EXHUMAN

   
Gruppo: Exhuman
 
Formazione:

  • Painkiller – Chitarra
  • Grendel "The Animal" – Batteria
  • Buzz – Basso e Voce
  • Anthòs Cruoris – Chitarra
 

La Sicilia death metal ci fa visita, oggi con noi i messinesi Exhuman.


 

 Salve ragazzi e benvenuti su Aristocrazia Webzine, iniziamo subito?

Oh yes!

La prima cosa su cui vorrei un attimo soffermarmi è il nome Undead. Se ho ben capito, avete vissuto una sorta di sopruso, come  — non vorrei ricordare male — successe pure ai toscani Soul Grind. Cosa è accaduto: due band con lo stesso nome rischiavano di farsi male? Come se nel metal mancassero le omonimie?

Oramai i gruppi metal sono così tanti che è davvero difficile poter essere originali sotto ogni punto di vista (dal nome alla musica), nonostante questo ci si prova.

Cosa ricordate di quel periodo e quanto è stato formativo per dare attitudine e voglia agli Exhuman?

Per noi è stata solo una cazzata che non ha intralciato il nostro percorso musicale, fossero questi i problemi.

La band ha festeggiato nel 2009 dieci anni di attività. Non sono bastati i cambi in formazione e le vicissitudini legali a fermarvi, è una lezione di coerenza verso il sogno che uno si prefissa: suonare ciò che si ama. Come ci si sente a tagliare un traguardo simile?

Non ci cambia molto avere un gruppo che esiste dal '98, considerando le vicissitudini passate, è solo la voglia di suonare.

"Partition Of Disorder" e "Sentence Delivered" hanno ricevuto dei buoni riscontri. Cosa è mancato per trovare l'aggancio giusto ed entrare a far parte del giro che conta?

Per l'appunto negli ultimi anni è difficile vedere sui nostri palchi gruppi con lunghi trascorsi, visto che ormai è più importante aver il sostegno di un'agenzia invece che fare della buona musica. Questa sorta di massoneria formatasi intorno al 2005 (circa) non ha fatto altro che tenere fuori dalla scena gruppi che danno l'anima e propongono dell'ottima musica (con un seguito anche all'estero).

Sono trascorsi cinque anni: girandola di cambi alla sei corde, entra Buzz alla voce e finalmente esce il secondo album "Fear Of Oneself", confermando le aspettative. Disco genuino, un tocco di melodia e tanta passione. Come è stato questo parto?

Dolorosissimo. Consideriamo che dall'album precedente, "Sentence Delivered", è cambiata gran parte della formazione, riorganizzarsi con persone nuove e trovarle nell'ambito siciliano, per l'appunto Messina, non è cosa da poco. Un altro problema è stata la decisione di autoprodurre il disco in tutto e per tutto, dovendoci anche costruire lo studio, e far fronte alle spese economiche. In ogni caso "Fear Of Oneself" è ciò che volevamo, grazie anche all'apporto di Bruno Caccamo dei Moals che ci ha mixato a dovere il disco.

Quali sono i vostri ascolti abituali e quanto pensate possano avere influito sulla stesura del disco?

I nostri ascolti sono svariati, ascoltando tutto il metal dall'heavy al black, passando ovviamente dal death metal. In ogni caso gli ascolti possono dare solo lo spunto, cercando di non imitare nessuno e mantenersi più genuini possibile.

La proposta mostra l'ennesima prova della maturazione: suono compatto, un discreto apporto tecnico e tracce che sanno far male, penso ad esempio a "Brain Prison", "War-Warm-Worms" e ho particolarmente apprezzato "The Night Falls Down", dove il riffing si fa più ampio. Come è cambiato, se lo fosse, il modo di impostare i brani nel corso degli anni?

Rispetto agli anni passati il modo di comporre è maturato, selezionando più accuratamente le nostre idee e concentrandoci sul materiale che realmente ci convince, cercando di trovare l'incastro migliore tra tutti gli strumenti.

Chi si cimenta nella composizione della musica e chi nei testi?

In quest'ultimo disco i riff e gran parte dei testi sono stati proposti da Painkiller, naturalmente il lavoro di sala prove e l'esperienza del gruppo ha dato il marchio Exhuman a tutto. Riteniamo tuttavia importante il lavoro di squadra e le idee di tutti i componenti.

Come è ricaduta la scelta su Buzz per il ruolo di bassista-cantante?

Eravamo in cerca da circa un mese del nuovo bassista-cantante, per fortuna si è proposto Buzz, amico di vecchia data di Grendel che, grazie alla sua esperienza, ha dato un po' più di certezza al gruppo.

Quanto si rispecchia un album naturale e privo di sovrastrutture come "Fear Of Oneself" in un panorama death che gioca o a guardarsi indietro alle volte forzatamente o a puntare su di una visione da videogame con equalizzazione ultrapulita che tanto attira adesso? Fare la cosa più istintiva e forse semplice è diventato realmente così difficile?

