HATESWORN

   
Gruppo: Hatesworn
Traduzione:  ticino1
 
Formazione:

  • S.: tutti gli strumenti
  • N.: voce e testi
 

A dicembre 2012 abbiamo parlato un attimo con S., mente degli Hatesworn e instancabile musicista attivo in diversi progetti svizzeri. Vi ricordo che io recensii i suoi lavori e che il CD discusso qui è "Trascend Moral Limitations".


 

Tutto bene da te? Iniziamo subito con questa corta intervista. Come sono state le reazioni del pubblico e della cosiddetta stampa specializzata all'uscita del CD? In che direzione si muovono ora gli Hatesworn?

Sono rimasto sorpreso, perché le reazioni sono state più positive del previsto. È un disco molto personale e di conseguenza non m'immaginavo che l'accesso fosse semplice per qualcun altro. A quanto pare però la mia idea si spinge con irruenza verso l'ascoltatore. Le due o tre recensioni della "stampa specializzata" sono state positive, anche se mi è parso che alcuni non avessero proprio capito che cosa io volessi trasmettere con le canzoni. Infine non fa nulla, poiché la mia musica è composta per me stesso. Soprattutto il progetto Hatesworn è — come già detto prima — molto personale e non cambierebbe, indipendentemente da ogni tipo di critica. Nei prossimi giorni dovrebbe uscire una cassetta split con gli ungheresi Woodspirit che contiene una canzone per gruppo. Quella degli Hatesworn si muove sulla linea del nuovo materiale già pubblicato. Ho per esempio rinunciato completamente all'impiego di una batteria e le parti vocali sono del nuovo cantante N. Il primo album uscirà pure esso sotto forma di cassetta limitata nel corso del 2013 con questa traccia come bonus e stiamo ora curando l'aspetto di una maglietta che sarà stampata in occasione della pubblicazione. Ora lavoro già al prossimo disco. Tematicamente e a livello musicale non segue proprio il pensiero originario da cui nacque Hatesworn e dunque non sono ancora sicuro se apparirà, se sotto questo nome oppure un altro o se addirittura cambierò il nome del gruppo. Prima di iniziare a pensarci su, voglio terminare le incisioni. Tutti gli strumenti sono già stati incisi e ci occupiamo delle sequenze vocali di N. Lo stile va in una direzione molto sacrale. Lavoriamo con cori, molti sample e con un batterista in carne ed ossa. Ora non voglio ancora rivelare troppi dettagli. Non posso ancora dire molto riguardo altri piani futuri. Magari un giorno mi verrà nuovamente l'ispirazione per comporre qualcosa di molto simile alle canzoni sull'album. Dubito però che io possa mai produrre qualcosa d'identico; il tutto dipende sempre dal momento e dalla situazione, altrimenti sarebbe pure noioso.

Che mole di lavoro comporta oggigiorno la produzione di un CD/LP?

Dipende sempre da che cosa si vuole. Per questo CD ho suonato io tutti gli strumenti e dunque una ripresa live non è possibile. Le canzoni sono nate in maniera molto spontanea che, al contrario dei miei altri progetti, non è stata preceduta da un lavoro compositivo. Ho lasciato che i miei sentimenti sfociassero direttamente negli strumenti. Non ho preparato nessuna canzone, ma sono stato in sala prova per undici sere, generando un pezzo per serata. Chiaro, dopo ci sono anche stati dettagli come la voce femminile oppure i due assoli di chitarra da inserire, il missaggio e il mastering che ho affidato ad altri. Ho lavorato qui e là al progetto di copertina nell'arco di sei mesi circa. Penso che in questo modo io abbia potuto avanzare rapidamente. Con Wacht, per esempio, siamo in studio e registriamo i pezzi scritti due anni fa per il nuovo lavoro. Li ho rifiniti durante gli ultimi sei mesi col nuovo batterista. Anche il prossimo disco degli Hatesworn mi è già costato all'incirca un anno di lavoro. Non sempre riesce tutto in fretta. Dipende naturalmente anche dal tempo che si ha a disposizione e dallo stato d'animo che si ha in rapporto alla canzone in cantiere. È comunque un processo molto impegnativo che non si risolve in quattro e quattr'otto. Ci vogliono tanto tempo, tanta pazienza e volontà.

