FEN

FEN

   
Gruppo: Fen
Traduzione:  Insanity
 
Formazione:

  • Randall Stoll – Batteria
  • Mike Young – Basso
  • Douglas Alan Harrison – Voce e Chitarra
  • David Samuel Levin – Chitarra
 

 


 

Ho oggi il piacere d'ospitare Doug Harrison cantante e chitarrista dei canadesi Fen, benvenuto su Aristocrazia Webzine, com'è andata quest'estate, passata bene?

Ciao Gabriele. Grazie per questa intervista. È un piacere avere rapporti con persone a 9000 km di distanza da dove viviamo.

Il primo spazio è dedicato a una libera presentazione e una infarinatura della storia della band quindi ti lascio la parola. 

Il chitarrista Sam Levin e io lavoriamo insieme sotto il nome Fen dal 1998. Viviamo a Vancouver, Canada, una città circondata dall'oceano e da delle montagne. Abbiamo pubblicato tre album independentemente: "Surgical Transfusion Of Molting Sensory Reflections", "Heron Leg", "Congenital Fixation", e questo luglio abbiamo rilasciato il nostro quarto album, "Trails Out Of Gloom", tramite l'etichetta californiana Ripple Music. La nostra musica è in genere oscura, e varia dinamicamente tra la luce eterea e la pesantezza distorta.

Ho incrociato la vostra realtà per puro caso, stavo cercando notizie su una formazione vostra omonima quando per curiosità ho ascoltato delle tracce su youtube ed ho poi letto la notizia del nuovo album in uscita. Beh ragazzi siete riusciti a stendermi, il disco è uno dei candidati a restare nella mia top ten di quest'anno! Quali sono le vostre influenze o meglio quali sono le band che ami? Ascoltandovi sembra che abbiate assimilato in maniera personale tanta di quella musica che è difficile (quanto piacevole) anche catalogarvi come stile.

Prima di tutto, sono felice che ti piaccia l'album, Gabriele. Abbiamo pochi fan al momento, per cui ogni volta che qualcuno ci dice di apprezzare la nostra musica è un grande evento. Per le influenze, hai ragione, vengono da tutto il mondo musicale, e ci sarebbero troppe band da elencare. GnR, Metallica, Slayer, Death, Slint, Loreena McKennitt, Danzig, Nirvana, Pink Floyd, Isis, Pandit Jasra, The Smalls, Leonard Cohen…

"Trails Out Of Gloom", com'è ricaduta la scelta su tale titolo?

Per gli ultimi tre album dei Fen, abbiamo lavorato con un oscuro pittore a olio chiamato Jason Froese. Ogni tanto andiamo nel suo studio e guardiamo i suoi ultimi lavori. La copertina di "Trails Out Of Gloom" era un dipinto che Jason fece almeno una decade fa, l'immagine di un uomo che emerge da una foresta buia nella luce. Sono sempre stato colpito da quel dipinto e decisi ancora prima di scrivere i testi che doveva essere l'artwork dell'album. Quasi tutte le parti di chitarra erano già state scritte, molte su chitarra classica, e il dipinto della foresta sembrava personificare la nuova direzione più luminosa che i Fen stavano prendendo. Inoltre, la composizione del discoè venuta dopo un periodo della mia vita in cui non sapevo se volevo continuare ad essere un cantante o un musicista, e stavo considerando tutte le possibilità su ciò che avrei potuto fare della mia vita. È stato un periodo confuso e senza passione, ma una volta che ho iniziato a concentrarmici su, è stato come se stessi seguendo "Trails Out Of Gloom." Quando penso al passato, il titolo mi sembra inevitabile.

L'album è un contenitore colmo di melodie, atmosfere, passione e una forte dose di malinconia che avvolge le tracce, al tempo stesso è impressionante il numero di soluzioni e approcci musicali che si possono riscontrare al proprio interno. Come nasce un vostro lavoro (composizione, testi) e di cosa parlano i testi?

Le canzoni dei Fen si guidano da sole. Sentiamo quando una canzone non suona bene, e dedichiamo molto tempo ad aggiustarla. Prendiamo da tutto quello che conosciamo per farla andare bene. A volte ne studiamo altre per capire come sistemare le nostre o renderle più forti. Con "Trails Out Of Gloom", ogni traccia è nata da un singolo riff di chitarra. Le melodie di voce sono state aggiunte dopo e le idee sono state arrangiate in una struttura. Una volta che il pezzo suonava come una canzone, ho scritto i testi. Nel nostro penultimo album, "Congenital Fixation", i testi consistevano di immagini selvagge, tipo quelle che nascono durante un trip. Ma con "Trails Out Of Gloom", ho sperimentato puntando su liriche più a livello umano. Le canzoni sono più pesanti emozionalmente, e forse più comprensibili. I testi descrivono una persona che si trascina fuori da uno stato di inattività e, a tratti, si districa dalle paure e le inibizioni che crescendo lo hanno rinchiuso.

