JAGUAR

   
Gruppo: Jaguar
 
Formazione:

  • Will Sealey – Batteria
  • Garry Peppard – Chitarra
  • Jamie Manton – Voce
  • Simon Patel – Basso
 

Questa intervista fa parte dell'articolo intitolato "New Wave Of British Heavy Metal – Una Retrospettiva". Cliccando sulla bandierina britannica in alto a destra potrete leggere la versione originale in lingua inglese.

N.d.A.: quando si parla di "quest'anno", s'intende il 2012.

Sono orgoglioso e molto onorato di potere dare il benvenuto a Garry, il chitarrista dei leggendari Jaguar.


 

Innanzitutto sono curioso di sapere quali fossero agli inizi le influenze per il gruppo.

Garry: Le nostre influenze iniziali furono tutte quelle band che noi adoravamo allora: Sabbath, Priest, Budgie, Maiden eccetera. Personalmente amavo gli UFO, ma ero anche molto legato a Ramones, The Sex Pistols e al punk, uno strano miscuglio credo, ma comunque influenze. Forse è per questo che suono veloce [ride]!

Nel 1981, quando il vostro primo singolo fu pubblicato, io avevo solo nove anni. Non ho dunque nessuna idea di quanto fosse difficile o semplice per un gruppo realizzare il sogno di un proprio disco. Racconta a noi giovani com'era la vita per le formazioni in quegli anni [in Gran Bretagna, N.d.A.].

Eravamo tanto giovani che non sapevamo neppure che cosa stessimo davvero facendo, era solo divertimento, scrivere canzoni, suonare concerti per i nostri amici. Paul Birch dell'etichetta Heavy Metal Records cercava gruppi per la raccolta che voleva pubblicare intitolata "Heavy Metal Heroes" e allora suonammo "Stormchild" per quel disco, ricordo quanto eravamo eccitati quando aprimmo la scatola per togliere gli album e vedere il nostro primo pezzo di vinile. Ero così orgoglioso che poi cominciammo a prendere tutto più sul serio. Paul ci chiese in seguito se fossimo interessati alla pubblicazione di un sette pollici e dunque scegliemmo "Back Street Woman" e "Chasing The Dragon" a questo scopo. Ebbe un buon successo e il tutto si mise in moto, soprattutto in Europa. Sembra un mondo completamente diverso dalla scena odierna.

I gruppi della cosiddetta NWOBHM avevano contatti fra loro al tmepo? Possiamo dunque parlare di una scena "globale" che esisteva a quell'epoca?

C'era sicuramente una scena emergente in Inghilterra allora, ma i contatti erano piuttosto limitati ai concerti suonati sullo stesso palco, credo. Andavamo d'accordo con i Raven, ma ciò era dovuto al fatto che eravamo presso la stessa etichetta e suonammo insieme concerti in Olanda; oltre a ciò non avevamo davvero contatti con altri gruppi.

Dimmi… com'era la scena musicale di Bristol in quegli anni?

Non c'era una vera scena, come oggi oltretutto. Esiste una sfilza di gruppi tributo e che suonano cover, pochi gruppi metal. Non è una città "rock", ma piuttosto di trip hop e dance.

Questa è una domanda cui probabilmente hai già risposto diverse volte… vi siete sciolti nel 1985 per riformarvi nel 1998. Dicci qualcosa sui perché e i "per come" di queste decisioni.

Ci sciogliemmo perché ne avevamo piene le scatole della situazione in generale e il gruppo non si sentiva più come tale. Avevamo problemi con la Roadrunner, la nostra etichetta in quel momento, fatto che non fu di grande aiuto. Penso che il motivo principale fosse che noi avevamo semplicemente perso l'interesse per suonare metal, non avevamo neppure denaro e non potevamo continuare in quel modo e allora ci separammo. Ora mi rendo conto infine che abbiamo preso parecchie cattive decisioni in un primo momento e dunque ritengo che fosse davvero colpa nostra se tutto andò poi storto. Ci siamo riuniti nel 1998 perché la Neat Records aveva recentemente ristampato su CD "Power Games" ed eravamo felici per la piega che le cose avevano preso. Jess Cox, il proprietario delle Neat, mi chiamò come un fulmine a ciel sereno domandandomi se avessimo avuto l'intenzione di registrare un nuovo album. Ci pensai su un poco, presi contatto con Jeff Cox [non Jess della Neat, Jeff era il bassista, N.d.A.] e, dopo una lunga conversazione, decidemmo di ritentare. Paul Merrell non ne volle sapere nulla, mentre con Chris Lovell non avevamo più contatti dal 1984; dunque ci toccò reclutare un nuovo cantante e un batterista, per trovare Jamie e Nathan. Poi, chiaramente, fummo obbligati a comporre un lavoro in un breve periodo; il risultato fu "Wake Me", pubblicato dalla Neat nel 2000. Non so se i Jaguar si sarebbero riuniti senza la telefonata di Jess Cox, visto che io non avrei neppure pensato a un tale passo, così come gli altri.

