni. L'eroe lirico delle nostre canzoni resta lo stesso in tutti i nostri lavori. I pezzi degli Epitimia non sono che il riflesso del loro modo di vedere il mondo. In molte delle nostre canzoni facciamo riferimento alla mitologia e alla letteratura, che sono per noi fonti di ispirazione.

Come vivete la scena musicale della vostra nazione? La Russia è un territorio vastissimo e pieno di buonissime band, siete in contatto con alcune, avete una sorta di circolo di formazioni con le quali abitualmente vi esibite o comunque vi tenete aggiornati? Esiste una scena vera e propria?

In Russia sono presenti molte band interessanti, che coprono diversi stili musicali. Ma se parliamo di post-black metal ci sono pochissimi gruppi davvero originali e creativi, secondo noi. Possiamo scegliere solo alcune band. L'ultimo album di Stielas Storhett è davvero godibile e innovativo. Stiamo anche aspettando con ansia il secondo full dei Windbruch, progetto di atmospheric black metal. Ci teniamo in contatto con alcuni musicisti russi. Ad esempio, abbiamo ancora un buon rapporto con il gruppo black metal russo Gmork dopo aver lavorato insieme allo split "Solar Wind / Four Seasons". Oltre a questo, vogliamo sottolineare che la Russia è sempre stata piena di ottimi musicisti e gruppi, ma che, ora come ora, non abbiamo una grande scena musicale.

Cosa ne pensate del panorama musicale odierno? Quali sono i pregi e difetti di questo periodo? C'è una sua componente che proprio non vi va giù?

Crediamo che questo sia un buon momento per sviluppare la musica in generale, per combinare gli stili in qualcosa di nuovo. Oggi gli ascoltatori di musica sono pronti ad accogliere qualcosa di innovativo, si aspettano che nella musica sia presente l'originalità, e questa è un'ottima base per progredire. Molti gruppi interessanti si stanno formando. Ma ce ne sono anche molti che usano le stesse idee e basi di centinaia di altri. Molti cercano solo di essere alla moda. Non è un modo di fare musica che consideriamo positivo.

L'arte è sempre stata lo specchio della propria epoca, in ogni fase storica la musica, la letteratura, ogni singola forma di pensiero che assumesse connotazione artistica prendeva in mano le redini della situazione, esplicandone spesso i concetti più complessi. In questa situazione europea così complessa e decadente dal punto di vista sociale ed economico, la cultura dovrebbe essere l'arma in più non credete? L'avvallare gli mp3 e il proliferare di programmi che premiano "pseudo talenti televisivi" non è controproducente? In Russia esistono questi cosiddetti talent show?

Certo, una situazione sociale mondiale così complicata è un'enorme fonte di ispirazione per lo sviluppo della cultura. In Russia ci troviamo spesso ad attraversare "tempi difficili", specialmente negli ultimi venti anni, per questo in ambito musicale sono sbocciati molti progetti o persino movimenti interessanti. Ci sono sempre state la pop culture, l'alternative culture e l'alta arte. Secondo noi, la cultura popolare diffusa dai mass media non possiede spiritualità, pertanto non può essere chiamata "cultura" nel vero senso della parola. I "talent show" che menzioni sono la quintessenza dello show business, quel modo di far soldi con la pseudo-arte. In Russia ci sono un paio di talent show, ma noi li ignoriamo, come molte altre forme di show business.

Torniamo a "Faces Of Insanity", quali aggettivi usereste per descriverlo?

Per descrivere l'album useremmo questi aggettivi: atmosferico, squilibrato, eclettico, autunnale, astratto, decadente, anti-sociale, suicida.

M'incuriosisce la semplicità anomala della copertina: chi l'ha ideata e qual è la vostra chiave di lettura?

La copertina è stata creata da un designer russo conosciuto con il nickname di Jonathan Strange. Ha fatto un ottimo lavoro nel far riflettere il concetto di fondo dell'album nella copertina. Nella figura è visibile il volto del nostro eroe lirico distorto dall'insanità. Questo è come lui è visto dalla società, che cerca di stigmatizzarlo come uno squilibrato, perchè lui è diverso dalle persone che lo circondano e non ne vuol sapere di cambiare. Ha la sua moralità e il suo modo di concepire quello che è normale. Ma la società cerca continuamente di condannarlo, nonostante sia essa stessa ad avere idee sbagliate su ciò che è normale.

Siete una realtà che vive solo di prove in studio o avete anche una dimensione live? Qual è l'esperienza "on stage" che vi ha colpito di più, quella che ricordate con maggior piacere?

Non abbiamo mai suonato in sede live, ma il tempo ci dirà se il nostro status di progetto da studio cambierà.

Programmi a breve termine dopo l'uscita dell'album?

Stiamo lavorando al nostro quarto album. Abbiamo abbastanza musica per comporre più o meno quindici pezzi. L'album sarà diviso in due parti: la prima conterrà prevalentemente metal pesante e atmosferico, mentre la seconda sarà più leggera e sperimentale, con parti progressive e post-rock. Dopo l'uscita di "Faces Of Insanity" registreremo le parti di cantato e alcune parti strumentali aggiuntive. Stiamo anche cercando nuovi musicisti che si uniscano a noi.

Chi sono gli Epitimia al di fuori della band? Lavoro, passioni, vita quotidiana?

Francamente, non è importante chi siamo, la cosa importante è la musica che produciamo.

È giunto il momento di congedarci. Facendovi un grosso in bocca al lupo, vi lascio un'ultima volta la parola per concludere come meglio credete la nostra chiacchierata.

Grazie a voi per l'interessante intervista. Siamo felici che la nostra musica susciti interesse nelle persone, e speriamo che il nostro nuovo album non deluda le aspettative di chi lo ascolterà.

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