La tua voce è una dei punti forti dell'album, sinceramente in certi momenti mi sono sentito catapultato all'inizio degli anni Novanta quando il rock di Seattle si faceva largo e allo stesso momento è inevitabile riscontrare che in certi fraseggi hai uno stile anni Settanta. C'è un cantante a cui t'ispiri o comunque che ti ha colpito maggiormente? Pur rimanendo molto istintivo e personale nella tua prova ad esempio mi hai ricordato più volte Jerry Cantrell.

Devo ammettere che sono sorpreso su quanto spesso i recensori facciano riferimento alla voce Grunge. Io non la sento, ma non c'è dubbio sul fatto che il Grunge abbia lasciato un'impronta sul mio modo di cantare. Il suono degli anni Settanta è per l'influenza che ho preso da Led Zeppelin, Black Sabbath e Doors. Anche il riferimento a Jerry Cantrell mi sorprende. Non sono mai stato un fan della sua voce, anche se penso che le sue armonie erano perfette per supportare il carattere ricco di Layne Staley. Non c'è nessun cantante che adoro incondizionatamente. Il più vicino sarebbe Maynard, per la divina qualità dei suoi lavori. Anche Bjork è fantastica, specialmente su "Vespertine". Poi ci sono Etta James, Nina Simone, Ogre degli Skinny Puppy, Elton John, Roger Waters…

La chitarra acustica è una presenza importante all'interno delle canzoni, ti è mai balzata l'idea di creare un disco totalmente in quello stile?

Sicuramente. Infatti "Trails Out Of Gloom" è nato con l'idea di un album acustico. La maggior parte dei riff è stata scritta su una chitarra acustica, per cui è stata una scelta ovvia quella di mantenerli acustici. Ma poichè la voce era più drammatica, la distorsione è entrata nelle canzoni a supportarli, poi la batteria e il basso. Abbiamo finito con l'avere un misto elettrico e acustico. Probabilmente registreremo versioni acustiche di alcune di queste canzoni in futuro. E anche se non sarà il nostro prossimo album, posso immaginarmi i Fen che provano ancora a scrivere un album acustico.

Se avessi la possibilità di duettare con un artista chi sceglieresti e perché?

Domanda difficile, e l'avevo già pensata prima che me la facessi. Al momento, direi Chan Marshal dei Cat Power. Ha una voce così dolce che è così evocativa in alcuni passaggi, specialmente nell'album "Moon Pix". Con la canzone giusta, penso che le nostre voci si mischierebbero molto bene.

Com'è avvenuto il contatto e l'accordo con la Rippled Music?

Abbiamo contattato la Ripple attraverso il loro blog, The Ripple Effect. Mentre recensivano il nostro ultimo album "Congenital Fixation", si sono innamorati di quello che stavamo facendo e ci hanno invitati a pubblicare un album con loro. Lavorano duramente e con entusiasmo, e sono pronti a crescere con i Fen. È una situazione ideale per entrambi.

Come sta andando la promozione del disco? Avete già tenuto concerti e c'è un tour a supporto?

La promozione finora è consistita di recensioni, interviste, canzoni in radio, pubblicità stampate, e per la maggior parte, la parola. Abbiamo qualche concerto in arrivo e stiamo lavorando con la Ripple Music per assicurarci un manager o un'agenzia di booking per fare un tour il più presto possibile.

Com'è stata la risposta della critica (webzine, magazines, radio) e quella degli ascoltatori?

La maggior parte della critica ha apprezzato il nostro lavoro. Ci sono principalmente blogger di Prog e Metal che apprezzano qualcosa di diverso. Siamo anche stati recensiti da Classic Rock Magazine che al momento è la nostra dichiarazione di fama. Per quanto riguarda gli ascoltatori, abbiamo sentito buone cose per la maggior parte, la gente dice che questo è il nostro miglior album, e che finalmente ce la stiamo facendo. Ma malgrado questo, ci sono un po' di persone, per la maggior parte musicisti, a cui manca il lato più aggressivo e Prog dei Fen che è stato mostrato maggiormente negli altri album. È successo anche con gli altri lavori comunque, alla gente manca sempre il suono dell'album precedente. Sembra che debbano piangere per la perdita dei vecchi Fen prima di accettare quelli nuovi.