Dicci qualcosa riguardo l'evoluzione verso l'Ambient.

Non ascolto Ambient o simili e penso, dunque, che ciò sia avvenuto in maniera inconscia. Personalmente non lo definirei davvero Ambient. Mi è anche stato detto che vada in direzione dello Shoegaze Black Metal. Ho dovuto innanzitutto cercare su Google per comprendere che cosa fosse, ma il tutto non mi fu d'aiuto, poiché non ascolto nessuno di quei gruppi e neppure mi piacciono. Volevo catturare una certa atmosfera e, già che ciò era possibile con gli strumenti utilizzati, ho registrato il tutto così com'era. Ho evitato di fissare dei limiti per le canzoni. In particolare le linee di voce femminile di L.W. hanno provocato tanto scuotere di capo, ma io mi immaginavo il risultato esattamente così e ne sono totalmente soddisfatto. Anche se dovessi riprendere il tutto, non cambierei nulla.

La maggior parte degli stili metallici estremi finisce uno dopo l'altro nelle grinfie delle etichette più grandi. Che cosa pensi di questa evoluzione?

Ognuno è libero di decidere se firmare presso una grande casa o se preferisce piuttosto restare nel sottosuolo. Personalmente preferisco mantenere il controllo e faccio tutto da solo. A volte è molto pratico poter sfruttare i vantaggi di un'etichetta. Io, per esempio, non ho nessun interesse ad occuparmi della distribuzione. Sulla scala in cui ci muoviamo, la maggior parte delle etichette prende il tuo prodotto in gamma solo su scambio. Ciò significa che mi trovo con un mucchio di roba che non m'interessa e che non mi aiuta a pagare una fattura (costi di stampa, missaggio o mastering). Non voglio dunque neppure aprire un negozio online. Il tutto non è poi così grave, se ci si può poi concentrare sulla musica. Tutta quella "Nuclear-Blastizzazione" è naturalmente inutile. Il Black Metal ha il suo posto nel sottosuolo e basta. Quelle formazioni che tentano di piazzarsi sul mercato con l'idea di divenire i prossimi mostri in classifica, adattando la loro immagine e la musica, si possono cestinare tranquillamente. Solitamente non ne esce comunque nulla di buono. Il black è stato comunque commercializzato con successo. Burzum e compagni vendono masse di dischi e le etichette, come appunto la NB, offrono scudi vichinghi di plastica e castelli giocattolo per i nostri tanto ribelli giovani idioti pubertari. Non parliamo poi di un open air come il Wacken, che, nonostante tutto, non offre ancora tanto spazio per il black. Rispondo concretamente alla domanda: trovo il tutto inutile e sono dell'opinione che tutto ciò di cui il Black viveva è andato così perso.

Mentre io sono poco attivo, tu possiedi una vasta rete di contatti. Non è un poco in contraddizione con la filosofia Black?

Perché dovrebbe? Comunico con la gente che ha la stessa visione o obiettivi. Secondo me non si tratta di una vasta rete; per me conta la qualità, non la quantità dei conoscenti e amici. Secondo me una rete di conoscenze è composta di tanti contatti superficiali da cui si possono anche trarre vantaggi personali e già questo mi dà fastidio personalmente. È un fatto che oggi è possibile comunicare in modo molto efficiente tramite Internet. È perciò anche più semplice entrare in contatto con la gente, anche se non si può incontrarla personalmente durante un lungo periodo. Bisogna dire che da questo lato sono comunque ben organizzato. Comprendo comunque ciò che vuoi dire. Credo che ciò che facciamo e come ci muoviamo nella società siano caratterizzati da una sorta di odio/amore. Infine ognuno può decidere liberamente di evitare contatti sociali. Dal canto mio sono troppo nervoso e attivo per potere essere soddisfatto da una vita isolata in campagna.