Come già saprai, questa intervista sarà parte di un articolo riguardante la musica dell'era NWOBHM. Suppongo che il termine non fosse veramente utilizzato dalle band quando parlavano della loro musica. La NWOBHM era un fenomeno sentito dai musicisti? Se fosse stato così, che tipo di sentimento era?

NWOBHM era una frase inventata da un giornalista di nome Geoff Barton che lavorava per la rivista musicale Sounds in quel periodo. Credo che fosse una descrizione pratica per la scena emergente e naturalmente anche noi ne eravamo considerati parte integrante. Col senno di poi credo che fosse una buona cosa per noi e che ci aiutò, il fatto di essere associati a gruppi di tale calibro era fantastico, sì, era davvero bello.

Diamo un'occhiata al presente. Pensi che sia ancora possibile creare qualcosa che dia un "calcio" alla musica come arte? I Led Zeppelin contribuirono alla nascita del metal, gli MC5 e Iggy Pop furono una grande influenza per il punk, ma oggi?

È una domanda difficile. Non sono sicuro sul fatto che qualcuno si presenti con qualcosa di davvero nuovo e unico, ma ci saranno sempre quelli che arrivano con delle piccole variazioni di generi esistenti, qualcosa d'interessante per magari dare inizio a un piccolo sottogenere, piuttosto come sono riusciti a fare i Linkin Park con il cosiddetto Nu-Metal.

Jaguar è un passatempo e una passione per te o riesci a viverne?

Sì, Jaguar è la mia passione, temo però di non riuscire a viverne. Mi piacerebbe, ma ho una famiglia da sostenere!

Suonerete dei concerti in Europa continentale durante i prossimi mesi?

Sì, per ora sono programmati concerti in Olanda, Germania, Belgio e Spagna per quest'anno.

Nella metà degli Anni Ottanta era tipico scambiare cassette (sì, Internet non esisteva ancora…). Come facevano i fan a spargere la musica in Gran Bretagna e nel Mondo all'inizio degli Ottanta?

Come hai appena detto, lo scambio di cassette era la via principale allora. Alcuni riuscivano a procurarsi i vinili che erano purtroppo spesso stampati in edizioni limitate e difficili da trovare; dunque le cassette erano infine l'unico modo per spargere la voce.

Quante persone apparivano ai vostri concerti durante gli Anni Ottanta? Allora c'era un entusiasmo maggiore del pubblico rispetto a oggi? Com'erano i locali al tempo? Penso che l'offerta di rock e metal il sabato sera non fosse tanto pingue quanto oggi.

Ti posso dire che in generale oggi suoniamo di fronte a più gente di quanto non lo facessimo negli Ottanta. In Inghilterra era allora difficile costruirsi un seguito; avevamo gruppi di seguaci in certi punti del paese e di conseguenza lì i concerti erano memorabili, ma in molti altri nessuno s'interessava a noi. Tutto andava per il meglio quando suonavamo in Olanda, per questo adoravamo andarci. Il pubblico era incredibile, veramente entusiasta, cantava i testi e festeggiava davvero! Infatti, hai ragione dicendo che oggi c'è più scelta di concerti cui andare.

Ti ricordi ancora… quali erano i tuoi sogni come chitarrista di un gruppo e quelli dei tuoi colleghi?

Tutto quello che i giovani chitarristi vogliono fare: conquistare il Mondo [ride]! La realtà è poi stata un po' differente, ma non mi posso comunque lamentare.

Parliamo un po' di etichette… il vostro primo singolo è uscito grazie alla Heavy Metal Records, più tardi fu la Neat Records che vi sostenne. Primo, qual era la differenza fra le due case? Secondo, quali pensi fossero le qualità che resero tanto grande la Neat?

Allora — e ciò non cambiò in seguito — la Neat era molto più grande della Heavy Metal Records ed era considerata l'etichetta numero uno della NWOBHM; con i Raven e i Venom sotto contratto, altri gruppi facevano la coda per beccarsi una fetta della torta. Quando Dave Wood, il proprietario d'allora, ci chiese di firmare fu fantastico e approfittammo. Non so esattamente perché la Neat fosse così forte, era fortuna, aveva tanti gruppi di successo dalla zona in cui si trovava, il Nord Est dell'Inghilterra, forse. I primi successi con i Venom e i Raven ovviamente aiutarono a consolidare la casa e diedero abbrivo alla sua reputazione, credo.

Dove stanno andando i Jaguar? Quali sono i vostri progetti?

Stiamo facendo ciò che facciamo di solito, suoniamo tanto veloce e forte quanto possiamo [ride]! Il nostro progetto principale per ora è il nuovo album. Dopo i due concerti al The Eavy Festival in Olanda, proveremo le nuove canzoni per verificarne l'effetto. Vogliamo pubblicare il disco quest'anno, è la nostra priorità. Inoltre continueremo a suonare live, in Olanda, Germania, Belgio e Spagna.

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