I Fen nascono nel 1998, adesso hanno all'attivo quattro uscite, cos'è cambiato al proprio interno (come mentalità) e per quanto riguarda ciò che le gira intorno (approccio con la gente, visibilità acquisita ecc..ecc…)? Tu hai raggiunto gli obbiettivi che ti eri prefissato (sempre che ce ne siano stati)?

Quando i Fen sono nati, volevamo essere più oscuri e complessi che potevamo. Con il nostro secondo disco "Heron Leg", che era un concept album su una storia di incesto e matricidio, abbiamo raggiunto un livello di oscurità che non si è più ripetuto. Mentre per il nostro voler essere complessi, con ogni uscita abbiamo fatto un passo in avanti da quel desiderio iniziale, preferendo la forza generale delle canzoni a tutto il resto.

Chi sono i Fen oggi e cosa vorrebbero diventare domani?

Oggi i Fen stanno solo salendo sulla superficie dell'industria musicale. Il nostro periscopio ha spinto sulla superficie, ci stiamo guardando intorno e alcune persone possono vederci, ma non siamo ancora sicuri di essere usciti allo scoperto o se ci abbiano colpito alla testa con una mazza. Domani, vorremmo aver costruito una capanna, un fuoco e alcuni paesani che raccoglieranno bastoni per noi. Speriamo che molte persone verranno a farci visita quando suoniamo, e che avremo la possibilità di fare visita a loro.

Il Canada è una delle nazioni che in ambito musicale si da parecchio da fare, siete all'interno della scena alternativa e condividete il vostro lavoro con altre band magari organizzando concerti e mini festival o i Fen sono una realtà difficilmente collocabile all'interno del panorama canadese?

In Canada pochi conoscono i Fen. La maggior parte della nostra energia è stata incanalata nel comporre la musica e registrarla, per cui l'altro lato della cosa dove dovremmo suonare live ogni weekend, frequentare altre band e avere un fanclub è stata lasciata da parte. Abbiamo un po' di concerti in arrivo, e stiamo cominciando a farci un nome localmente, anche se abbiamo ascoltatori da circa venti paesi.

Che rapporto hai con le comunità virtuali (socialnetwork e affini)? Quant'è utile al giorno d'oggi far girare la propria musica su tali piattaforme?

Abbiamo account su Myspace, Twitter, Facebook e una dozzina di altri posti, ma ci siamo focalizzati principalmente sulla pagina di Facebook. Penso che ci siamo avvicinati ai fan con essa.

Come reputi la scena musicale odierna? Quali sono i pregi e i difetti che gli riscontri?

È bello che così tanti musicisti possano permettersi di produrre il proprio album e distribuirlo online. Ma c'è così tanta roba ormai, è difficile cercare qualcosa che m'interessi là dentro. Sono contento se riesco a trovare un artista all'anno che mi piaccia.

Com'è la vita al di fuori della band, cosa fanno i Fen quando non sono in studio?

Beh, abbiamo tutti un lavoro che un giorno ringraziamo e l'altro detestiamo. Al contrario, queste attività mondane ci danno qualcosa contro cui andare, e ci ispirano ad essere più determinati che possiamo con i Fen.

Siete già al lavoro su nuovi pezzi, c'è qualche idea per il successore di "Trails Out Of Gloom"?

Il processo di scrittura per il successore di "Trails Out Of Gloom" è già iniziato, tuttavia è abbastanza lento. Il nostro pensiero (finchè regge) è di scrivere un album con una carica più consistente e più intenso, per contrastare con la lenta malinconia di "Trails Out Of Gloom". Se riusciremo a farlo è ancora da vedere. I passaggi più calmi saranno sempre nella nostra musica, per cui sarà una sfida cercare di limitarli.

Ci sarà possibilità di vedervi in Italia?

Ci piacerebbe venire in Italia. Infatti il nostro batterista ha la famiglia là con cui potremmo stare. Al momento il problema è pagarci il volo ma siamo stati in contatto con un manager (non dirò nessun nome) che potrebbe rendere il viaggio possibile.

Vi faccio un grosso in bocca al lupo e ringraziandoti per il tempo che mi hai concesso, ti lascio la parola per chiudere a tuo piacimento l'intervista.

Grazie per aver letto. Potete ascoltare le nostre tracce del nuovo album sul nostro sito  o potete comprarlo su Itunes. Il miglior modo per noi di restare in contatto con voi è via email e Facebook, per cui se vi piace la musica dei Fen iscrivetevi alla nostra newsletter e cliccate su "mi piace" su Facebook. Arrivederci!

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