Adoriamo le cose registrate bene (ovviamente), preferiamo puntare su un suono più naturale e meno sintetico, considerando anche i nostri limiti questo è il massimo che siamo riusciti a ottenere dalla nostra esperienza.

Oltre all'ambito metal, quali sono le band che seguite e apprezzate?

Fondamentalmente i gusti individuali sono sostanzialmente diversi, spaziano dall'hard-rock al prog anni '70, alla musica classica e alla musica folk (non metal), perché è importante non darsi limiti negli ascolti ma lasciarsi interessare da tutto quello che resta genuino e di cuore.

La dimensione live sicula è andata assottigliandosi con il passare degli anni. Se nei Novanta la gente suonava pure per le strade, adesso trovare un buco dove potersi esibire è quasi un miracolo e sembra si debba pure ringraziare. Apriste il concerto che condusse gli Impaled Nazarene in quel di Scordia, che ricordi avete di quella serata?

Il piacere di suonare con gli Impaled Nazarene non nascondiamo ci sia stato, è stata una bella esperienza suonare in un palco con un gruppo di una certa importanza, anche se, in palchi più grandi, le attenzioni per i gruppi senza contratto sono ristrette.

Dopo quell'esperienza il breve periodo di attività di locali quali Easy Rider e Bier Garten aveva quantomeno fatto respirare e alimentato le speranze, vane, di una possibile evoluzione nell'approccio live. Scomparse anche queste piattaforme di appoggio, tutto però sembrava essere morto (ed è così). Il Sikelian ci ha fatto rialzare la testa per tre giorni, mettendo per un attimo di lato il fatto che il metal e la Sicilia siano due entità distanti milioni di anni luce, fatto comprovato dai vari ostacoli che ne hanno anticipato lo svolgimento. Cosa deve fare una band per avere un futuro quanto meno decente? Andarsene è una soluzione per puntare a qualcosa in più?

Andarsene sarebbe la cosa più giusta, o che per lo meno darebbe sicuramente più possibilità. Certo, suonare a casa nostra è un grande onore, però alla luce di fatti come quello del Sikelian si perde ogni speranza, considerando che i Nalpalm Death non sono riusciti a riempire uno stadio; cosa che normalmente accade, vista l'abbondante partecipazione del popolo siciliano, anche a eventi più piccoli. Queste occasioni intaccano la buona volontà della gente che vuole portare in alto un modello made in Sicily e che giustamente mai più si cimenterà nell'organizzazione di eventi simili. Forse è questo ciò che ci meritiamo.

Al sud mancano i mezzi e ne siamo coscienti, è altrettanto vero però che nel corso dell'ultima decade è andato crescendo una sorta di nepotismo anche per quanto riguarda chi far suonare e il perché farlo suonare. È un dato che vi risulta o è solo la classica diceria che gira per dar fastidio a chi nella scena si è ritagliato un posto di favore?

Effettivamente in alcune città siciliane risiede questa realtà, che rende inespugnabile la scena musicale underground, sfavorendo band emergenti o comunque gruppi che hanno un'attività live più modesta. Speriamo cambi qualcosa, perché è un diritto, dopo tanto lavoro e sacrifici, avere la possibilità di portare ovunque la propria musica, soprattutto se si parla della propria città o regione.

Tra di voi ci sono membri dei Fangtooth (Grendel e Painkiller) e Buzz è impegnato in più band. Come si conciliano i vari impegni con gli altri gruppi?

Si conciliano al meglio, studiando reciprocamente gli impegni live e il lavoro in sala prove. Non abbiamo mai avuto problemi di questo tipo, siamo tutti amici e ci veniamo incontro.

Come state promuovendo l'album? Sono già arrivati i primi riscontri?

Stiamo spedendo il nostro nuovo disco "Fear Of Oneself" alle maggiori webzine, riviste e alle etichette specializzate. Abbiamo iniziato da poco a distribuire il materiale e abbiamo già avuto qualche riscontro discretamente positivo, siamo comunque in attesa di nuove recensioni e proposte discografiche.

Le vostre mosse per il futuro? Quali sono i vostri programmi?

Nell'immediato addestrare il nuovo chitarrista Pestilence, per iniziare quanto prima l'attività live. E in parallelo iniziare a comporre i nuovi pezzi per il prossimo album.

Ringraziandovi per il tempo concessoci e augurandovi il meglio, a voi l'ultima parola.

Grazie a voi di Aristocrazia Webzine della possibilità di dire la nostra. Ringraziamo tutta la scena underground italiana, sopratutto Land Of Hate, Zora, Warcryer, Bunker66, Traumagain, MOALS, Bretus, A Buried Existence, Metal Detector, Last Eternal Breath. E tanti altri…

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