Come giudichi la tua evoluzione tecnica e musicale degli ultimi due anni?

Ecco, suono ancora in modo piuttosto sporco e senza tecnica o istruzione e non so neppure leggere le note [ride]. Le mie scale sono diventate un poco più complesse, le canzoni più lunghe e secondo me più varie. Un campo in cui ho imparato davvero molto di più è quello delle tecniche d'incisione e del gioco fra chitarra e basso. In passato c'erano due linee di chitarra identiche seguite a ruota dal basso. Sui primi demo dei Wacht ho addirittura rinunciato al basso. Imparo mentre lavoro. Ogni volta che proviamo per un concerto, indipendentemente di che gruppo, noto quanto giovi suonare ed esercitarsi regolarmente. A parte i momenti in cui compongo o incido, non suono quasi mai la chitarra, perché non ne ho il tempo. Ascoltando le registrazioni pongo più attenzione sulla qualità dell'esecuzione e se qualcosa stoni o no. Mi prendo anche più tempo in generale, invece di terminare il tutto il più rapidamente possibile. Lascio riposare di proposito le canzoni per un po', per poi decidere se mi piacciono ancora così come sono oppure se voglio elaborare qualche altro dettaglio.

Dove si può vedere Hatesworn in concerto?

Da nessuna parte. Non credo che questo tipo di musica sia adatto a presentarsi in un concerto completo. Canzoni scelte sarebbero fattibili. Magari ne suoneremo una durante una scaletta dei Wacht. Un concerto intero con questi pezzi sarebbe per me probabilmente impegnativo dal lato psichico.

Quanta malinconia sopporta un essere umano? Che cosa t'ispira a scrivere quei testi distruttivi?

Penso parecchia, vedremo. L'album degli Hatesworn è suddiviso in cinque capitoli. Il primo contiene le prime tre canzoni del terzo demo, il secondo le ultime tre del precedente e così via; le ultime due rappresentano il quarto capitolo. Il capitolo cinque contiene la canzone delle split con i Woodspirit. Questa è in teoria anche parte integrante del lavoro e apparirà dunque anche sulla cassetta. Ogni paragrafo ha di base un'altra vena e soggetto. Nel primo capitolo si parla d'isolamento e apatia, nel secondo della morte e nel terzo di puro odio verso tutto e tutti. Ciò è dovuto al fatto che ho registrato le tracce durante diverse fasi della mia vita in cui questi sentimenti hanno giocato un ruolo importante. È l'immagine della mia visione in quei momenti, della mia situazione sentimentale, rispettivamente di ciò che mi preoccupò allora. Il quarto capitolo è un ponte fra questo caos sentimentale perfettamente umano verso una nuova coscienza o semplicemente una cognizione superiore. Da qui è nato il titolo "Golden Gate". Nel quinto capitolo mi sono poi totalmente staccato dalla negatività dei primi tre, portandomi su un livello più spirituale. Questo concetto voglio seguirlo anche sul prossimo disco. Così si spiega anche il lungo titolo che comprende tutte queste stazioni: "Transcend Moral Limitations To Evoke Pure Negativity Until All Is Dead".

Ogni tanto sento ragazzi discutere, affermando di volere morire, la vita sarebbe troppo stressante…

Fate pure. Nessuno è indispensabile e oltretutto parlarne e lamentarsene non migliora comunque la situazione.

Abbiamo già finito. Ti snerverei di più, ma non so più che chiedere… ti lascio l'ultima parola, dopo averti ringraziato per la tua disponibilità.

Lo stesso dell'ultima volta: ci si vede!

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